Questa è una di quelle storie che ci fanno riflettere. Ovviamente bisogna sempre rispettare le leggi, ma a volte le leggi sono così ottuse e discriminatorie che meritano di essere nuovamente valutate e perché no modificate. Quella che potete leggere in questo articolo è la storia di un cittadino italiano che quando ha presentato la domanda di matrimonio all’incaricato del proprio comune, lo stesso ha chiamato i Carabinieri, i quali attenendosi alle leggi hanno preso forzatamente la donna, la quale è stata tenuta una notte in cella ed il giorno dopo è stata espulsa dall’Italia. Tutto questo avveniva in un comune leghista.
A prova di quanto riportato nell’email inviataci, pubblichiamo alcuni documenti opportunamente “oscurati” in alcune parti per preservare la privacy.
La lettera di B.L.
Spero che leggiate questa mia email perchè io e mia moglie siamo disperati per assenza di notizie ed io non so più a chi rivolgermi.
Ho visto la trasmissione “Ottoemezzo” su LA7 dove erano presenti Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte e Marco Reguzzoni, vicepresidente del gruppo della Lega Nord alla Camera dove hanno affrontato le questioni legate all’immigrazione.
Credo che nessuno dei 2 esponenti sia andato alla radice del problema clandestinità.
L’attuale legge prevede il reato di clandestinità e su questo posso anche essere d’accordo se non fosse che nell’applicazione NON si differenzia tra il clandestino che delinque e quello che lavora (sia pure in nero); il clandestino DEVE IN OGNI CASO ESSERE ESPULSO, questo denota solo pigrizia e un atteggiamento di comodo nell’applicazione della legge NONCHE’ mancanza di umanità. Non tanto tempo fa che c’è stato il 53esimo anniversario della tragedia di Marcinelle in cui persero la vita 262 minatori, 136 italiani clandestini; nell’occasione il presidente della Camera Gianfranco Fini aveva invocato rispetto anche per i clandestini e Bossi rispose: “Noi andavamo a lavorare, non ad ammazzare”, ecco, la frase di Bossi è un classico esempio del “fare di ogni erba un fascio”, una mancanza di discernimento, questa è anche e soprattutto una pesante offesa a chi, seppur da clandestino, lavora e non delinque. E sotto il Senatur, la mentalità della lega sembra che sia orientata in questa direzione anche se non necessariamente offensiva: chi lavora dev’essere rispettato ma nel contempo, se è clandestino va processato ed espulso. SBAGLIATO! Chi è clandestino va pure processato ma NON significa espulsione certa (andrà interrogato, investigato; non entro nei dettagli), cosa ne sa un Bossi o un Calderoli se questa PERSONA sta lavorando e sostenendo un’azienda o una famiglia oppure sta commettendo reati? Devo credere che a queste persone non interessi? Devo pensare che soffrono di pigrizia mentale? Dal loro atteggiamento NON traspare umanità ma un disumano disinteresse verso chi per necessità si trova costretto ad entrare nel nostro paese clandestinamente.
Se possono appena appena, leggano quanto segue:
Mia moglie ha lavorato clandestinamente in Italia per 5 anni. Nel 2006 il suo datore di lavoro (lei faceva la badante per la moglie malata) ha presentato domanda per decreto flussi: nessuna risposta. Nel 2007 ha ripresentato domanda: nessuna risposta. Eravamo fidanzati da un anno e abbiamo deciso di sposarci qui in Italia, nel mio comune (leghista). Il 10 marzo 2009 al momento della presentazione della domanda, l’incaricato del comune ha chiamato i carabinieri, hanno preso forzatamente la mia fidanzata, tenuta una notte in cella ed il giorno dopo è stata espulsa dall’Italia. In agosto 2009, sono andato da lei in Moldavia e ci siamo sposati, abbiamo presentato all’ambasciata italiana la richiesta per toglierle l’espulsione. Da allora io e mia moglie siamo ancora separati e senza informazioni, sono passati più di 3 mesi e mezzo dall’invio del fax “urgente” dall’ambasciata al Ministero dell’Interno.
Il mio avvocato è andata per 3 o 4 volte nell’arco di un mese e mezzo in Questura a Brescia per avere notizie e ancora non sappiamo nulla.
Ho inviato una mail simile a questa al ministero degli affari esteri, il capo ufficio Arnaldo Minuti è stato gentile a rispondermi che è il ministero dell’interno, Dip. pubblica sicurezza, Direz. centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere… ecc
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