Testimoni di Geova: L’Olocausto delle vittime dimenticate. Il triangolo viola

Il sistema escogitato dai nazisti per distinguere facilmente il gruppo di appartenenza degli internati[19] era quello di applicare sulla casacca dei detenuti, oltre al numero di matricola, un triangolo rovesciato di colore diverso.

  • Per gli ebrei due triangoli sovrapposti a formare la stella di Davide gialla,
  • per i Sinti e Rom: marrone,
  • per i politici: rosso,
  • per gli omosessuali: rosa,
  • per gli asociali e le lesbiche: nero,
  • per i delinquenti comuni: verde,
  • per gli immigrati: blu,
  • per i testimoni di Geova o Bibelforscher: viola.

Nella settimana dall’8 al 16 aprile del 1933 vennero distribuiti in tutta la Germania più di due milioni di opuscoli di propaganda e, come risposta, durante la stessa settimana il movimento dei Bibelforscher (così come venivano chiamati i testimoni di Geova) venne proibito per decreto in molti Länder: il 10 aprile Mecklenburg-Schwerin, il 13 in Baviera il 18 in Sassonia e cosi via. Il 22, 23 e 24 aprile furono sequestrate tutte le pubblicazioni, sequestrate e chiuse sia la stamperia di Magdeburgo che la sede del movimento. Secondo i nazisti sia l’Associazione degli Studenti Biblici che la Società Torre di Guardia erano strettamente legati con i comunisti. Seguì un’altalena di autorizzazioni e proibizioni. Anche se, già dalla primavera del 1933, erano banditi nella maggior parte degli stati, dove si moltiplicavano le perquisizioni e gli arresti, il 25 giugno del 1933 organizzarono una grande assemblea a Berlino con almeno 7000 presenti. In questa occasione fu deciso di inviare una dichiarazione di protesta a tutti i funzionari del Reich per manifestare contro il governo di Hitler per le persecuzioni subite. Ne furono anche distribuite due milioni di copie. Tutto questo scatenò una risposta immediata. Il 27 giugno fu diramato l’ordine di perquisire tutte le proprietà delle congregazioni e confiscare tutto quello che poteva sembrare ostile al regime. Il 27 le S.A. rioccuparono la sede della Società Torre di Guardia, la chiusero e vi issarono la bandiera con la svastica. Fu proibita la lettura della Bibbia, ogni riunione e ogni preghiera in questi locali.

Il 14 luglio il Partito Nazionalsocialista divenne l’unico partito e il 24 luglio i Bibelforscher furono dichiarati fuorilegge in tutta la Germania. Molti di loro, nel novembre dello stesso anno, verranno licenziati, arrestati e maltrattati per essersi mantenuti “politicamente neutrali” non partecipando al voto obbligatorio.

L’anno successivo dal 7 al 9 settembre venne tenuta una grande assemblea a Basilea, vi furono presenti un migliaio di Bibelforscher tedeschi che testimoniarono riguardo alla loro situazione, ai maltrattamenti e alle persecuzioni subite. Anche in questa occasione vennero unanimemente prese delle decisioni: il 21 settembre fu inviato alla Cancelleria di Adolf Hitler dalla filiale della Watch Tower Bible and Tract Society di Berna un telegramma di protesta contro la persecuzione dei Testimoni tedeschi. Mentre il 7 ottobre furono inviate circa 20.000 lettere e telegrammi al governo tedesco da testimoni di Geova di 50 nazioni compresa ogni congregazione della Germania.

Per il settembre del 1936 era stato organizzata un congresso a Lucerna ed era prevista la presenza di circa 1000 testimoni tedeschi, due settimane prima c’erano stati degli arresti di massa e solo circa 300 furono i delegati tedeschi; la maggioranza di questi dovettero attraversare illegalmente il confine e al loro ritorno furono arrestati. Anche in questo raduno furono fatte delle dichiarazioni messe per iscritto (un dattiloscritto di tre pagine e mezza) e mandate copie a Hitler e ai suoi uffici governativi nonché una copia al Vaticano.

Alla fine di settembre 1939 145 detenuti col “Triangolo viola” arrivano a Dachau.

Subito prima della II Guerra Mondiale il 5-10 per cento dei detenuti nei campi di concentramento erano testimoni di Geova. La percentuale si ridurrà rapidamente dopo l’inizio della guerra con le deportazioni in massa di ebrei, polacchi e altri che vengono internati nei campi. Che i Bibelforscher fossero stati i primi ad essere internati viene confermato da Elisabeth Will in Ravensbrück et ses Kommandos: «Le sole matricole inferiori a 1.000 che ho visto ancora in vita, erano dei triangoli viola; mi ricordo in particolare il vecchio, vecchio numero 66 che spazzava i rifiuti nel cortile dell’infermeria. Il suo sguardo era infinitamente luminoso e dolce».

Negli anni del Terzo Reich circa 10.000 Testimoni di Geova, per la maggior parte di nazionalità tedesca, vennero imprigionati nei campi di concentramento. Dopo lo scoppio del secondo conflitto mondiale un piccolo numero venne deportato da Austria, Belgio, Cecoslovacchia, Olanda, Norvegia e Polonia (in alcuni casi si trattava di Testimoni fuggiti in precedenza dalla Germania). Si stima che un numero compreso tra 2.500 e 5.000 sia perito nei campi e nelle prigioni nazionalsocialiste. Oltre 200 Testimoni di Geova subirono il giudizio dei tribunali di guerra tedeschi e vennero giustiziati per aver rifiutato il servizio militare.

Alcuni dei Bibelforscher che subirono l’esecuzione capitale

La maggior parte furono giustiziati perché “obiettori di coscienza”.

  • 15 settembre 1939 August Dickmann[14] fucilato a Sachsenhausen come obiettore di coscienza.
  • 26 settembre 1939 Johann Pichler e Josef Wegscheider sono i primi Testimoni austriaci giustiziati per obiezione di coscienza.
  • 24 ottobre 1939 Karl Kühnel decapitato per obiezione di coscienza.
  • 7 dicembre 1939 Famiglia Wohlfahrt di Pörtschach (Austria) decapitato il capofamiglia insieme ad altri testimoni perché obiettore di coscienza. Per lo stesso motivo fu giustiziato il figlio Gregor di 20 anni il 14 marzo 1942, Franz fu internato a Rollwald e Willibald, Ida , Annie e Kristian mandati in riformatorio. Nel 1945 Willibald e Kristian furono mandati sul fronte russo dove il primo morì.
  • 27 aprile 1940 Wilhelm Kusserow fucilato per obiezione di coscienza.
  • 8 gennaio 1941 Johannes Harms di Wilhelmshaven decapitato.
  • 1941 Rolf Appel di Süderbrarup e nel 1944 suo figlio Walter di 17 anni per obiezione di coscienza.
  • 9 maggio 1941 Kurt Liebold di Reichenbach decapitato per obiezione di coscienza.
  • 18 dicembre 1941 Heinrich Fundis di Sulzfield decapitato per obiezione di coscienza.
  • 28 marzo 1942 Wolfgang Kusserow decapitato per obiezione di coscienza.
  • 19 giugno 1942 Heinz Berneker di Königsberg decapitato a Branderburgo per obiezione di coscienza.
  • 26 giugno 1942 Max Moserth di Burgstädt decapitato per disfattismo.
  • 1º settembre 1942 Willi Letonja (ex nazista Austriaco) ghigliottinato a Branderburgo, si rifiutò di continuare a prestare servizio militare.
  • 1 febbraio 1943 Hans Rehwald fucilato, una sua sentita preghiera costrinse la ripetizione dell’ordine, la prima volta nessun componente del plotone d’esecuzione aveva sparato e alla ripetizione dell’ordine ci fu bisogno del colpo di grazia, nessuno aveva sparato per uccidere.
  • 27 gennaio 1943 Sigurd Speidel di Sindelfingen decapitato a 19 anni per obiezione di coscienza.
  • 9 giugno 1944 Emmy Zehden ghigliottinata per aver nascosto tre obiettori di coscienza. Oggi davanti alla prigione di Berlino-Plötzensee c’è una strada a suo nome.
  • agosto 1944 Paul Weseler, Wilhelm Bischoff, Julius Engelhard, Auguste Hetkamp, Johann Hörstgen, Friédrich e Klara Stoffels (di Oberhausen, Mülheim an der Ruhr e Karlsruhe) furono giustiziati tutti insieme.
  • 9 ottobre 1944 Vinzenz Platajs (Austria) decapitato a Branderburgo per aver riprodotto e distribuito la Torre di Guardia.
  • novembre 1944 Jakob van Bennekom (Paesi Bassi) fucilato per essersi rifiutato di costruire sbarramenti anticarro.
  • 8 dicembre 1944 Helene Gotthold (nel 1937 abortì per le percosse da parte della Gestapo) ghigliottinata con altre tre testimoni perché “predicava”

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1 Response for “Testimoni di Geova: L’Olocausto delle vittime dimenticate. Il triangolo viola”

  1. [...] “Testimoni di Geova: L’Olocausto delle vittime dimenticate. Il triangolo viola” (L’Olocausto delle vittime dimenticate. Il triangolo viola), mi induce a proporre all’attenzione dei lettori alcune precisazioni in [...]

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