Intervista con François Ozon, regista di “Una nuova amica”

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François OzonCome è nata lidea di UNA NUOVA AMICA?

Il film è il libero adattamento di un breve racconto di quindici pagine di Ruth Rendell, molto simile sia nel tono sia nello spirito alla serie televisiva Alfred Hitchcock Presenta. Nella serie, una donna scopre che il marito dell’amica ama travestirsi segretamente da donna. I due diventano amici, ma quando lui le dichiara il suo amore e prova a fare sesso con lei, la donna lo uccide. Lessi la storia circa 20 anni fa, ai tempi di Summer Dress, e scrissi un fedele adattamento per un corto, ma non avendo trovato i finanziamenti il cast giusto, abbandonai il progetto.

Ma questa storia negli anni è rimasta con me, anzi a dire il vero mi ha perseguitato. Mi resi conto che nella maggior parte dei film che amavo e che trattavano di travestitismo, i personaggi si travestono non per un desiderio personale, ma a causa di costrizioni esterne: dei musicisti che si travestono da donne per raggirare la mafia in A Qualcuno Piace Caldo, un attore disoccupato che per ottenere un ruolo si trasforma in unattrice in Tootsie, unaltra attrice in rovina che diviene attore in Victor Victoria. Queste circostanze esterne hanno permesso al pubblico di identificarsi con i personaggi e di godere del travestitismo senza sensi di colpa o disagio.

Billy Wilder è un grande riferimento se si vuole trattare questo soggetto. Ma nella mia storia, il personaggio ha un radicato desiderio di travestirsi ancor prima di farlo effettivamente.

È qui che s’inserisce l’idea del lutto, per aiutare il pubblico a comprendere e a identificarsi con David-Virginia?

Sì, la morte e il conseguente lutto, che non erano presenti nel racconto breve, permettono al pubblico e a Claire di capire il comportamento di David prima di accettarlo. Questa è l’idea chiave dietro la scena con il flashback di David che, per confortare e dar da mangiare alla sua bambina, indossa la camicia della moglie defunta e il suo profumo.

Lidea mi è venuta da una conversazione con Chantal Poupaud, regista di Crossdresser, un documentario sui transessuali, molto interessante perché esplora i rituali giornalieri della trasformazione; la depilazione, il trucco, nascondere la barba ecc. Chantal ha molta familiarità con questo contesto, quindi le ho chiesto di parlarmi di alcuni dei travestiti che aveva conosciuto.

Mi raccontò di uno di loro che aveva la moglie molto malata. La donna sapeva che stava per morire e aveva quindi deciso di sparire dalla vita del marito. Per farla rivivere, lui ha sentito il desiderio di indossare i suoi vestiti e ha così cominciato a travestirsi regolarmente. Sono rimasto affascinato da questa storia e l’ho trovata commovente. Finalmente avevo trovato la chiave per adattare e scrivere la mia storia.

Questo macabro punto di partenza è presto superato. La defunta Laura è gradualmente sostituita dalla forza liberatoria rappresentata da Virginia.

Linizio del film, che delinea la vita e la morte di Laura, è piuttosto drammatico, ma poco alla volta, man mano che la nuova amicizia prende forma, tornano la gioia, la leggerezza e il piacere, facendo shopping, vedendo un film o andando in un locale notturno. I due personaggi traggono beneficio dalla reciproca compagnia, si consolano. Il film ritorna verso la vita.

David-Virginia non è mai stato così felice e Claire è in piena rifioritura. A un certo punto ho scritto una dichiarazione d’intenti che era leggermente ironica: “ Il mio obiettivo è che tutti gli uomini corrano fuori dal cinema e vadano a comprare calze di nylon, trucco e vestiti, non per le mogli, ma per loro stessi!” I produttori avevano paura che questo avrebbe abbassato gli incassi. Ma il mio obiettivo era in realtà quello di far scoprire agli uomini il mondo del travestitismo in maniera gentile, con humour e delicatezza. Con l’idea che non avremmo mai preso in giro i personaggi, ma li avremmo accompagnati nel loro viaggio, sempre identificandoci con loro in maniera empatica.

Giusto. Non ridiamo mai di David-Virginia, ridiamo perché il piacere che trae dal travestirsi è comunicativo, soprattutto nella scena dello shopping.

Lo humour scaturisce dal piacere che il personaggio prova. Siamo al suo livello e il suo livello è innocente. Il desiderio di David è inequivocabile. A metà del film ha trovato e accettato la sua identità: vuole essere Virginia. È lui che chiede a Claire di dire la verità a Gilles e di smettere di mentire a se stessa. Claire è più scossa dalla situazione. È piena di domande e dubbi. Fa un passo avanti e uno indietro. Ironicamente, è lei il personaggio più tormentato e nevrotico. Inizialmente è sconvolta e definisce David malato, pervertito. Poi intraprende un vero viaggio di scoperta, arrivando alla fine ad accettare totalmente il desiderio di David e, al contempo, il suo stesso desiderio per Virginia.

All’inizio del film ripercorri 20 anni di amicizia in una serie di splendidi salti narrativi visivi.

Questo era importante per poter stabilire un’identificazione con i personaggi. Nel copione avevo scritto una parte di narrazione con voce fuori campo, ma il giorno in cui abbiamo girato ho cercato di dire quanto più potevo su quella premessa alla storia in maniera visiva e quando siamo arrivati al montaggio la narrazione non era più necessaria. Ponendo l’attenzione sugli stadi principali della vita, come infanzia, amicizia, matrimonio, nascita di un figlio, malattia e morte, dovevamo evitare di diventare melensi. Dovevo trovare la giusta distanza per creare l’emozione.

È difficile determinare la posizione geografica di UNA NUOVA AMICA.

Alcuni dei miei film sono ancorati a una realtà documentata e ben precisa. Altri, come Otto Donne e un Mistero, Nella Casa, Una nuova amica, si creano il loro mondo da soli. La mia idea era di ricreare la dimensione universale e senza tempo di una favola, un genere a cui mi riferisco allinizio del film con Laura stesa nella sua bara e anche alla fine quando Virginia si risveglia come la Bella Addormentata.

Come sei arrivato a scegliere Romain Duris?

Ho fatto provini con numerosi attori, facendo provare loro parrucche e trucco per vedere che aspetto avrebbero avuto come donne, se poteva funzionare. Era anche unopportunità per mettere alla prova il loro desiderio di essere femminili. Romain si è messo in evidenza, non solo perché risultava essere la donna più bella, ma perché irradiava gioia nel travestirsi. Gli veniva così naturale. Ha accolto senza ironia o distacco il piacere fetish di mettersi le calze o i vestiti. Avevo già notato questo in lui nella sua giocosa e raffinata interpretazione della canzone Lola di Jacques Demy nel film Seventeen times Cécile Cassard di Christophe Honoré.

Il suo desiderio di interpretare David-Virginia era così forte che non potevo non scegliere Romain.

Come hai creato il suo personaggio fisicamente?

Prima di girare, abbiamo provato diversi trucchi e acconciature. E gli ho chiesto di perdere peso, come faccio con tutte le mie attrici! Era importante che lui si sentisse a suo agio con la sua linea. Come prima cosa, ha chiesto alla costumista Pascaline Chavanne un paio di scarpe con i tacchi alti così da potersi esercitare nella camminata nel suo tempo libero.

Abbiamo dovuto rendere Romain più femminile senza mascherare la sua mascolinità. Occorreva trovare il giusto equilibrio ogni volta, a seconda della scena e dello stato d’animo del personaggio. In alcuni momenti Virginia riprende a camminare in modo maschile e il suo viso non è completamente sbarbato. Altre volte, al contrario, deve essere molto bella. All’inizio Virginia si presenta come un lavoro ancora in corso d’opera. È eccessivamente sofisticata e simula la sua femminilità. Come molti degli altri travestiti che ho incontrato, all’inizio lei indossa gli abiti della moglie e della madre. Sta cercando di trovare se stessa, di definire il suo stile. Poco alla volta comincia a trovare i vestiti giusti, la giusta camminata. Alla fine del film indossa pantaloni e giacchetto. Passa dai capelli biondi di Laura ai capelli del suo colore naturale. Non ha più il bisogno di esagerare con gli accessori. Molto semplicemente, è rifiorita. Finalmente ha trovato il suo look!

Mentre invece Claire è diventata più femminile.

Claire, che all’inizio indossa abiti piuttosto ordinari, riscopre il piacere di vestirsi attraverso quest’uomo che si traveste e che, in un certo senso, la aiuta anche a riconnettersi con la sua vecchia amica Laura, che è presentata come una donna più femminile e luminosa. Alla fine del film Claire ha accettato la sua femminilità. Indossa un vestito, ed è incinta. In realtà c’è stato un momento in cui il titolo del film era I AM A WOMAN, ma l’ho cambiato perché avevo paura che il pubblico lo associasse troppo a David. Il personaggio che nel mio film diventa una donna è prima di tutto Claire, ed è lei che evidenzia questo aspetto.

Come in molti tuoi film, i personaggi qui si rispecchiano. Il desiderio di Claire nasce mentre osserva il desiderio di David-Virginia.

Il nostro desiderio è spesso una risposta a quello di qualcun altro, ci nutriamo di esso per scoprire chi siamo. Nel mio film See the sea, la relazione a specchio finisce male: una delle due donne si lascia uccidere dallaltra, che ha usurpato la sua identità. In questo film i desideri dei personaggi si nutrono a vicenda, a causa della morte di Laura. Lassenza di Laura crea un vuoto in cui Claire e Virginia si troveranno a vicenda.

Come sei arrivato a scegliere Anaïs Demoustier?

Claire è un personaggio complesso di cui seguiamo il punto di vista. È soprattutto un testimone della metamorfosi di David-Virginia. Non ha molti dialoghi, è il suo viso che ci dice di più del suo percorso personale; dei suoi desideri, delle sue paure, delle sue bugie a Gilles e a se stessa.

Ho fatto audizioni a moltissime attrici per questo ruolo ma Anaïs è emersa rapidamente come una delle più interessanti da dirigere nella posizione di osservatrice. C’è sempre qualche espressione sul suo viso, nei suoi occhi. Durante il provino con Romain si è messa chiaramente in evidenza.

Per il film le ho chiesto di cambiare il colore dei suoi capelli. Secondo me ha la carnagione tipica di una rossa. Volevo dare risalto ed enfatizzare le sue lentiggini. Io e il direttore della fotografia Pascal Marti abbiamo anche lavorato molto sui colori autunnali. I capelli rossi si abbinano bene con il nostro schema di colori.

E Raphaël Personnaz?

Inizialmente lo incontrai per il ruolo di Virginia. In teoria, fisicamente è più facile immaginare lui come donna che Romain, ma non funzionava. Quando l’ho chiamato per dirgli che non lo avrei preso per il ruolo di Virginia, ma che mi sarebbe piaciuto offrirgli il ruolo di Gilles, lui ha esclamato immediatamente, “Fantastico! Preferisco Gilles, non mi sentivo a mio agio nell’altro ruolo.”

E Isild Le Besco?

Isild è così bionda e chiara che brilla davvero. E come con il personaggio di Claire avevo bisogno di unattrice con tratti giovanili che passasse in maniera credibile dai 16 ai 30 anni. E di qualcuno con un viso luminoso, abbastanza particolare da rimanere impresso per tutto il film.

La scena del nightclub presenta un’atmosfera da documentario.

Era importante vedere tramite gli occhi di Claire mentre scopre questambiente per la prima volta. Mi sono ispirato alle atmosfere dei locali notturni agli inizi degli anni80. Allora, persone di differente ceto sociale ed età si mischiavano più facilmente nella comunità gay. Era prima dellarrivo dellAIDS, tutto sembrava possibile, cosa che ora non esiste più. Il casting di questa scena era fondamentale. Volevo mostrare i visi, la bellezza di queste persone. È il cuore del film, un momento di benessere e comunione, in cui la coppiaanormaleformata da Virgina e Claire è completamente accettata senza alcun giudizio. Quando ho scritto questo attimo sospeso, ho pensato a due scene di film melodrammatici che amo: la festa dellamico del giardiniere in Secondo Amore di Douglas Sirk, dove improvvisamente lamore tra i due protagonisti sembra possibile; e la visita alla nonna in Riviera nel film Un Amore Splendido di Leo McCarey.

E la canzone Une Femme Avec Toi (A Woman With You) di Nicole Croisille?

Volevo una canzone semplice, diretta. Le liriche erano perfette, con un piccolo cambiamento di significato rispetto alla mia storia. I travestiti a cui ho fatto l’audizione per la scena erano sorpresi dalla mia scelta. La canzone è usata molto raramente dai travestiti; preferiscono giocare di più con l’ironia.

Come nei melodrammi di Douglas Sirk, il tuo film si basa sull’accettazione gli altri con le loro differenze.

Sì, il travestitismo non è il soggetto del film, ma un modo per parlare di differenze e pregiudizi. Questi temi sono più interiorizzati rispetto a Sirk, perché i tempi e la società sono cambiati: i suoceri di David, pur essendo di classe cattolica medio-alta, sono piuttosto tolleranti, l’importante è che tutto sia ben nascosto!

Il punto principale è vedere come ogni personaggio accetta la peculiarità dell’altro e trova la propria identità al di là del genere, al di là del maschile o femminile. Alla fine del copione originale, Claire cita ironicamente la famosa affermazione di Simone de Beauvoir, “Non si nasce donna, si diventa”.

Inoltre, volevo davvero accogliere il melodramma, portare la storia d’amore quanto più avanti possibile pur mantenendo la suspense emotiva della storia di Ruth Rendell, le telefonate segrete, l’incontro in garage ecc.

E comunque nel film la suspense non viene dal mondo esterno, ma dallinterazione tra i personaggi. Quando si renderanno conto di essere attratti luno dallaltro e quando smetteranno di mentire sui loro sentimenti? Claire e Virginia non vogliono ammettere di essere innamorati perché sono bloccati dalle limitazioni sociali e famigliari, ma il loro desiderio alla fine è più forte.

La prima volta che Claire e David fanno l’amore, Claire respinge David: “Sei un uomo!”

Questa esclamazione letterale fa sorridere. Claire è persa. Lei in fondo sa che non sta facendo lamore con una donna, ma se lo è quasi dimenticato, e il pene la riporta alla realtà, un pocome nel racconto breve. Nella novella di Ruth Rendell, invece, quando il personaggio sente il corpo peloso delluomo commette un omicidio, tanto ne rimane disgustata.

Qui Claire “uccide” Virginia respingendola, ma l’atto è simbolico e accidentale. E questo rifiuto è solo un passo nel viaggio di Claire. Più avanti riporterà “in vita” Virginia, accettandola com’è e realizzando che lei stessa è diventata una donna con lei. In un certo senso Claire resuscita Virginia, cosa che non poteva fare con Laura.

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