Difficile scrivere su un evento emozionante come il “reading” al quale hanno dato vita ieri sera Vinicio Capossela e Vincenzo Chinaski allo Spoltore Ensemble.
La coppia si è sfidata a colpi di parole che come cazzotti hanno colpito gli spettatori…
La serata inizia con Vinicio che regge nelle mani un giornale, e Vincenzo che dice: “Una ronda non fa primavera”… Giocano i due amici sul palco… poi entrano nel vivo del reading-round….
Tutto il resto sembra non esistere… quelle parole… quel cammino di due vite, ubriacature e solitudini, donne e abbandoni, vagabondaggi notturni e scorribande negli ipermercati, vecchie auto scassate e strade deserte, su tutto, l’amicizia che sempre salva non dal mondo, ma da se stessi e tiene a galla, come un salvagente.
Colpi… colpi forti e mirati… per un reading-round straordinariamente poetico e musicale al tempo stesso,
dotato di una originalità espressiva capace di incantate, stupire, commuovere e trasportare lontano… lontano in ricordi di una società che forse abbiamo dimenticato…
Un botta e risposta a suon di versi e racconti da lasciare senza fiato, quello tra Vinicio e Vincenzo, il tutto condito con immagini bukowskiane, citazioni dai libri di John Fante, accenni appena sussurrati ad Hemingway e le canzoni di Vinicio….
Vinicio al piano e Vincenzo a raccontare… poesia… pura poesia che sotto le stelle, con spavaldo coraggio ha sfidato i cuori dei tanti spettatori… poesia di una vita non sempre riuscita e caratterizzata da tante sconfitte, una vita dove non c’è soluzione per le private solitudini che ognuno di noi vive, ma dove ci sono gli amici, quelli che ti capiscono, che a volte non hanno bisogno di dirti nulla, e che ti sono accanto anche quando spronfondi…
Ieri sera ero con i miei amici Franco, Laila, Marco e Germano… e pensavo… pensavo a come tante volte con loro ci siamo ritrovati al Bellavista… di come le nostre vite si sono incrociate, delle tante cose vissute insieme e di come sia “meglio morire tra amici che morire tra i dottori” (come scriveva John Fante)… e tra i tanti “dottori della vita” che poi non sanno proprio un cazzo della vita… io scelgo i miei amici di sempre…
Grazie… grazie a Vinicio e Vincenzo, che mi hanno permesso di provare queste emozioni… grazie a due grandi artisti.
Note: le foto di questo articolo sono opera di Franco del Bellavista
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