Questa sera ho ricevuto una relazione molto particolorare redatta dal FORUM delle ASSOCIAZIONI ITALIANE di RICERCA INFORMAZIONE spedita con raccomandata a vari onorevoli della Commissione affari costituzionali della Camera dei Deputati ed a due ministri del Governo.
Perché è importante conoscere questa relazione?
Perché secondo le informazioni raccolte dal FORUM delle ASSOCIAZIONI ITALIANE di RICERCA INFORMAZIONE, CONTRASTO dei MOVIMENTI SETTARI e CULTI ABUSANTI, è possibile comprendere come sia trattato il gravissimo problema della pedofilia, all’interno della comunità dei Testimoni di Geova.
In pratica il FORUM chiede che a seguito di questa relazione e dopo i fatti in essa esposti, non si attribuisca alla “Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova”, lo “status di religione” che comporterebbe per i Testimoni di Geova un regime di particolare tutela (8xmille dell’Irpef) qualora dovesse accedere all’Intesa di cui all’art. 8 della Costituzione Italiana.
Trovo che l’argomento sia di particolare interesse, poichè la pedofilia è un male gravissimo che colpisce pesantemente la nostra società, (in altri articoli mi sono in passato occupato di pedofilia), così a partire da oggi seguirò in uno special, questo nuovo filone, cercando di indagare a fondo.
Ovviamente rimango a disposizione della congrega dei Testimoni di Geova (per contatto cliccare qui), per qualsiasi comunicato ufficiale in merito alla questione.
La relazione integrale può essere scaricata da questo link
Inizio della relazione
OGGETTO: Pedofilia, un fenomeno sottostimato. Il lato oscuro della confessione religiosa dei Testimoni di Geova.
Spesso i bambini vittime di soprusi e violenza sono oggetto di un duplice oltraggio: il primo quando subiscono gli abusi, il secondo quando le loro sofferte denunce non vengono prese in considerazione; ciò è particolarmente vero nel caso in cui i responsabili dei turpi abusi sono membri del clero o responsabili di comunità religiose. Infatti, il senso quasi eccessivo di rispetto e di deferenza nei confronti dei “pastori d’anime” si è rivelato come una sorta di “vivaio perfetto” nel quale possono prosperare indisturbati i molestatori di bambini. Come non ritenere responsabile una qualsiasi struttura religiosa che, consapevolmente, nomini un ex molestatore di bambini per un incarico di responsabilità, quando costui commettesse successivi abusi su bambini?
Lo scenario del maltrattamento del minore fino alle violenze più spinte ed abbiette come le torture e le uccisioni in video (snuffmovie) ha statistiche ufficiali quasi mai aderenti alla realtà del crimine e non abbracciano la portata del medesimo. «Centocinquanta milioni di bambine e 73 settantatre milioni di bambini sotto i 18 anni sono stati sottoposti nel 2002 ad abusi sessuali o altre forme di violenza che includono il contatto». È il dato forse più spaventoso tra quelli inclusi nel «Rapporto Unicef sulla violenza sui minori dell’ott. 2006», presentato a Roma. Il fenomeno più drammatico è la specifica che «gran parte dell’abuso sui bambini avviene a porte chiuse ed è commesso da persone di cui dovrebbero fidarsi: genitori, familiari, conoscenti, persone incaricate della loro educazione civile, culturale e morale». L’Unicef ha monitorato cinque ambienti (la casa, la scuola, l’ambiente di lavoro, gli istituti di accoglienza e le comunità di appartenenza), rilevando un’esposizione costante dei minori, specie nelle aree più disagiate e nelle meno conosciute, a una violenza figlia della povertà, «ma anche della cultura patriarcale», di prevaricazione maschile, ma questo è solo parzialmente vero poiché non sono solo le aree più disastrate ed additate come tali come affette da una continua pandemia di pedocriminalità.
(Ne è un esempio il recente caso di infanticidio scoperto, quello del piccolo Javon Thomson di un anno, avvenuto all’interno di un nuovo movimento a matrice religiosa “One Mind Ministries” di Baltimora. Il bimbo, poiché non sapeva dire amen alla fine delle preghiere, è stato considerato un dèmone da lasciar morire di fame e di sete -una morte lenta e straziante- convinti che sarebbe poi risorto).
Il lavoro minorile è un’altra forma di violenza: un fenomeno che nel 2004 ha coinvolto 218 milioni di bambini, di cui 126 milioni in attività lavorative rischiose (e non ne sono esenti comunità di matrice religiosa, esoterica, mistica, occultista, ecc). Di questi, quasi sei milioni risultano vittime dei lavori forzati, spesso imposti loro per l’estinzione di un debito. 1,8 milioni, poi, sono sfruttati nella pornografia e 1,2 milioni risultano vittime del «traffico di minori» che prende le vie più disparate: dallo sfruttamento sessuale sistematico fino all’espianto di organi, destinati poi al turpe mercato miliardario.
Almeno 8 milioni di bambini – dice ancora il rapporto – vivono in istituti d’accoglienza o di cosiddetto recupero, spesso gestiti da religiosi o dove gravitano operatori spirituali (non compaiono le cifre inerenti i minori nelle comunità dei movimenti religiosi o istituzioni).
Le recenti denunce di ex minori violentati nei Legionari di Cristo, Comunità Incontro, i Ricostruttori della Preghiera, le sètte africane cattoliche come il Movimento dello Spirito Santo o il Movimento dei Dieci Comandamenti con uccisioni di massa, ed altri, aumentano le cifre ufficiali della violenza su minori ed aumentano il numero degli operatori spirituali implicati in questo crimine. La recentissima notizia (2009) dell’associazione Meter descrive una “ragnatela di pedofili” senza precedenti: 100 comunità pedofile oscurate e sequestrate presenti in un social network, con contatti in tutto il mondo compresa l’Italia; come dei “ragni” 18.181 iscritti alle comunità comunicavano, attiravano e scambiavano centinaia di migliaia di video e foto (con notizie sullo scambio di bambini). Migliaia i bambini coinvolti. Un universo reale, in cui ci si poteva iscrivere e scambiare materiale pedo-pornografico (foto, video, appuntamenti con bambini) in tutta tranquillità attraverso uno dei più rinomati social network Usa: materiale che gli investigatori italiani e americani dichiarano essere “un vero e proprio orrore”, dai neonati a bambini di tenerissima età oggetto di abusi e violenze. A fare la scoperta e realizzare i risultati del minuzioso “screening della ragnatela pedofila” sono stati gli operatori dell’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto (www.associazionemeter.org), organizzazione pioniera nel contrasto alla pedofilia – che hanno consegnato i risultati di un lavoro durato 6 mesi alla Polizia Postale di Catania, coordinata dalla Procura Distrettuale etnea e dal Centro Nazionale per il contrasto alla pedofilia e pedopornografia (Cncpo) e trasmessi alle autorità americane (dall’associazione meter.org).
Appare chiaro che le organizzazioni mondiali e i loro rapporti non citano sempre i casi pedocriminali emergenti come nuovi e quelli all’interno dei vari movimenti religiosi, esoterici o semplicemente pedocriminali o che presentano una facciata religiosa o altro. Una nuova voce è però comparsa nello studio della pedocriminalità ed è la “violenza spirituale”, tale violenza è quella esercitata sul minore da un religioso o autoaffermato tale. Oltre alla violenza nelle sue squallide forme c’è aggravante della dipendenza che il minore ha nei riguardi dell’operatore spirituale.
Il lato oscuro della confessione religiosa dei Testimoni di Geova
Da questo drammatico scenario, purtroppo, non può escludersi la comunità religiosa dei Testimoni di Geova: quanto è esteso il problema della pedofilia tra i Testimoni di Geova? La portata del penoso fenomeno può essere intuita se si considera che su un sito specializzato in lingua inglese (www.silentlambs.org), nell’arco di circa cinque anni, sono stati denunciati quasi 7.000 casi di molestie sessuali su minori, perpetrate da adulti Testimoni di Geova [nota 1 vedi fine pagina].
Quest’estate il problema della pedofilia tra i Testimoni di Geova è stato oggetto di una serie di conferenze e incontri europei, alcuni dei quali anche in Italia, tenuti dall’americana Barbara Anderson. Non si può sottacere il determinante contributo dato all’emersione di questo “fenomeno” dalla Anderson, che è stata Testimone di Geova per oltre un quarantennio e ha lavorato (dal 1982 al 1992) presso la sede mondiale di Brooklyn del movimento geovista in qualità di ricercatrice del “Reparto Scrittori” dell’Organizzazione. Grazie al suo privilegiato punto di osservazione nell’ambito della confessione religiosa in argomento, la Anderson ha fatto sconcertanti scoperte sul problema della pedofilia all’interno della comunità internazionale geovista, scoperte che col tempo l’hanno portata ad abbandonare il Movimento e a denunciare la politica di omertà che circonda la questione [nota 2 vedi fine pagina]. Negli Stati Uniti la Anderson ha collaborato con diversi avvocati impegnati nella difesa delle vittime della pedofilia in casi che coinvolgevano pedofili professantisi Testimoni di Geova; inoltre, la Anderson ha raccolto in un cd-rom, intitolato “Secrets of Pedophilia in an American Religion: Jehovah’s Witnesses in Crisis” [nota 3 vedi fine pagina], circa 5.000 pagine di documentazione processuale.
Quali sono i fatti che meritano particolare attenzione? Eccoli descritti in modo sintetico.
a) E’ il “Corpo Direttivo” (organo collegiale che detiene l’autorità dottrinale nella ’Organizzazione geovista) che stabilisce le direttive e detta la prassi alle quali tutti i Testimoni di Geova della terra devono sottostare. Questo Direttivo si avvale di diverse associazioni tra le quali primeggiano la Watchtower Bible and Tract Society of New York, Inc., e la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania; in Italia l’ente esponenziale del geovismo è la “Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova”, con sede in Roma alla via della Bufalotta 1281.
b) Attraverso questi enti gli “anziani” (responsabili delle comunità geoviste locali) ricevono le istruzioni sul modo di comportarsi quando vengono denunciati casi di abusi sessuali su minori. In particolare, a questi “anziani” viene richiesto di adottare la “regola dei due testimoni”; in breve, per usare le parole della rivista La Torre di Guardia [nota 4 vedi fine pagina] (organo ufficiale del geovismo, edito in Italia dalla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova con copyright della Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania), «se un componente della congregazione che ha dei flashback o “ricordi repressi” di molestie subite nell’infanzia si rivolge agli anziani, di solito due di loro verranno incaricati di assisterlo. … Che dire se la persona afflitta decide di fare un’accusa contro qualcuno? … Se l’accusa viene negata, gli anziani dovrebbero spiegare all’accusatore che dal punto di vista giudiziario non si può fare nient’altro. E per la congregazione l’accusato continuerà a essere innocente. La Bibbia dice che per poter procedere giudiziariamente ci vogliono due o tre testimoni. (2 Corinti 13:1; 1 Timoteo 5:19) Anche se più di una persona “ricorda” di essere stata molestata dallo stesso individuo, la natura di questi ricordi è semplicemente troppo incerta per basare una decisione giudiziaria su di essi in assenza di altri riscontri».
In definitiva, secondo le norme imposte dal Corpo Direttivo, se il molestatore non confessa la propria colpa, stante l’oggettiva difficoltà di trovare almeno due testimoni di ciascun abuso, costui la fa franca.
c) Le indagini svolte dagli “anziani” geovisti, che comprendono interrogatori e tutte le attività che possano contribuire a far luce sui casi in discussione, sono tenute segrete e non vanno riferite neanche agli inquirenti. A riprova di ciò basta richiamare una vicenda assurta agli “onori” della cronaca nazionale a metà degli anni Novanta [nota 15 vedi fine pagina]: nella provincia milanese un operaio di fede geovista, accusato di molestie sessuali nei confronti della figlia minore, venne sanzionato in base al codice disciplinare del gruppo religioso, ma non fu denunciato alla giustizia ordinaria invocando l’esimente del segreto confessionale ai sensi dell’art. 200, sub a), del c.p.p. In quella circostanza, la Congregazione geovista, rifiutando di collaborare con l’autorità costituita, si è trincerata dietro un’esimente che non può riguardare le procedure relative all’istituto della “confessione” geovista. Nel caso della confessione, infatti, spontaneamente il trasgressore si avvicina al ministro di culto e gli rivela la sua colpa. Nella prassi geovista – con particolare riferimento al caso di Milano – si tratta di cosa del tutto diversa. Il “colpevole” non si reca spontaneamente dai “ministri in funzione giudicante”, ma viene da loro convocato davanti a un “comitato giudiziario” dove, insieme ad altri testimoni della vicenda, viene sentito e giudicato. Non vi è ombra di spontaneità né di segreto in una vicenda “giudiziaria” nella quale non vi è il reprobo dinanzi al suo confessore, bensì un molestatore che viene tirato in ballo da altri, il cui peccato è conosciuto da diverse persone dentro e fuori il ristretto numero dei “confessori”, e al quale viene comminata una pena, non l’assoluzione.
d) Il 17 settembre 2000, nell’ambito della discussione sul disegno di legge n°7043 (relativo al progetto di Intesa ex art. 8 Cost. tra lo Stato e la “Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova”), si tenne un’audizione presso la Prima Commissione Permanente della Camera dei Deputati avente ad oggetto la petizione n°1502 ex art. 50 Cost.; in quell’occasione furono acquisiti numerosi atti e documenti, tra i quali rilevano le circolari “confidenziali” (il cui contenuto non era divulgabile ad altri), datate 14 marzo 1997 e 20 luglio 1998, emesse dalla Congregazione geovista, con le quali si impartiva la direttiva – diramata agli “anziani” sparsi in tutt’Italia – di redigere rapporti riservati sugli affiliati che, anche prima della conversione, si erano resi responsabili di molestie sessuali su minori, schedatura effettuabile anche all’insaputa dei diretti interessati.
Gli abusi sessuali su minori sono un delitto, un aspetto che la Congregazione geovista sembra non comprendere appieno: le forze dell’ordine e la magistratura si occupano di reati, gli “anziani” di peccati! Gli anziani non sono magistrati. Se sono necessari due testimoni per appurare la colpa e procedere con la disassociazione (espulsione) dell’accusato, così sia, ma tale condotta non può interferire con l’operato delle competenti autorità statali, alle quali è doveroso fornire le necessarie informazioni perché i reati siano perseguiti.
Purtroppo non sarà mai possibile evitare i casi di pedofilia, ma se questi vengono scoperti, non sarebbe un’infamia “proteggere” i colpevoli? Orbene, si può parlare di “silenzi complici” come effetto delle direttive vigenti nel Movimento geovista? Per rispondere basterebbe indagare su quanti “comitati giudiziari” geovisti – organi di giustizia interna del Movimento – abbiano “consegnato” i propri confratelli pedofili ai tribunali dello Stato.
Come valutare un movimento religioso che non contempla tra le proprie regole la sistematica denuncia alla magistratura dei propri affiliati pedofili? Si può attribuire a questa confessione religiosa un livello di affidabilità tale da concederle l’intesa ai sensi dell’art. 8 della nostra Costituzione?
Con questo pressante interrogativo ci rivolgiamo alla S.V. perché, nell’esercizio delle Sue prerogative, voglia vigilare affinché i denunciati comportamenti, forieri di allarme sociale diffuso, non vengano giustificati e affinché non si attribuisca alla “Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova”, che li promuove, un regime di particolare tutela di cui essa beneficerebbe (8xmille dell’Irpef) qualora dovesse accedere all’Intesa di cui all’art. 8 Costituzione.
Note:
- L’entità del fenomeno ha richiamato da tempo l’attenzione internazionale dei mass media. La trascrizione italiana di un programma televisivo (Dateline) sull’argomento, trasmesso da New York il 28 maggio 2002, è consultabile al seguente indirizzo http://www.silentlambs.org/education/Italiandateline.htm
- Qualcuno potrebbe pensare che sia sempre stata remota la possibilità che un Testimone di Geova con incarico di responsabilità in una comunità geovista potesse continuare a ricoprire incarichi una volta che costui si fosse macchiato di molestie sessuali su minori; ebbene la Anderson ha evidenziato che questa possibilità non è poi tanto remota a causa delle direttive impartite dai vertici dell’Organizzazione. Infatti, nel manuale organizzativo intitolato Organizzazione per predicare il Regno e fare discepoli (edito in italiano nel 1973 dalla Watchtower Bible and Tract Society of New York, Inc.), a pag. 170 s’impartiva la seguente direttiva: «Se l’individuo prestava servizio come anziano o servitore di ministero quando commise un serio errore anche se accadde alcuni anni fa, egli è soggetto a un certo grado di riprensione, poiché continuò a prestar servizio in quell’incarico, pur sapendo che, almeno per il momento, si era squalificato, non essendo allora “libero da accusa”» (grassetto aggiunto). Alcuni mesi dopo la pubblicazione di questa direttiva, in un bollettino ad uso riservato agli affiliati (si tratta del mensile Ministero del Regno dell’ottobre 1973, stampato dalla Tipografia Watch Tower di Roma) fu pubblicata la seguente precisazione: «Che cosa si intende con “alcuni anni fa”, a pagina 170, paragrafo due, del libro “Organizzazione”? Ciò indica più di un anno o due. Si può notare che non dice “molti anni fa”. Quindi non è un numero esatto di anni, ma piuttosto qualcosa come due o tre anni. Non si voleva dire che un fratello risalisse al lontano passato per tirar fuori errori di cui si pentì anni fa e che sono stati evidentemente perdonati da Geova e ora non sono commessi. … Se un fratello serve fedelmente da alcuni anni e ha visto la prova delle benedizioni di Geova su di sé, perché dovrebbe ora lasciare l’incarico? … Se il locale corpo degli anziani vede che egli ha il rispetto della congregazione e ha mostrato i giusti requisiti negli scorsi due o tre anni, può rimanere nel suo incarico di servizio. Si deve portare una trasgressione all’attenzione del pubblico dopo molti anni? … Quindi se ci fu pentimento alcuni anni fa, tre anni fa o più, e il peccato cessò, ed egli è rispettato dalla congregazione, ora non è necessario riprendere pubblicamente colui che ha commesso più di una trasgressione “alcuni anni fa”». Quindi, questa direttiva prevedeva la possibilità che un Testimone, colpevole di “un serio errore”, conservasse il suo incarico di responsabilità a determinate condizioni. Le molestie su minori non potevano non rientrare nella categoria dei “seri errori”.
- Un estratto di questa raccolta può essere consultato e scaricato gratuitamente dal sito della Anderson al seguente indirizzo: http://www.watchtowerdocuments.com/secrets.html
- Edizione del 1° novembre 1995, pagg. 28-29.
- Si vedano i seguenti articoli datati 21 luglio 1996: “I Testimoni di Geova proteggevano il padre libidinoso” in Il Gazzettino; “Operaio molestava la figlia: ma la setta lo ha coperto” in La Gazzetta del Mezzogiorno; “La setta proteggeva il padre violentatore” in La Nazione; “Molesta la figlia la sua Chiesa sa e tace” in la Repubblica; “Testimoni di Geova evitano di denunciare un loro fedele” in Il Tirreno; “Testimoni di Geova sott’accusa. Due denunciati: ‘proteggevano’ un seguace che violentò la figlia” in Giornale di Sicilia; “Processato dai saggi di Geova. Arrestato per violenza sulla figlia: i suoi non l’avevano denunciato” in Il Corriere della Sera; “Proteggere il colpevole prassi inaccettabile” in La Stampa.
Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche:
- I Testimoni di Geova e la questione del sangue. La voce del dissenso
- Il Nazismo e le Chiese a cura di Achille Aveta
- Pedofilia in Brasile. Diari dei preti e casa di cura segreta
- Don Luciano Massaferro accusato di violenza su minore rimane in carcere
- Compagnia di Gesù in Alaska, un caso di pedofilia: 50 milioni di dollari risarciti







































E’ il crimine peggiore che l’essere umano potesse arrivare a compiere e anche quello più protetto e con sentenze assurde. E’ vergognoso che ci sia tutto questo menefreghismo nei confronti dei bambini. Bambini che non saranno + tali, che avranno la “vita” segnata x sempre. Una volta le bestie si distinguevano da noi……………..ora siamo noi che ci distinguiamo da loro.
Ho copiato questo articolo sul mio blog, se ci sono problemi lo cancello.
Salve Herta,
ti ringrazio per il tuo intervento.
L’articolo può essere tranquillamente diffuso e copiato su qualsiasi sito, anzi è un bene che venga diffuso.
A presto.
1. Non esiste in Italia un FORUM delle associazioni italiane di ricerca e informazione. In caso contrario che si dica chiaramente chi sono, chi ne fa parte.
2. Da alcuni anni e non certo da pochi giorni, alcune associazioni italiane cercano di non far approvare come religione accettata i testimoni di Geova, così come altre confessioni minoritarie. Può essere più o meno giusto, ma in genere le motivazioni addotte sono un po’ prive di studi seri in proposito.
3. Vengono accomunati i siti pedofili scoperti da don Di Noto, con la pedofilia nei TdG: ma cosa c’entrano? Fino adesso, per alcune di queste associazioni, l’equazione era bambini violentati = sette sataniche. Ora questa equazione è stata sbugiardata in tutte le salse e allora si trovano altri allarmi sociali per crearsi il mercato. bambini violentati = sette , b.v. = testimoni di geova, b v = preti cattolici, ecc.
ma da che mondo è mondo la pedofilia è esistita e non riguarda (purtroppo) una sola categoria di persone, anzi perlopiù le violenze sono perpetrate in famiglia, nel silenzio e nell’omertà più assoluta.
4. Per avvalorare quanto viene affermato in questo articolo si portano come esempi non decine di casi, ma UN SOLO CASO, riportato da più giornali. E questo dovrebbe bastare per dire no ai TdG, come a qualsiasi altro culto?
5. C’è un bell’articolo sull’argomento che invito a leggere e sul quale riflettere:
http://www.asaap.org/ideologie/pedofilia/violminori.pdf
In concreto: non si può vietare una fede religiosa (qualunque essa sia) solo perché un membro di questa o pochissimi membri compiono atti pedofili. Altrimenti bisognerebbe cominciare a vietare l’aggregazione di famiglie, asili, scuole, palestre, chiese, giardinetti e molto altro.
Salve Elena,
chiedo scusa, ma non sa leggere?
C’è un link citato
http://www.mondoraro.org/wp-content/uploads/2009/10/La-pedofilia-e-i-tdG-testo-definitivo-lettera.pdf
e il FORUM esiste e proprio in questo link, che riporta la versione integrale ci sono tutte le associazioni che ne fanno parte, oltre ad esserci anche dei numeri telefonici di riferimento!
Vuole negare questa evidenza o semplicemente presa dalla “foga” è stata disattenta?
Se vuole criticare, lo faccia dopo aver letto con attenzione, altrimenti rischia di commettere degli errori come l’affermare che non esiste un FORUM…
Gli studi che tali associazioni presentano, a mio avviso sono seri, però ripeto, può contattare direttamente loro e farseli inviare, così li valuta.
La pedofilia è un reato, sempre e comunque, non dimentichiamolo! Nella relazione i Forum hanno messo in evidenza la problematica della pedofilia e la metodica dei Testimoni di Geova quando si verifica tale problematica. Non è che la pedofilia avviene solo nell’ambito dei TdG, avviene in qualsiasi ambito, ma non per questo deve essere accettata, anzi bisogna combatterla.
Non è propriamente un articolo! E’ una relazione fatta da un gruppo di associazioni, con una mia breve introduzione. Ripeto, se vuol maggiori info al riguardo, vada nel link che le ho citato, dove trova nomi, cognomi, recapiti ecc ecc e si informi direttamente.
La ringrazio per il link che ha proposto.
Per terminare, la prego di non voler modificare le parole altrui, plasmandole per mettere in bocca ad altri, ciò che in realtà non hanno mai detto! E’ stato descritto il comportamento di una comunità e non di un singolo nella relazione. Il silenzio riguarda l’intera comunità dei TdG. Legga con attenzione, sia gentile…
Effettivamente non avevo notato il link proposto che ora ho letto. Chiedo scusa.
Nonostante ciò ribadisco che non esiste un forum delle associazioni ma alcune associazioni che magari propongono progetti simili o scritti altrettanto similari. Queste associazioni ne escludono decine di altre a loro insindacabile parere e questo non è troppo corretto,ma così è la vita.
La pedofilia è assolutamente condannabile e condannata, da qualunque parte essa venga, ma allora andrebbe chiesto, come ho già detto, l’abolizione del culto cattolico, del culto dei moon, del culto afrocaraibico, del culto scientology, del culto islamico, del culto indù, delle famiglie, degli asili e di tutte le aggregazioni che hanno al proprio interno personaggi che si macchiano di questi crimini.
Cosa c’è di sbagliato in questo?
Se i TdG, o qualsiasi altro culto, va perseguito non è perché qualche membro si comporta male, ma per altri motivi molto più importanti e che riguardano appunto TUTTO un movimento e non solo qualche componente.
Almeno questo è il mio parere. Questo però la dice lunga anche sulla serietà e la preparazione sottesa a certi “studi”.
Non si arrabbi: un blog non è creato per la discussione?
Salve,
beh il forum a me sembra che esista, visto che ci sono delle associazioni che ne fanno parte.
Il punto comunque non è questo, il comportamento evidenziato nella relazione riguarda la “linea di azione”, mi lasci correre il termine, proprio di tutta la comunità dei TdG.
Non mi sono arrabbiato, solo è giusto essere precisi quando si afferma qualcosa.
Non vorrei sembrare sgarbato… ma questo è un MAGAZINE non un blog… è ovvio che lo spazio per la discussione viene dato anche nei magazine, anzi riteniamo giusto dare voce a tutti, per tale motivo infatti ho inserito un link per contattare la redazione, nella mia introduzione alla relazione, proprio per offrire anche ai TdG l’opportunità di poter replicare. Noi del magazine MondoRaro ci impegniamo, qualora ci pervenisse un comunicato ufficiale da parte dei Tdg, a pubblicarlo integralmente e senza modifiche, come da sempre facciamo.
Le opinioni di tutti sono importanti, perché solo dal confronto può nascere una serie discussione. Per tale motivo, gent.le Elena sono felice, che lei ha proposto degli altri spunti di approfondimento, sui quali riflettere.
Salve sig Leone
innanzitutto il Forum che Lei dice esistere è formato da associazioni cattoliche nate espressamente per contrastare la diffusione in italia di movimenti religiosi minoritari.
Sono quindi molto di parte nell’ esporre i fatti
(Come se un associazione neonazista volesse informarci sulla religione ebraica)
Secondarialemte la linea di azione dei testimoni di Geova non è quella da Lei descritta ed è sicuramente una delle più severe ed attente se la paragoniamo poi ad esempio alla linea di condotta della chiesa cattolica.
la linea di azione dei testimoni di Geova è esposta sul loro sito ufficiale:
http://www.jw-media.org/region/global/english/backgrounders/e_molestation.htm
Una traduzione si può trovare su questo sito non ufficiale:
http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/sArticolo.aspx?Articolo=88
Infine a riprova che i tdG hanno una linea di azione molto chiara vorrei far notare che mentre la chiesa cattolica è stata condannata a pagare milioni di dollari in risarcimenti i testimoni di Geova non hanno mai subito alcuna condanna.
Che poi organizzazioni cattoliche ,visto tra l’ altro come si comporta la loro chiesa, si ergano a maestre e strumentalizziono un argomento simile per fini apologetici a mio avviso è puro sciacallaggio.
Dimenticavo di Dire:
A diffrenza dei preti cattolici molti Anziani dei testimoni di Geova sono sposati ed hanno filgli, figuriamoci se non fanno di tutto per proteggere i propri figli….
Salve Gino,
sinceramente non mi risulta che siano associazioni cattoliche, ma laiche e sono nate per tutelare i cittadini. Infatti le associazioni cattoliche sono GRIS… queste sono Onlus laiche…
Ha mai sentito parlare di Barbara Anderson… 41 anni nel corpo direttivo di Brooklyn dei TdG?
Questa signora, che è fuoriuscita dai TdG, ha documentato moltissimi casi di pedofilia
http://www.jehovahs-witness.net/watchtower/scandals/139789/1/5000-PAGES-OF-DOCUMENTS-OF-JW-PEDOPHILE-CASES-AVAILABLE-B-ANDERSON-BOOK
http://www.freeminds.org/life-stories/bethelites/the-discoveries-of-barbara-anderson.html
http://www.watchtowerdocuments.com/index.html
Una precisazione: non sono stato io a descrivere la “linea di azione” dei TdG in merito alla pedofilia, ma sono state le associazioni con la relazione a farne una descrizione. Il sottoscritto si è limitato a proporre tale relazione, come ho espressamente scritto nell’articolo.
La ringrazio per i link proposti.
Mi permetta un’altra precisazione… trovo totalmente fuori luogo il suo esempio: “Come se un associazione neonazista volesse informarci sulla religione ebraica”, del quale ovviamente si prende tutta la responsabilità.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Saluti.
Infine concluderei dicendo Visto che il problema principale per gli autori dell’ articolo è che i testimoni di Geova ottengano l’ 8 per mille (il che rivela le reali intenzioni di queste sedicenti associazioni per la tutela) mi chiedo come mai la chiesa cattolica che di casi di pedofilia è piena ed ha una linea di condotta nel gestire tali casi che è stata più volte condannata da tribunali (mentre la linea di condotta dei tdG non è mai stata condannata) l’ 8 per mille lo ottiene : circa 1000 milioni di euro all’ anno?
Mi scusi, lei che è un TdG critica la Chiesa… non incorre nello stesso errore che imputa alle associazioni?
Si limiti a contestare l’articolo per ciò che riguarda i TdG, senza coinvolgere altre fedi.
Precisazione: il sottoscritto è ateo, quindi non ha “tendenze favorevoli” nei confronti della Chiesa, ma stiamo parlando di TdG, parliamo di questo argomento, senza perderci in divagazioni.
Grazie mille.
Non è questione di criticare altre fedi ma se si dice:
Gino non deve guardare la televisione stasera perchè ha mangiato la marmellata e poi però vedo che chi dice questo è amico di Franco che mangia la marmellata da mattina a sera e la televisione la guarda ugualmente io mi chiedo quanto è sincero chi denuncia Gino?
Ora a me hanno insegnato che per verificare l’ attendibilità di una notizia è bene valutarne la fonte e capire che interessi ci sono nel diffondere tali notizie.
Per quanto riguarda l’ argomento TDG, mi sembra che il link del sito ufficiale dei testimoni di Geova smentisca nella maniera più categorica la ricostruzione fatta della linea di condotta tenuta dai TDG propostaci dal manipolo di associazioni laico-cattoliche.
Sono concorde con lei che bisogna sempre controllare la fonte delle notizie, giustissimo. Ora la fonte, a mio parere, è imparziale, poichè trattasi di associazioni laiche. Lei invece non è concorde e afferma che non sono propriamente associazione laiche.
Come le ho detto, devo rivolgersi a loro, per avere una risposta alla sua affermazione, io posso solo esprimere un parere…
E’ vero il link ufficiale dei TdG smetisce ciò che le associazioni affermano. Mi permetta di dirle, che capita talvolta, e non mi riferisco a questo caso preciso che stiamo discutendo, che accanto ad una versione ufficiale, si nasconda un’altra verità… troppo imbarazzante per poter essere resa pubblica. Ovviamente la mia considerazione, torno a ripetere, è di tipo generico e non rivolta nello specifico alla comunità dei TdG.
Tornando giustamente all’ argomento vorrei postare un commento fatto dal prof. Luigi Montuschi postato in un Blog che affrontava un argomento simile :
“Non c’è dubbbio che la disinformazione è il male della nostra società. Questo argomento ed i commenti al limite del serio e faceto lo dimostrano. Prima di giudicare sulle basi di **alcune** fonti faziose e senza alcun rilievo storico-documentario, bisogna ricercare bene, da fonti attendibili (un blog denigratorio e con aberrante ironia si può considerare una fonte meritevole?) e poi trarre qualche conclusione. Non definitiva, naturalmente, se vogliamo avere una mente aperta. Se invece si vuol perseguire il pregiudizio a tutti i costi, si possono sciorinare tutte le battute di pessimo gusto e gli scoops di bassa lega che i signori attori di questo thread hanno inscenato per pubblicizzare i propri (e degli affiliati) indirizzi web.
Perchè affermo questo? Conosco bene la realtà sociologica dei Testimoni di Geova in Italia e questo “fenomeno” della pedofilia non coinvolge questo numero che è stato riferito. Per valutare anche l’inconsistenza dell’accusa, basti pensare che nessuna autorità preposta ha mai mosso accuse giudiziarie nei confronti della loro Congregazione, cosa fatta invece purtroppo verso i tanti sacerdoti macchiatisi di pedofilia o di atti osceni verso bambini. Questo accade nonostante qualsiasi Testimone di Geova è liberissimo di rivolgersi alle autorità per denunciare la pedofilia subita dai propri figli e proteggendo così i bambini vittime della pedofilia. Per il resto, potete controllare sul loro sito http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/sArticolo.aspx?Articolo=88
la risposta ufficiale dei Testimoni di Geova su come trattano i casi giudiziari di pedofilia.
Per finire, vorrei ricordare ciò che disse lo statista Edmund Burke: “Non dobbiamo sempre giudicare della generalità di un’opinione dal rumore dell’acclamazione.”
Saluti
Considerazione di tipo generico: Che vi sia molta disinformazione nella ns società è vero. E’ anche vero che spesso, tale disinformazione, è opera proprio di persone “titolate” o presunti esperti…
Non entro in merito delle affermazioni del prof Montuschi, però vorrei fare una precisazione.
Le affermazioni del professore sono di critica nei confronti di un blog… noi siamo un magazine che si assume la responsabilità degli articoli pubblicati e non ha alcun interesse, poichè non legato a nessun gruppo religioso, politico ecc ecc a diffondere notizie false o tendenziose.
Per quanto lecite e oneste, le affermazioni del prof Montuschi sembrano solo opinioni, non ci sono fatti esposti, al contrario la sig.ra Anderson, riporta nel materiale che ha raccolto, date, nomi, documenti… credo che ci sia una differenza sostanziale.
Mi scusi ma La sig.ra Anderson elenca solo casi purtroppo accaduti di abusi.
Questo non c’ entra nulla con il modo in cui sono stati poi gestiti.
l’ accusa mossa è: i TDG nascondono ,occultano ,non proteggono:
quali sono le prove di questo presunto modo di agire? NESSUNA
I semplici fatti ,evidenziati anche dal prof. Montuschi ,ci dicono:
A frontedi Diocesi condannate per aver occultato, nascosto ,non protetto ecc. non abbiamo alcuna simile condanna per le congregazioni dei TDG.
Come mai? Sarà che i TDG quondo purtroppo capita un fatto del genere agiscono prontamente e correttamente come indicato nelle linee guida esposte nel sito ufficiale?
Ognuno tragga le proprie conclusioni
Gentile sig Leone
1. Associazioni come ARIS o FAVIS saranno anche composte da laici ma quando sui loro siti leggiamo che : ” loro delegazioni sono state accolte in Vaticano dal Santo Padre” ci viene da sorridere di fronte a questa professione di laicità.
2. Non ho bisogno di leggere ciò che dice la Sig.ra Anderson, per altro una ex tdG quindi un poco di parte non crede? So benissimo che anche tra i tdG ci sono stati casi del genere (anche se in misura minore rispetto ad altre organizzazioni) il punto è che non è vero che l’ organizzazione dei TDG tenda a non proteggere le vittime di abusi o non denunci tali fatti .A riprova di ciò è il fatto che i tdG come organizzazione non hanno mai subito condanne da tribunali cosa invece accaduta anche alla più diffusa chiesa cattolica .
La posizione ufficiale è quella esposta nei link che ho riportato precedentemente.
3. Mi dispiace che il mio esempio sia risultato “forte” , non era mia intenzione offendere nessuno ,ma era solo per far capire che un’ organizzazione che ha nel suo DNA avversione,per diversi motivi,verso una certa ideologia non è una fonte imparziale quando parla di aspetti legati a quella certa ideologia.
Salve Gino,
come vede vi è libertà di espressione, e il suo commento anche se di critica, è stato pubblicato.
La mia è un’opinione personale, però credo che la sig.ra Anderson che è stata nel direttivo non affermerebbe certe cose se non fosse sicura, parliamo di pedofilia… insomma è un’accusa pesante da rivolgere a qualsiasi gruppo religioso.
Precisazione: non è vero che la Chiesa è stata condannata per pedofilia, è invece vero che taluni membri sono stati condannati. E’ giusto fare chiarezza in merito.
Non contesto la posizione ufficiale dei TdG nei confronti della pedofilia, anzi sono lieto di apprendere che combattono questo fenomeno. Dico solo che alcune persone tra le quali la Sig.ra Anderson, affermano che esiste un modo diverso da quello fornito ufficialmente, di affrontare la pedofilia all’interno dei TdG. IO non faccio processi. Riporto notizie. Se lei afferma che la posizione ufficiale è quella di contrasto alla pedofilia, bene, come vede la sua voce non è stata censurata e la versione ufficiale ha ovviamente tutto lo spazio che merita.
Per quanto riguarda le “accuse” (in senso bonario) nei confronti delle associazioni di una non laicità, credo che sia più opportuno che si rivolga direttamente a loro. A me sembrano laiche, loro affermano di esserlo… che devo dirle…
La ringrazio per la massima libertà che mi concede ma il punto che vorrei ribadire è proprio questo:
1.Non stiamo discutendo dell’ esistenza o meno ,purtroppo ,di casi di abusi (mai negato questo) ma di come vengono gestiti da determinate organizzazioni religiose,se vengono nascosti,se i minori vengono tutelati ecc.
2. Devo contaddirla negli Stati Uniti alcune diocesi sono state ritenute responsabili di come hanno gestito i casi di preti pedofili e sono state condannate a pesanti risarcimenti. La condanna non ha coinvolto solo il sacerdote colpevole ma la Diocesi in quanto a conoscenza del caso e colpovele di aver fatto nulla o troppo poco.
3. Questo tra i TDG non è mai capitato: nessuna congregazione o associazione di TDG è stata condannata per aver occultato casi di abusi.
La sig.ra Anderson parla di casi di abusi che probabilmente ci saranno anche stati come purtroppo capita anche in altre associazioni o chiese ,ma i fatti dicono che al momento nessuna autorità giudiziaria ha mai emesso una condanna nei confrnti di una congregazione per aver occultato tali casi.
Poi la sig.ra Anderson può avere le sue opinioni, ma tali restano.
Grazie
1) infatti si discute sulla posizione dei TdG nei confronti della pedofilia. Apprendiamo che la posizione ufficiale è di contrasto e lotta contro tale fenomeno.
2) pensavo che lei si riferisse alle condanne in Italia, che non ci sono mai state, Negli USA invece è vero alcune diocesi sono state condannate ed anche pesantemente.
3) guardi sui TdG non saprei dirle, poichè proprio in questi giorni sto attendendo la documentazione dagli USA, poi le saprò dire ed ovviamente se la comunità dei TdG non ha mai ricevuto condanne, lo scriverò senza alcun problema.
4) la sig.ra Anderson non propone opinioni ma fatti… comunque le saprò dire appena visionerò la documentazione che ho richiesto
Domanda: affermare che una comunità religiosa occulta i casi di pedofilia, non è un’opinione… nel senso che o è vera e si può dimostrare questa cosa, oppure se è falsa merita di essere contestata nelle opportune sedi, in quanto fortemente lesiva nei confronti di una comunità religiosa. Non mi risulta che la sig.ra Anderson sia stata mai condannata per ciò che afferma.
Comunque vorrei anche aggiungere che la bontà di una linea di condotta si misura soprattutto nella prevenzione dei casi di abuso.
Ora secondo le statistiche il problema abusi coinvolge circa il 2% della popolazione in generale.
Secondo i numeri qui esposti (sempre se veri in quanto la sede mondiale dei TDG ha sempre affermato essere numeri esagerati e che tale fenomeno tra i TDG è estremamente raro) si evidenziano 7000 casi.
I tdG attivi (quelli che vanno a predicare di casa in casa per intenderci) sono circa 7.000.000 una percentuale quindi dello 0,1 %
Certamente anche un solo caso è di troppo ma è da evidenziare come grazie all’ educazione biblica predicata dai TDG si hanno addirittura 20 volte meno casi di abusi che nella società in generale.
Altro che allarme sociale bisognerebbe quasi santificarli questi TDG che riescono a ridurre drasticamente un problema così grave.
Chiedo scusa ma mi sono documentato… e da dati certi risultano oltre 23 mila casi di pedofilia nei TdG e non 7 mila come da lei dichiarato…
Direi che è proprio il caso di gridare all’allarme… anche se fosse un solo caso di pedofilia, a mio parere bisogna gridare all’allarme!
Dico, vogliamo per caso minimizzare un problema come quello della pedofilia?
Vogliamo difendere una religione solo per salvarne l’immagine, sulla pelle dei bambini? Dico, è follia, fanatismo, ignoranza o volontà di difendere i pedofili all’interno delle comunità religiose?
Fossero anche 23000 (Potrebbe portare le prove di questo numero visto che è sempre stato smentito dai TDG? ) sono comunque una percentuale inferiore (la matematica non è un’ opinione).
Nessuno vuole minimizzare il problema ma Visto che il problema riguarda TUTTI non solamente I TDG (Anzi tra i tdG il problema è minore che altrove) trovo che chi muove queste critiche ai TDG non lo faccia perchè interessato ai minori ma per colpevolizzare una minoranza religiosa.
Perchè nessuno si chiede ad esempio come mai la percentuale di abusi tra I TDG è inferiore che nela scoietà in genere?Nessuno che si chieda :che mezzo hanno utilizzato i TDG per ottenetre un così eclatante successo nel prevenire questi casi?
Una precisazione: non ho dichiarato alcun numero: 7000 è il numero riportato nell’ articolo che ha dato origine a questa discussione. (Anche questo numero tutto da dimostrare)
Elenca casi accaduti all’interno della comunità dei TdG, se non sbaglio.
Comunque ripeto: attendo sia la documentazione raccolta dalla sig.ra Anderson, sia altra documentazione che nulla ha a che fare con quella raccolta dalla Anderson, poi le saprò dire.
Come redazione rimaniamo aperti alla pubblicazione di un comunicato ufficiale di smetita da parte della comunità dei TdG, alla relazione a cura del Forum.
Dice bene sig Leone : se una congregazione religiosa occulta dei reati perchè nessuna autorità a mai preso provvedimenti mentre per altre chiese li ha presi?
Riguardo alla sua domanda le chiedo : cè chi afferma che la chiesa cattolica è una associazione a delinquere e non mi risulta sia mai stato condannato significa allora che è vero?
Discutiamo dei TdG non della Chiesa, sia gentile.
Ipotesi e contestazioni alla Chiesa si possono fare all’interno di quegli articoli che trattano la pedofilia nella Chiesa.
Se cerca nel magazine, vedrà che proprio il sottoscritto ha fatto degli articoli in merito.
Le chiedo cortesemente di non mettere a confronto le due religioni, non è opportuno. Se metterà ancora a confronto fedi differenti tra loro, sarò mio malgrado, costretto a non pubblicare il commento.
E’ gradevolissimo poter dialogare con lei e mi piacerebbe poterlo continuare a fare, per questo motivo la prego gentilmente di attenersi alla regola di non fare paragoni tra fedi differenti. La ringrazio.
Scusi ma non sono molto d’ accordo: a volte i paragoni e gli esempi esprimono i concetti in maniera migliore , più di mille parole.
Lei può non essere concorde, ma questa è la regola. Non si dimentichi che qui è un ospite, come tale, almeno per cortesia, dovrebbe rispettare le “regole della casa”.
Ha detto che non è concorde, ora però sia così gentile da attenersi a questa piccola regola, che poi è di civiltà, perché non è corretto mettere a confronto fedi differenti.
Grazie.
La ringrazio sicuramente dell’ ospitalità e vorrei chiarire che personalmente non ci tengo a fare confronti tra fedi diverse e non ho nulla contro la fede cattolica , il mio è solamente un esempio per far capire che nella nostra società si possono fare anche affermazioni molto pesanti verso chicessia senza essere per questo condannati da un tribunale: esiste il diritto di opinione. Probabilmente per la sig.ra Anderson i tdG non fanno abbastanza(Per carità non si fa mai abbastanza di fronte a questo problema) Le autorità civili la pensano in modo diverso.
Saluti