La psico-setta Arkeon rinviata a giudizio!

Gianni Leone

Arkeon rinviata a giudizio: associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza.

Il “fenomeno” delle psico-sette è difficile da definire, poiché immediatamente sorgono delle domande: dov’è la linea di confine che separa una psico-setta da una religione? Dove finisce la fede ed inizia il plagio?

In questo articolo, ancora una volta spiegherò il significato che il sottoscritto attribuisce al termine setta, anche se magari qualche criminologo nega che si possa utilizzare il termine setta fuori dal contesto del satanismo, forse perché o non si è documentato abbastanza oppure perché magari fornisce “consulenze di parte” proprio alle sette oppure ancora ignora perché cristallizzato su preconcetti.

Affermare che ad esempio le sette non si trovano sulle pagine gialle, è decisamente una banalità; poiché alcune sette anelano proprio ad un riconoscimento ufficiale al fine di fare maggiore proselitismo. In tali sette, ciò che viene mostrato al “pubblico” quasi sempre discorda da ciò che accade realmente all’interno della comunità settaria. A questo punto, qualcuno penserà che per il sottoscritto il termine “setta” ha una valenza negativa. Non è propriamente vero.

Il termine “setta” deriva dal latino sector, rafforzativo di sequor che significa “seguire”. Quindi è la propensione di uno o più invividui a seguire l’insegnamento di un maestro o leader che si ritiene illuminato e quindi in possesso di “grandi verità in grado di aportare miglioramenti alla nostra vita e alla nostra sfera spirituale”

E’ forse negativa questa cosa? No, decisamente no!

Se invece un “percorso di conoscenza” viene commercializzato? Beh, personalmente credo che queste “grandi verità” non possano essere vendute al “chilo”…

Come riconosciamo una psico-setta?

Alcuni fattori diciamo che sono standard:

-INDOTTRINAMENTO: distacco totale dai vecchi valori, sottoposizione a metodi e letture di difficile comprensione tese a creare maggiore caos nella psiche del soggetto che si sta indottrinando, incoraggiamento al rispetto della gerarchia e dell’obbedienza, della fedeltà… adeguamento alle regole della congrega e così via..

-ISOLAMENTO: l’isolamento avviene parallelamente all’indottrinamento, poiché lo stradicamento del soggetto dal contesto famigliare è essenziale, così come è essenziale rimuovere la propria privacy e “confidarsi” con gli altri adepti… in qualche psico-setta poi vi è anche una dipendenza finanziaria

L’indottrinamento e l’isolamento creano un impegno mentale costante, così come una pressione psicologica costante e alla fine al vittima cede e diventa ingranaggio della comunità settaria.

Chiunque può avvicinarsi inconsapevolmente ad una psico-setta… e i motivi sono tanti… ci si può avvicinare perché magari si desidera intraprendere un percorso di vita e spirituale migliore, oppure perché si ha un problema come la tossicodipendenza, l’alcolismo e simili oppure ancora si è un soggetto debole, con evidenti fragilità e problemi comportamentali.

Tutta questa introduzione per arrivare a dire, che secondo la mia opinione Arkeon è una psico-setta, controversa e sicuramente con qualcosa di poco chiaro, datosi che è stata ed è oggetto di indagine.

Marco Guida, il gup del tribunale di Bari ha rinviato a giudizio dieci persone coinvolte nell’inchiesta sul “metodo Arkeon”. Secondo l’accusa Arkeon è una psico-setta, che utilizzando delle tecniche ispirate vagamento alle filosofie orientali, nell’arco di dieci anni sarebbe riuscita a fare proseliti, sviluppando una comunità di 10 mila adepti in tutta Italia. Sempre secondo l’accusa Arkeon ha truffato molte persone, obbligandle a comprare costosissimi seminari, in grado secondo Arkeon, di proporre tecniche per la guarigione dai tumori, dall’AIDS, dall’infertilità e da problemi di carattere spirituale.

Delle tecniche che propongono la guarigione dall’AIDS e dai tumori… capite cosa accade? Si promettono miracoli a suon di soldoni…

Alle dieci persone coinvolte nell’inchiesta sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. Il periodo nel quale si sarebbero svolti tali reati è compreso tra il 1999 e il 2008.

Il leader dell’organizzazione, Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro e residente a Milano, che affermava di essere uno psicologo, senza avere alcun titolo, andrà alla sbarra anche lui, poichè secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Francesco Bretone, era colui che dirigeva l’associazione criminale. Il pm Bretone sostiene: “Nei seminari, Moccia faceva fare esercizi terapici che portavano alla spersonalizzazione e all’accettazione di qualsiasi indicazione venisse dal maestro. Tra gli esercizi richiesti c’era quello di travestirsi e andare a chiedere l’elemosina per strada o sottoporsi all’esercizio del no limits, durante il quale, secondo le denunce presentate, alcune vittime sarebbero state indotte a credere di avere subito abusi sessuali quando erano minorenni. Alcuni ragazzini inoltre, sarebbero stati costretti ad assistere a episodi di forte impatto emotivo: un bimbo di dieci anni vide la mamma picchiare l’ex convivente, un diciassettenne conobbe particolari sulla vita sessuale del padre”.

Le indagini su Arkeon sono partite nel 2006 dopo che alcuni ex seguaci avevano fatto delle dichiarazioni nelle trasmissioni televisive: “Tutte le mattine” di Maurizio Costanzo e “Mi manda Raitre” di Andrea Vianello.


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15 Responses for “La psico-setta Arkeon rinviata a giudizio!”

  1. klee klee says:

    Salve

    Nel suo articolo lei fa una lunga introduzione sul concetto di psicosetta “per arrivare a dire, che secondo la mia opinione Arkeon è una psico-setta, controversa e sicuramente con qualcosa di poco chiaro, datosi che è stata ed è oggetto di indagine”.

    Mi sembra, tuttavia, che la sua definizione di psicosetta sia piuttosto confusa. I concetti che lei afferma essere due elementi standard delle psicosette (l’indottrinamento e l’isolamento) sono infatti definiti in modo talmente vago che potrebberso adattarsi perfettamente (ad esempio) alla conversione dei santi e alla vita di clausura:
    1) indottrinamento: “distacco totale dai vecchi valori (S.Francesco che rinnega la ricchezza e la carriera d’armi); sottoposizione a metodi e letture di difficile comprensione (ha mai letto l’apocalisse di S.Giovanni?); incoraggiamento al rispetto della gerarchia e dell’obbedienza, della fedeltà , adeguento alle regole della congrega (ca va sans dire!)”.
    2) isolamento: “sradicamento del soggetto dal contesto famigliare (pensi alle monache di clausura); rimuovere la propria privacy e “confidarsi” con gli altri adepti (pensi alle monache di clausura); in qualche psico-setta poi vi è anche una dipendenza finanziaria (pensi alle monache di clausura).

    Inoltre, quando anche si condividesse la sua definizione di psicosetta, essa sembra pensata sul caso Scientology, mentre sembra adattarsi molto poco al caso Arkeon che lei porta ad esempio. E’ arduo comprendere infatti quale possa essere l’isolamento in un percorso basato non su una comunità, ma su seminari di due giorni che si tengono 3 o 4 volte l’anno (quanto all’indottrinamento mi sono già espresso).

    Tutto ciò mi spinge a credere che quella che lei chiama “la sua opinione” sul caso arkeon non sia basata su una conoscenza diretta di Arkeon, ma più probabilmente su fonti indirette: probabilmente ciò che viene riportato da articoli di altri giornalisti o pareri di alcuni “studiosi” (per altro parte in causa nella vicenda Arkeon). Cioè la sua opinione sarebbe in effetti la loro opinione.

    Forse ha letto anche gli atti giudiziari del rinvio a giudizio degli indagati di Arkeon e magari alcune testimonianze delle presunte vittime. Anche se questi vengono di solito chiamati fatti, in effetti non lo sono: un rinvio dice solo che l’accusa crede ci sia un reato e le testimonianze dicono solo che il testimone afferma delle cose…purtroppo la cronaca giudiziaria è piena di PM che prendono cantonate e di testimoni confusi o che dicono il falso. Si può parlare di fatti quando si arriva alla fine di un processo. E anche allora si parla solo di verità giudiziaria.

    Molti giornalisti, nei tre anni intercorsi dall’inizio di questa vicenda, si sono messi in fila a spiegare a chi era venuto prima che cosa sono le psicosette e cosa avevano capito di Arkeon. Giornalisti di primo piano e giornalisti della domenica. Se volesse produrre un contributo diverso e non semplicemente accodarsi, potrebbe provare a cercare riscontri anche dalla controparte. Perché il punto non è se le sette o le psiscosette esistano: è se l’idea astratta che ce ne siamo fatti c’entri qualcosa con le singole realtà che ci capitano davanti agli occhi e che magari sembrano assomigliargli. Nel caso la rinvio alla lettura del sito xxxxxxxxxxxxxxx (link oscurato dalla redazione)

    • Salve,
      i miei articoli li firmo e metto anche la faccia. Lei contesta le mie opinioni rimanendo anonimo. Legittima scelta sia ben chiaro, però se oggetto della critica è ciò che scrivo, si dovrebbe presentare, almeno per una forma di cortesia…
      Sinceramente trovo il suo intervento retorico e fine a se stesso, inoltre non vedo perché lei debba fare un paragone tra Arkeon, Scientology e la Chiesa. Sono tre cose distinte e trovo inappropriato il confronto. Per quanto sia dichiaratamente in polemica con Scientology NON ho mai fatto nessun confronto con altri gruppi, congreghe o comunità religiose.
      In questo articolo si parla di Arkeon. Se interviene sull’argomento non ci sono problemi, se continua a fare paragoni inappropriati, i suoi commenti non verranno pubblicati.

      Cosa vuole che le dica? Lei è libero di rimanere anonimo e di criticare i miei articoli. Però se vuole una risposta dal sottoscritto in merito alle sue affermazioni, deve presentarsi.
      Cordiali saluti.

  2. klee klee says:

    Il mio non è un intervento retorico. Le chiedo se – nel momento in cui afferma di essersi fatto un’opinione e in cui scrive su una testata pubblica questa sua opinione – possa chiarirmi su quale base si sia fatta tale opinione. Perchè da ciò che dice traspare che verosimilmente lei non ha una conoscenza diretta ma solo indiretta di ciò di cui scrive. E allora vorrei capire se le sue fonti indirette sono la stampa (io dico che lui dice che essi dicono…) o se ha consultato qualche documento.

    Direi invece che IL SUO è un articolo retorico. Fa affermazioni, come quelle già riportate, talmente vaghe da potersi attagliare alle situazioni più disparate. E quando le si riportano alcuni esempi terzi che APPUNTO non dovrebbero centrare niente ma che rientrano benissimo nelle sue definizione, per evidenziarne la genericità, lei dice che non è pertinente. Se non condivide nel merito, mi risponda nel merito.

    • Cosa vuole che le dica? Lei è libero di rimanere anonimo e di criticare i miei articoli. Però se vuole una risposta dal sottoscritto, deve presentarsi.

      Per scelta ho smesso da un po di tempo di rispondere agli anonimi che criticano i miei articoli. Se mi dice con chi ho il piacere di parlare, allora discutiamo la questione, in caso contrario verranno pubblicati i suoi commenti ma non riceverà dalla mia persona alcun risposta in merito alle contestazioni.

      Cordiali saluti

  3. passante passante says:

    Egr. sig. Leone,

    umilmente le suggerisco di eliminare la possibilità di commentare i suoi articoli, sarà così più agevole e meno tedioso leggere questi “anonimi”, senza dover confrontarsi con loro ed evitare di capire perchè da un certo punto in poi i pro arkeon si siano dovuti rendere anonimi.

    cordiali saluti

    • Salve,
      gli utenti anonimi potranno postare tranquillamente i commenti, a patto che non contengano insulti ecc ecc
      Solo non rispondo mai in merito alle argomentazioni, perché ribadisco che trovo corretto sapere con chi ho a che fare, se non posso saperlo non intendo interagire.
      Libertà di postare anonimamente da parte degli utenti. Libertà di non rispondere da parte mia.

  4. Ho avuto esperienza diretta del gruppo di cui lei parla e per quanto ho visto le cose non sono andate così. Se i suoi lettori vogliono approfondire “il caso Arkeon”, possono leggere che cosa ne pensa la dott.sa Raffaella Di Marzio in quest due interventi:

    http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2009/03/tasselli-di-esperienza-ottavo-tassello.html

    http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148

    Qui qualche piccolo chiarimento che, secondo la mia esperienza dei fatti, ho potuto dare:

    xxxxxxxxxxxxxxx (link oscurato dalla redazione)

    Certa che un giornale indipendente rispetti ancora la libertà di informazione e cerchi di approfondire più che può.

    A presto.
    Fioridiarancio

  5. Laura Laura says:

    tipico delle psicosette contrastare ed andare ad impestare gli articoli presenti in internet.. parleranno i fatti in tribunale a tempo debito

  6. Riccardo Riccardo says:

    Mi ritrovo pienamente d’accordo con Klee e anzi ti ringrazio della lucidità con cui hai affrontato l’argomento.
    Faccio notare alla ns. Fioridiarancio quanto sia indipendente questo magazine: ti hanno censurato il link… chissà cosa poteva succedere altrimenti!

    Come potete ben capire invece il ns. Gianni Leone deve sapere con chi ha a che fare, come se, sapendo il nome di una persona, la si potesse conoscere…
    Caro Gianni, il giorno che sarai sul letto di morte, ti auguro il più tardi possibile, prova a ordinare alla nera signora: “Dimmi come ti chiami, altrimenti non ti seguirò!”
    Riccardo Rigotti

    • Quando sarò sul letto di morte, dirò alla nera signora: “Ti posso seguire, perché ho sempre saputo il tuo nome…”
      Essere indipendenti non vuol dire fare quello che gli altri vorrebbero, e in questo caso un gruppetto di persone vorrebbe far passare che il metodo Arkeon è una cosa buona; appunto perché siamo indipendenti facciamo le nostre scelte… molto distanti dalle diarree mentali di un gruppo settario e per giunta sotto processo.

  7. Riccardo Riccardo says:

    Segui pure la massa, liberissimo di farlo. Cercare la verità è cosa di altra portata… e non per tutti.
    Ti lascio una citazione da uno testi sacri dell’induismo (la Bhagavad Gita): “uno su mille mi cerca, di quelli che mi cercano, uno su mille mi trova.”

    In quanto ai giudizi, rimani uno sciocco, dato che non hai mai avuto esperienza di Arkeon e ti basi su informazioni ricevute da altri.

    Cantava Battiato, avendo capito che andare contro gli idioti è impresa ardua:
    “Sul ponte sventola bandiera bianca.. sul ponte sventola bandiera bianca…’

    • I tuoi commenti li definirei “Teorie del pensiero sciolto” un po come la diarrea…
      I miei giudizi si basano su denunce e documenti e non su stronzate e deliri vari come quelli proposti dal “metodo Arkeon”.

      POTRETE INGANNARE TUTTI PER UN PO.
      POTRETE INGANNARE QUALCUNO PER SEMPRE.
      MA NON POTRETE INGANNARE TUTTI PER SEMPRE.

  8. Riccardo Riccardo says:

    Talmente indipendente questo magazine
    che hanno censurato il mio ultimo post!

    Indipendente dalle proprie paure?

    • Redazione Redazione MondoRaro says:

      I commenti devono avere un senso e non essere semplici provocazioni come il suo precedente post…
      Cosa c’entra l’indipendenza del magazine con il diritto di poter censurare gli interventi offensivi o tesi solo a far polemica?
      Il suo commento riguarda forse l’articolo? No, anche in questo caso è sterile ed inutile polemica.
      Se continueranno ad avere questo tono, verranno considerati spam.
      Cordiali saluti

  9. klee klee says:

    Le segnalo per sua conoscenza che ho fatto un commento sui suoi articoli e che, essendo troppo lungo e troppo anonimo per essere postato qui, l’ho postato su mio blog (http://klee2009.blogspot.com).
    Ovviamente può cancellare il riferimento dopo averlo letto.

    Klee

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