Dalla terra alla Luna – Jules Verne

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Argomento di questo articolo  è il romanzo di Jules Verne “Dalla terra alla Luna”. Pubblicato nel 1865, il libro è incentrato sul viaggio verso la luna di alcuni uomini; un tema che ricorre spesso nella narrativa sci-fi, fin dagli albori di questo genere, ma che per la prima volta nell’Ottocento, venne affrontato con taglio scientifico e con sorprendenti intuizioni di ciò che sarebbe realmente avvenuto, a circa un secolo di distanza, col lancio dell’Apollo 8 dalla base americana di Cape Kennedy, nel dicembre del 1968.
Le analogie tra il volo descritto da Verne e quelle dell’Apollo8 sono a dir poco stupefacenti. Lo scrittore, infatti, immagina che il lancio avvenga negli USA, nel mese di dicembre, che gli uomini a bordo siano tre e che il rientro (narrato nel successivo romanzo INTORNO ALLA LUNA), avvenga con un ammaraggio nell’Oceano Pacifico, (le stesse identiche circostante dell’Apollo8 !!!). Non solo, anche nei calcoli e nelle previsioni tacniche lo scrittore si avvicina quasi esattamente alla realtà: la lunghezza del volo dal nostro pianeta alla luna, è calcolata da Verne in 218mila miglia, contro le 225mila miglia della realtà; la velocità di volo è di 25000 miglia orarie, contro le 24000 reali; inoltre il peso e le dimensioni dell’Apollo8 corrispondono a circa quelle del “proiettile” immaginato dallo scrittore.
Alla luce di queste corrispondenze appaiono veramente profetiche ed enigmatiche le anticipazioni di Verne e le parole che egli disse a suo nipote, consegnandogli il manoscritto del romanzo: “conservalo con cura, perché so che tu assisterai al viaggio degli uomini verso la luna e sarai così in grado di giudicare l’esattezza delle mie previsioni…”
Verne morì nel 1905, alcuni affermano che egli era in contatto con un’entità, altri che era un massone.
La verità molto probabilmente rimarrà un segreto.

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Gianni Leone, fondatore
Essere antipatico è una vocazione. Non pretendo di dire la “verità” ma almeno limito le “stronzate” cosa che non riesce alla maggior parte degli “Italioti”… Ho sentito una chiamata… come una voce… quasi una visione mistica, prendere vita dal fango dei pensieri altrui, dall’idiozia “melmosa” e collettiva, dalla superficialità dei vuoti a perdere, dall’indifferenza dei molti, dall’apparente ed insignificante “sensibilità” dei frequentatori dei social, dalle battaglie fatte dietro uno schermo e con un click… HO deciso di scrivere una rubrica, cattiva, anzi cattivissima ed antipatica: GLI ITALIOTI...E ALTRI "IOTI"... Non vi preoccupate sputo su tutti, compreso me stesso… nessuna distinzione…

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