Il carrozzone RAI: 12 mila dipendenti, 2.047 giornalisti e un bilancio passivo di 600 milioni di euro

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Il bilancio Rai del 2009 si è chiuso in rosso con un passivo di 120 milioni di euro. Le previsioni del 2010 sono  invece di un buco di 600 milioni di euro. E’ chiaro che, a questo punto,  sono necessari dei tagli di almeno 3. 600 dipendenti su 12 mila  o, quanto meno, a  chi accetta il prepensionamento, andrebbe  data la 40. ma mensilità. Il Paese non puo’ permettersi, in tempi di recessione economica, di arrivare al pareggio del bilancio solo nel 2012 sempre che le stime siano giuste, attendibili e corrispondano alla verità. Questo carrozzone ha 2.047 giornalisti di cui 280 sono caporedattori e 957 redattori ordinari. Il tutto per 11 testate giornalistiche che talvolta  erogano un servizio scadente e non di qualità. Non super partes, espressione dei partiti di riferimento, fazioso e strumentale. Un esempio per tutti: chi ha trattato il problema del mobbing su 2045 giornalisti ultrapagati? Eppure tale problema riguarda ben 1 milione  e mezzo di italiani e una TV e una radio pubblica non possono far finta di nulla. Il mobbing esiste per alcuni giornalisti quando Minzolini non li fa andare più in video o quando vengono demansionati o quando restano inattivi mantenendo stipendio e funzione. diversamente se ci sono italiani che in ufficio, a scuola, al ministero, nell’esercito, nei giornali, nelle banche vengono vessati, sottoposti ad angherie e a soprusi la cosa non interessa. Vero, signor De Felice, responsabile TGR Toscana che deve molto al senatore del PD Vannino Chiti? Senza contare che il TGR Lombardia da anni è in mano a  redattori  e capi redattori che sono lottizzati e rispondono solo ai loro referenti politici. Provate a mandare un comunicato stampa su un evento importante affinche il TG3 regionale della Lombardia lo riprenda.  Da corso Sempione non esce una troupe neanche se la pagate, ma se chiama il deputato Caio e il senatore Sempronio, allora la troupe e il giornalista vanno al loro convegno. Ma la società civile, le associazioni, il mondo delle professioni, convegni non politici,  la scuola, i suoi docenti no. E’ giusto visto che paghiamo i signori giornalisti con stipendi da migliaia di euro? Quando un vecchietto  aMilano prende una pensione mensile da 480 euro? Il capo redattore lombardo è a conoscenza di tutto cio’? Condivide tutto questo o, bontà sua, apre anche alla società civile?

Ma vediamo l’organigramma di mamma Rai e i loro direttori:
LE TESTATE GIORNALISTICHE
- Tg1 (Augusto Minzolini + 5 Vice direttori)
- Tg2 (Mario Orfeo + 5 Vice direttori)
- Tg3 (Bianca Berlinguer + 5 Vice direttori)
- Tg Regionale  (Alberto Maccari + 7 Vice direttori e 1 Condirettore)
- Palinsesto (Angelo Teodoli)
- Markenting (Franco Matteucci )
- Innovazione prodotto (Pasquale D’Alessandro)
- Rai sport (Eugenio De Paoli + 7 Vice direttori)
- Rai Parlamento (Giuliana Del Bufalo + 3 Vice Direttori)
- Rai news 24 (Corradino Mineo + 1 Vice direttore)
- Televideo (Antonio Bagnardi + 1 Vice direttore)
Ma come se non bastasse, di fronte a questa situazione deficitaria, stanno per nascere RAI 4, RAI 5, e Rai giovani composta dai canali Yoyo e Gulp.
Passiamo ora all’area Editoriale Radiofonia
Giornale radio (Antonio Preziosi + 7 Vice direttori)
Radio (Bruno Socillo)
Radio uno (Antonio Preziosi)
Radio due (Flavio Mucciante )
Radio tre ( Marino Sinibaldi)
GR Parlamento (antonio preziosi ad interim + 2 Vice direttori)
LE RETI
RAI UNO (Mauro Mazza + 5 Vice direttori)
Rai Due (Massimo Liofredi + 6 Vice direttori)
Rai Tre (Antonio Di Bella + 5 Vice direttori)
Rai international (Daniele Renzoni + 4 Vice direttori )
Rai notte (Gabriele La Porta + 1 Vice Direttore)
GENERI
Rai fiction ( Fabrizio Del Noce)
Rai educazione con rai storia e rai scuola (Giovanni Minoli)
L’elenco dell’organigramma è lunghissimo, ma ci fermiamo qui, anche perchè abbiamo reso l’idea del carrozzone che gli italiani devono mantenere con le proprie tasche. Alcuni direttori mentre aumentano le direzioni e le poltrone, restano inattivi e sono: Badaloni, Caprarica, Gigotti e Testi. E lo steso dicasi per quattro Vice direttori Raffaele Genah (Tg1) Lella Marzoli (Giornale radio), Giuseppe Casagrande e Dario Carella (ex pillitteriano socialista) del TGR. Restano saldi ai loro posti il  Presidente del Cda Paolo Garimberti e il Direttore generale Mauro Masi + 4 Vice Direttori. Carlo Rognoni, ex componente del Cda Rai, oggi presidente del Forum riforma sistema radio tv del Pd,  spiega in una dichiarazione: “Il servizio pubblico radiotelevisivo oggi si salva solo con una Rai gestita in piena autonomia e indipendenza dai partiti. Questo vuol dire riportare la Rai sotto le regole del Codice civile, questo vuol dire dare all’azienda un amministratore delegato e non un direttore generale e un consiglio di amministrazione condizionati dai partiti di governo e dal governo stesso”. “Questo è il progetto – prosegue la nota di Rognoni – di cui parla Bersani e al quale sta lavorando il Forum che presiedo. Che ci sia un drammatico e urgente bisogno di cambiare le regole per il governo della Rai lo dimostra la paralisi gestionale in cui si trova oggi l’azienda”. Secondo l’ex membro del Cda Rai “siamo nel pieno di una crisi di credibilità, ma anche alle prese con una crisi economica drammatica. Si parla di ascolti in calo e si dovrebbe soprattutto parlare di un bilancio che va verso un deficit pesantissimo. Ora invece di rimettere in sesto l’azienda, chi ha la possibilità di amministrare la Rai perde tempo con nomine improbabili o comunque dettate da logiche spartitorie tutte interne ai partiti di maggioranza”. “Con la spinta che il segretario del Pd ha dato ieri, il partito – dice ancora Rognoni – si presenterà all’appuntamento dell’assemblea del 22 maggio con una proposta semplice, forte e chiara. Personalmente mi auguro – conclude – che ‘la questione Rai’ diventi la prima riforma possibile, il primo segnale che in Parlamento la maggioranza vuole seriamente confrontarsi con l’opposizione per cambiare regole vecchie e stantie”.  ”Una Rai pluralista, imparziale e non faziosa, lontana dai partiti, resta il vero obiettivo per rilanciare il servizio pubblico radiotelevisivo”. Lo afferma in un comunicato Giorgio Merlo, deputato del Pd e vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai. ”Un obiettivo che puo’ essere condiviso se si percorrono due strade: ricercare un ampio consenso parlamentare attorno a questa riforma e comportarsi di conseguenza nelle scelte concrete quotidiane. Come ben sappiamo – prosegue Merlo – sul terreno dell’autonomia editoriale della Rai nessuno puo’ rivendicare una verginita’ politica, maggioranza o minoranza che sia. Ora il Pd batte un colpo. Speriamo che il centro destra non sia distratto”.
In conclusione mentre abbiamo un  deficit che sarà di 600 milioni, mentre aumentano le poltrone, il Governo e chi redige  la finanziaria, vanno avanti senza prevedere  tagli e sacrifici. Finora con Tremonti e Gelmini hanno pagato migliaia  di docenti e migliaia del personale non docente con uno stipendio di 1000 euro al mese. E poi hanno il barbaro coraggio di aumentare il canone Tv per mantenere una casta di 2.045 giornalisti molti dei quali sono imboscati e non vanno neanche a lavorare in quanto il loro numero è così elevato che non ci sono materialmente i posti per lavorare. Intanto, come il solito, pantalone paga. E nessuno dice niente. Tutto va bene madama la marchesa.
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