Sandra Avila Beltran, “madame cocaina”

Sandra Avila BeltranNipote di un padrino messicano, questa narcotrafficante di 54 anni è uscita di prigione lo scorso 7 febbraio. Durante i suoi otto anni di detenzione, la “Regina del Pacifico” non ha smesso di ispirare canzoni, serie televisive e romanzi.

Una figlia del clan
Sandra Avila è la nipote di Miguel Angel Felix Gallardo, alias “El Padrino”, considerato durante gli anni 1980 come il più importante barone della droga del Messico. Il suo circolo famigliare conta anche altri dei grandi nomi del narcotraffico, come i fratelli Arellano Felix, alla guida del cartello di Tijuana, o i fratelli Beltran Leyva, capi storici del cartello col medesimo nome.

Una donna d’affari
Soprannominata anche “Madame cocaina”, è diventata uno dei principali operatori finanziari del cartello di Sinaloa. Dopo il suo arresto in Messico nel 2007, le autorità di quel Paese le hanno confiscato 14 conti bancari, 225 proprietà immobiliari, 6 auto di lusso e 179 gioielli. La giustizia non è mai riuscita a dimostrare la sua implicazione nel traffico di cocaina tra Colombia, Messico e Stati Uniti. Ma Sandra Avila è stata condannata in Messico e in Usa per riciclaggio di denaro.

Una seduttrice
E’ stata la fidanzata o la maitresse di diversi grandi narcotrafficanti, tra cui Ismael Zambada Garcia, alias “El Mayo”, capo del potente cartello di Sinaloa. E’ stata anche la vedova di due comandanti della polizia implicati nel traffico di droga ed entrambi assassinati. Il suo ultimo concubino è Juan Diego Espinosa, narcotrafficante colombiano arrestato il 28 febbraio 2007.

Una dipendente dal bisturi
La sua bellezza, il suo carisma e i suoi exploit criminali hanno ispirato il celebre gruppo messicano Los Tucanes de Tijuana, che le ha dedicato una canzone, Fiesta en la Sierra (festa nella montagna). Lo scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte siè anche lui ispirato alla sua forte personalità per dare vita all’eroina del suo romanzo “La regina del Sud”, adattato alla televisione. Da ricordare anche il film “La Reina del Pacifico”, vietato nelle sale cinematografiche ma diffuso in YouTube, che porta la sua leggenda al di fuori dei confini del Messico.

fonte aduc