Sono trascorsi 25 anni dalla terribile carestia che in Etiopia procurò la morte di oltre un milione di persone. Oggi il martoriato stato dell’Africa è nuovamnete sull’orlo del disastro umanitario per carenza di cibo.
Il governo Etiope si è appellato alla comunità internazionale, richiedendo 159 mila tonnellate di viveri.
Oltre 6,2 milioni di persone in Etiopia soffrono la fame, tra i quali moltissimi bambini che soffrono di malnutrizione e muoiono in tenerissima età
L’Oxfam – associazione non governativa che si occupa di povertà e fame nel mondo, ha richiesto e prospettato un cambiamento di approccio negli aiuti allo stato africano. Non solo la comunità internazionale si deve concentrare sui frequenti disastri, ma tentare di prevenirli magari costruendo delle dighe per raccogliere l’acqua piovana, da utilizzare durente le stagioni di siccità.
“Gli aiuti in cibo offrono risultati temporanei ed evitano la morte di molte persone in situazioni difficili, ma non contrastano le cause che sono dietro le carestie e rendono via via più vulnerabili le popolazioni anno dopo anno”, questo è quanto ha dichiarato il direttore dell’Oxfam, Penny Laurence.
In Etiopia circa il 40% della popolazione, che supera i 76 milioni di abitanti, vive con meno di 1,25 dollari al giorno.
Il Pam, il programma alimentare delle Nazioni Unite, dovrà fronteggiare entro fine anno una carenza di scorte alimentari destinate all’Etiopia del valore di oltre 85 milioni di dollari.
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