Intervista esclusiva a Sonia Alfano (si parla di Berlusconi, di mafia, di televisione e altri temi sociali)

Gianni Leone

Sono dichiaratamente di parte… per non essere senza arte né parte… mi batto per essere dalla parte della verità, però non cerco MAI di portare la verità dalla mia parte… Seguendo questo pensiero, trovo sia giusto dare voce a quelle persone che, come Sonia Alfano onestamente sono impegnate per il nostro paese.

Sonia Alfano, che come molti di voi sanno, attualmente è Eurodeputata dell’Italia dei Valori. Beppe Alfano, il padre di Sonia, era un grande giornalista impegnato soprattutto nel fare inchieste giornalistiche su mafiosi, politici, amministratori locali e uomini d’affari corrotti oltre che sulla massoneria. La notte dell’8 gennaio 1993 fu ucciso. Sonia è sempre stata impegnata nel preservare la memoria del padre e i diritti delle vittime della mafia, oltre a condurre un’intensissima attività informativa sulla criminalità organizzata. Sono orgoglioso di questa intervista, perchè Sonia, a mio avviso, rapprensenta una speranza, un “piccolo faro” in un mondo nebbioso come quello della politica italiana.

Intervista esclusiva a Sonia Alfano (a cura di Gianni Leone)

G.L.: Cosa pensa della recente trasmissione propaganda di Vespa? Il flop mediatico è secondo lei un “sintomo” che l’Italia si sta stancando dei discorsi del Premier?

Sonia Alfano: Nel nostro Paese, anche se minoritario, c’è ancora un giornalismo libero che racconta i fatti senza guardare in faccia nessuno e c’è un tipo di giornalismo legato alla politica, in genere quella che governa in quel momento. Credo che per definire trasmissioni come quelle di Vespa, si possa tranquillamente usare la parola pornografia. Uno spettacolo indecente di servilismo che in una democrazia non dovrebbe trovare alcuno spazio su nessuna tv, soprattutto se pubblica. Il fatto che trasmissioni come quella di Santoro o della Dandini abbiano doppiato Vespa negli ascolti è il chiaro sintomo che, al di là dei sondaggi sbandierati da Berlusconi, c’è invece una parte sempre più consistente del Paese che di lui non ne può più e che non si fida più della stampa di regime.

G.L.: Il sottoscritto è abruzzese, vivo a Pescara e ho degli amici all’Aquila, quindi ho vissuto molto da vicino il terremoto che ha colpito la mia regione. Le domando secondo lei, perché la tv e la stampa non informano sulle reali condizioni nelle quali vivono i terremotati?

Sonia Alfano: Semplicemente perché soprattutto la tv in questo paese non è libera o lo è solo in minima parte. Montanelli diceva che la peste del giornalismo è l’autocensura dei giornalisti. Ebbene, oltre alla continua censura, assistiamo anche all’autocensura di certi giornali che evitano di parlare di cose che dispiacciono Berlusconi e i poteri forti.

G.L.: Perché in Italia nessuno parla della Banca Arner, che da circa 15 anni è la banca della famiglia Berlusconi ed è sotto indagine per riciclaggio?

Sonia Alfano: Per i motivi esposti sopra. Ci sono infinite cose di cui si parla all’estero e che riguardano Berlusconi che in Italia nessuno racconta e gli esempi potrebbero essere infiniti…

G.L.: Volendo fare un’ipotesi, perché Berlusconi ha criticato i magistrati, che giustamente si stanno occupando dei fatti di mafia del 1992/1993/1994?

Sonia Alfano: Evidentemente teme che ciò che noi sappiamo ufficiosamente da anni, circa il suo coinvolgimento, possa divenire un punto fermo ed indiscutibile dal punto di vista giudiziario.

G.L.: Secondo lei perché molti giornalisti hanno perso la bussola, sostituendo all’informazione, la propaganda?

Sonia Alfano: Perché tradiscono la loro missione che è quella di raccontare i fatti, di cercare la verità e non di compiacere il potere, di qualunque colore esso sia… gente che scambia la propaganda col giornalismo, facendo mercato del proprio mestiere sta, sul piano etico, sullo stesso piano delle prostitute che frequentavano le stanze di Palazzo Grazioli. Ed in effetti sembrerebbe che anche qualche giornalista abbia svolto entrambe le funzioni in quelle stanze.

G.L.: In Europa, che opinione si sono fatti dell’Italia?

Sonia Alfano: Da una parte non comprendono come un uomo come Berlusconi possa essere a capo di una grande nazione come l’Italia, dall’altro lo vedono come un pagliaccio. Questa vicenda delle prostitute poi ha dato il colpo di grazia alla nostra immagine all’estero; ogni volta che in Parlamento si parla di lui, i sorrisetti e le battute non si contano.

G.L.: Il trailer di Videocracy, il documentario di Erik Gandini è stato censurato sia dalla RAI, sia da Mediaset. Siamo arrivati al punto che “il regime” ha paura anche di un documentario?

Sonia Alfano: Il regime ha paura delle notizie, quelle vere, e le sostituisce coi quiz, con l’intrattenimento più stupido e becero o con la menzogna sistematica e ripetuta come in una sorta di Grande Fratello, quello di Orwell.

G.L.: Perché il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, spesso tace sulle grandi problematiche del nostro paese e non si ribella alla corruzione, allo sfacelo ed alle leggi fatte ad hoc per proteggere gli interessi di Berlusconi, a discapito di tutti i cittadini ?

Sonia Alfano: Questo dovrebbe chiederlo direttamente a lui… Io credo che lui faccia parte a pieno titolo di un sistema di poteri distanti anni luce dagli interessi del popolo italiano.

G.L.: Perché persone come Dellutri, condannato in primo grado per mafia, siedono ancora al parlamento, ed invece giudici onesti vengono “gentilmente” silurati?

Sonia Alfano: E’ perché in parlamento siedono condannati per gravi reati in via definita? Di Pietro ha parlato recentemente di parlamento mafioso. Un parlamento che fa leggi che piacciono alla mafia… forse non è solo una provocazione…. E’ un dato di fatto come la mafia si sia infiltrata nei gangli vitali delle nostre istituzioni

G.L.: Cosa accade alla maggioranza degli italiani, che non riesce ad indignarsi di fronte a ciò che sta accadendo nel nostro paese da anni?

Sonia Alfano: Io penso che molti italiani non sappiano davvero perché certe cose in tv non sono mai andate, ma penso anche che qualche colpa l’abbia l’attuale opposizione che quando era al governo non ha legiferato chiaramente nell’interesse di tutti gli italiani… consegnando così il Paese a Berlusconi. I più giovani non sanno che questa seconda Repubblica è fondata sul sangue delle stragi del ‘92 e ‘93

G.L.: L’ultimo libro del premio Nobel Saramago “O Caderno”, nel quale lo scrittore è stato particolarmente critico nei confronti di Berlusconi, non è stato pubblicato da Einaudi (casa editrice di proprietà di Berlusconi), che aveva pubblicato tutte le opere del premio Nobel, perché ritenuto diffamante. Lei cosa ne pensa?

Sonia Alfano: Che la Einaudi è di Berlusconi e che lui della sua casa editrice fa quel che vuole. Questo perché c’è libertà di stampa in Italia. Immagini cosa succede nei giornali ed in tv o addirittura provi ad immaginare se Berlusconi dicesse che in effetti la stampa non è libera.

G.L.: Di seguito le propongo le leggi che ad personam volute da Berlusconi. Cosa pensa in merito?

* modifiche strutturali e di pena alla disciplina del falso in bilancio (legge n. 61/2002)
* la legge sulle rogatorie (legge n. 367/2001)
* la “legge Cirami” sul legittimo sospetto (Legge n. 248/2002)
* la riduzione della prescrizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi e favoriva la scarcerazione dell’amico e collega di partito Cesare Previti) (“Legge ex-Cirielli”, 251/2005)
* l’estensione del condono edilizio alle zone protette (legge delega 308/2004) (comprensiva la villa “La Certosa” di proprietà di Berlusconi)
* la legge “Legge Pecorella” (legge n.46/2006), proposta dal parlamentare Gaetano Pecorella, avvocato di Silvio Berlusconi, che sanciva l’inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento (DL n. 3600), bocciata quasi integralmente nel 2007 dalla Corte Costituzionale
* la legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni (Legge 112/2004). Nel 2004 il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri ha stimato i vantaggi derivanti dalla legge Gasparri per il gruppo del premier fra 1 e 2 miliardi di Euro
* il Lodo Alfano, riproposizione del Lodo Schifani, emanato poco prima della conclusione del processo per corruzione dell’avvocato David Mills in cui il Presidente Berlusconi era coimputato. David Mills è stato poi condannato a 4 anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari perchè come riportato nelle motivazioni della sentenza agì da falso testimone per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l’impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati
* il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (ricorso n. 15/2005 alla legge regionale 8/2004) (che bloccava, tra l’altro, l’edificazione di “Costa Turchese”, insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi).

Sonia Alfano: Le leggi “ad personam” sono molte perché il conflitto d’interessi di Berlusconi attraversa tutto il paese e nei più diversi settori. Ad esempio, Berlusconi è proprietario di assicurazioni e direttamente di una banca. Quando legifera in merito, crede che non tenga in considerazione i suoi interessi? O quando raddoppia l’Iva a Sky, anche in quel caso non lo fa tenendo presenti i propri interessi?

G.L.: La penultima domanda è di carattere personale. Qual è il ricordo più bello che ha di suo padre?

Sonia Alafano: Ho tanti ricordi belli, i piccoli momenti fatti di sguardi dolci e protettivi. Vorrei poterli tenere con me.

G.L.: Ultima domanda: Credo ancora in questo Stato e nelle sue istituzioni e credo fermamente che inizia ad esserci uno spiraglio di luce, per poter migliorare il nostro paese e cacciare a “calci in culo” i personaggi “oscuri” della politica. Secondo lei sono solo uno stupido ad avere speranza, o la speranza è alla base della lotta per il cambiamento?

Sonia Alfano: Questo Paese è nato grazie al sangue versato dai partigiani e per difenderlo, per difendere lo Stato di diritto e la Costituzione repubblicana nel tempo sono morte migliaia e migliaia di persone… Abbiamo verso di loro un debito inestinguibile di gratitudine che dobbiamo concretizzare nel costruire la speranza del cambiamento giorno dopo giorno, atto dopo atto… Non c’è un’altra strada da percorrere oltre questa. Abbiamo il dovere di consegnare alle prossime generazioni un Paese democratico, civile e altamentente competitivo. A loro devono essere risparmiate le umiliazioni e le atrocità che noi abbiamo vissuto e continuiamo a vivire. Ciò che deve darci forza devono essere gli occhi bagnati di lacrime delle migliaia di giovani che il 26 settembre a Roma hanno chiesto un Paese diverso. Noi glielo dobbiamo, a costo di donare la nostra vita e il nostro futuro per il loro avvenire.


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