Paolo Alessandrini, un pilota diversamente abilitato a volare
Editoriali Friday, June 18th, 2010
Un interessante progetto dedicato ai diversamente abili, rischia di naufragare a causa del disinteresse istituzionale e non solo…
La persona in questione si chiama: Paolo Alessandrini, pilota di ultraleggero che ha avuto un’idea meravigliosa per poter regalare dieci minuti di felicità a tante persone diversamente abili. Lui, un cosiddetto ‘normodotato’, vive a Pesaro, nelle Marche, sensibile alla tematica delle diverse abilità ha ideato un progetto per rendere felici quelle tante persone fra cui molti giovani che normalmente non riescono nemmeno a pensare di poter volare su di un aereo ultraleggero, poiché interessate soprattutto, date le loro condizioni psico-fisiche, ai consueti movimenti giornalieri. “La mia intenzione è quella di abbinare piloti di ULM (ultraleggeri) a ragazzi disabili, ho verificato di persona che il loro interesse è decisamente superiore agli altri “normodotati” qui parliamo di migliaia di ragazzi che si potrebbero rendere felici almeno per 10 minuti”, queste le parole di Alessandrini nel presentare il suo progetto. In sostanza si tratta di far volare ragazzi e ragazze con il suo aereo ultraleggero e donare a queste persone dei momenti di felicità e di spensieratezza, infatti il so progetto è denominato “Dalle Ruote alle Ali”. Il desiderio di volare, nella mente umana rappresenta una specie di sogno da realizzare e secondo Alessandrini, per le persone diversamente abili lo è ancor di più, tanto è dimostrato dal loro particolare interesse ed entusiasmo nell’accogliere l’idea del pilota marchigiano. Ma le difficoltà specie nelle imprese volontarie come la sua sono sempre all’agguato e spesso non permettono di espandere e far conoscere una idea validissima a livello sociale e infatti lo stesso Alessandrini dichiara: “E’ bene precisare che i piloti che praticano tale sport in Italia sono migliaia e i disabili centinaia di migliaia, ogni pilota può volare in due ma di solito vola da solo e da una mia indagine molti potrebbero collaborare in questo progetto gratis. Specifico e chiarisco gratis perché la legge 106 che tutela il volo DVS (da diporto e sportivo) non permette di lucrare. Io ho iniziato da circa tre anni ma essendo solo ho potuto fare molto poco per promuoverlo a livello nazionale e il tutto si è limitato ad alcuni disabili che volano con me”. Qualcuno però evidentemente della sua attività in qualche maniera si è già accorto, tanto che Paolo Alessandrini è stato pure invitato presso un programma della RAI in seguito al quale il suo gruppo su Facebook iniziò a realizzare moltissime preferenze ed utenze di vario genere, fra cui persone che lo elogiavano per la sua idea e per la sua determinazione. Purtroppo però, ancora non se ne conoscono le cause e difficilmente si potranno conoscere, il suo gruppo sul social network è stato misteriosamente ‘bannato’ senza che né lui e né altri avessero in qualche modo sollecitato tale provvedimento da parte degli amministratori di Facebook. Infatti lo stesso Alessandrini tutt’oggi non riesce ancora a spiegarsi il perché di tale azione da parte dei tecnici del social network più famoso e più utilizzato al mondo. In verità colui che è stato ‘bannato’ è proprio Paolo Alessandrini il quale non ha mai espresso parole di disprezzo o di mancanza di rispetto nei confronti di chicchessia, ma rimane comunque il fatto che purtroppo non è più potuto essere in grado di amministrare il gruppo in questione. Ad ogni modo prosegue la sua opera di divulgazione di un’idea utilissima a livello sociale, si è di nuovo rilanciato sul social network e continua tutt’ora ad esprimere la sua volontà di generare fatti concreti derivati dal sogno di far volare chi a mala pena riesce ancora a camminare. Secondo Paolo Alessandrini sussiste in maniera consistente sia sul web quanto nella vita reale, una specie di volontà da parte di qualcuno di voler bloccare il suo progetto, questo è quanto dichiara in merito: “Qualcuno sta diventando pazzo per cercare di bloccarmi e su Pesaro ci sono riusciti perché c’è uno spazio aereo controllato, ma non a SUD dove è assolutamente libero e ho tanto di documenti dell’ENAC. Qui c’è la discriminante, esistono delle corsie protette da boe dove posso entrare natanti a motore con pericolose eliche in immersione, loro possono entrare io che ho un propulsore non pericoloso no, perché? Non lo dicono. Secondo loro dovrei ormeggiarmi al largo, caricare il disabile su un gommone a poi trasbordarlo (non si sa come) sul mio ultraleggero, cosa impossibile se non sollevarlo di peso a braccia in 3 persone. Quindi ora sono fermo e non so cosa fare se non sblocco il progetto sul mare credo che dovrò lasciar perdere. Per chiarire meglio, far volare dei disabili sul mare dove ci sono migliaia di persone in breve tempo permetterebbe l’ingresso di sponsor e di tutto un contorno di opinione pubblica e farebbe decollare brevemente l’idea, in caso contrario io e alcuni disabili siamo costretti ad utilizzare una pista fuori città in un luogo completamente isolato che non presenta neanche quelli che potrebbero essere dei parametri di sicurezza i quali permetterebbero un intervento da parte dei servizi di assistenza locali in caso di necessità”. Paolo Alessandrini è anche autore di un libro che abbraccia tematiche che vanno dalla diversa abilità fino a lambire anche altri ambiti della vita e delle persone e suggerisce nell’insieme una serie di nuove impressioni tese a migliorare l’approccio con la sofferenza umana in generale. Il libro s’intitola: “Il Mosaico della Vita”, Giraldi Editore, disponibile in ogni libreria e racconta l’esperienza del valore umano rappresentata dalla sinergia del rapporto con la propria esteriorità che si esprime attraverso il dialogo crescente e di crescita con chi della sofferenza ne ha fatto un motivo per carpire attimi di gioia. Paolo Alessandrini cita il suo libro in questo modo: “Il libro non parla solo di disabili e di voli ma della vita in genere di coloro che soffrono per un motivo o per un altro. Si tratta di, 400 pagine che danno una speranza vera che tolgono nebbie e menzogne di politicanti, religiosi e mentitori professionisti”. Un’idea, un libro, un progetto per tentare di alleviare le sofferenze in un piccolo ambito dell’umanità che rischiano di cadere nel dimenticatoio perché forse qualcuno vuole interrompere i lievi aliti di vento della solidarietà in questa società intrisa di menzogne e di attaccamenti alla futilità.
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