“Black Hole”, l’opera di Steve E. Blatz e Antonio Pio Saracino, è una carica di energia creativa

Progettato da Steve E. Blatz e Antonio Pio Saracino,
il padiglione di Marzorati Ronchetti, Vetreria Bazzanese e Zordan è ora esposto alla mostra-evento di Interni
e sarà visibile a partire dal prossimo 20 giugno presso la Fondazione CUOA.

“Energia per la Creatività”: questo il tema dell’esposizione organizzata dalla prestigiosa rivista di architettura per collegare idealmente il FuoriSalone – manifestazione che supporta il Salone Internazionale dell’Arredamento – a Expo Milano 2015 – l’evento culturale più importante dell’anno a livello mondiale.
Dal 13 aprile fino al 24 maggio, le installazioni temporanee dei più affermati designers di tutto il mondo – veri e propri pezzi unici nel loro genere – saranno a disposizione del pubblico in alcune splendide location milanesi, fra cui lo storico cortile dell’Università Statale di Milano e il lussureggiante Orto Botanico di Brera.
Marzorati Ronchetti, Vetreria Bazzanese e Zordan, aziende leader nazionali del design applicato, hanno unito le loro expertises nella lavorazione dei materiali per realizzare “Black Hole”, un’opera concepita dagli architetti Steve E. Blatz e Antonio Pio Saracino per l’occasione.
Così dichiara Maurizio Zordan, Amministratore Delegato di Marzorati Ronchetti e del Gruppo Zordan:
“Le nostre tre aziende rappresentano l’expertise del metallo, del vetro e del legno e hanno scelto di essere presenti alla mostra-evento “Energia per la Creatività” per celebrare tre avvenimenti: l’alleanza tra Marzorati Ronchetti e Zordan, i cinquant’anni di Zordan (7 aprile 2015), e la collaborazione con la Vetreria Bazzanese, che dura da oltre 15 anni.
E’ un momento importante per tutti noi e un’occasione per valorizzare le capacità, i talenti e l’artigianalità italiana presentando un’opera dove ogni pezzo è unico e ogni dettaglio studiato e adattato alle esigenze del progetto.
Il coordinamento tecnico tra i professionisti (architetti, costruttori, fornitori) ha permesso di mettere insieme il know how delle singole aziende e di programmare le lavorazioni tenendo conto anche delle modifiche sul progetto iniziale in seguito alla verifica tecnica sui limiti di alcuni materiali.”
Black Hole continuerà ad essere visibile anche al termine della mostra-evento di Interni; l’opera sarà infatti esposta a partire dal prossimo 20 giugno presso la Fondazione CUOA di Altavilla Vicentina a Vicenza.

 

QUANDO IL VUOTO CREA LA FORMA

L’architettura di Black Hole è un omaggio all’energia creativa dell’immaginazione.

Black Hole è un’architettura che celebra il vuoto.

La materia collassa, si incurva, rimbalza. Come nelle più raffinate teorie gravitazionali. Ciò che tiene assieme lo spazio, è l’assenza di una porzione di spazio. Uno spazio inclusivo, rotativo, iconico. Nello scenario della gravità quantistica a loop, i dischi superiori sono sezioni di un tunnel dello spazio-tempo che cattura lo sguardo verso il cielo. Una formula che opera per sottrazione, e crea, per attrazione, la geometria dei materiali. Legno, metallo, vetro, aria, luce.

Architetture, spazi, oggetti simbolici hanno da sempre utilizzato la forza del vuoto per generare luoghi che entrassero in relazione con gli elementi cosmologici. Allineamenti astrali, costellazioni, galassie ed equinozi. Da sempre l’uomo ha costruito le sue città guardando il cielo. L’infinità del cosmo è il primo grande riferimento per l’architettura, come per le ziggurat, le piramidi, i templi Maya.

Dal Pantheon alla Land art, dal “Roden Crater” di James Turrell agli specchi curvi di Anish Kapoor, dalle architetture di Palladio alla Great court del British Museum, dalle opere di Olafur Eliasson ai “Sun tunnels” di Nancy Holt: le leggi fisiche del cosmo hanno ispirato opere d’arte che appartengono alla contemporaneità.

Lo straniamento che provocano i “sun tunnels” di Nancy Holt nello Utah, allineati con la traiettoria del sole al solstizio d’estate e d’inverno o lo spettacolare foro all’interno del vulcano in Arizona realizzato da Turrell, o ancora lo spazio astratto dei “Vortex” di Richard Serra, il cortile nel museo a Naoshima di Tadao Ando o il foro geometrico nella Tomba Brion di Carlo Scarpa: sono tutte operazioni in cui l’immaterialità del vuoto plasma gli elementi creando le forme.

Black Hole usa le medesime grammatiche e per questo appartiene al futuro, così come al passato. Si tratta di energia, la stessa energia che è legge fisica del cosmo. Energia per la creatività.

SCHEDA:

Località Milano

Evento Milan Design Week 2015

Opera Black Hole

Progettisti Steve E. Blatz

Antonio Pio Saracino

Imprese Marzorati Ronchetti / Metallo

Vetreria Bazzanese / Vetro

Zordan / Legno

Crediti Steve E. Blatz and Antonio Pio Saracino, Architects 

SINERGIE COSTRUTTIVE

LA STRUTTURA

Il padiglione (base 6 per 6 metri, altezza 5,5 metri) poggia su un basamento in legno accessibile su due lati opposti mediante rampe che ne facilitano l’ingresso. E’ composto da una fascia in vetro e una struttura superiore formata da 12 dischi a sezione circolare spaziati irregolarmente in altezza e sorretti da quattro pilastri in acciaio.

Alla base della struttura, sopra la pedana in legno, si trova l’”Oculus”, un elemento circolare dal quale, sedendosi, si potrà alzare la vista al cielo guardando attraverso le 12 aperture irregolari all’interno dei dischi. Questi ultimi sono rivestiti in legno e bordati, sia all’esterno che all’interno, in acciaio inox super-mirror.

I due lati non accessibili del basamento sono delimitati da vetri curvi sabbiati che ospitano internamente i corpi illuminanti.

IL VETRO

Le lastre in vetro curvo seguono una parte dello sviluppo circolare della struttura e sono alloggiate all’interno di due canali a pavimento e a soffitto. Il progetto architettonico prevede un effetto superficiale di trasparenza alternato ad un trattamento di sabbiatura di diverse gradazioni (dal 10% al 100%) su fasce orizzontali a intervalli irregolari. Ogni sviluppo vetrato è formato da vetri stratificati curvati 6+6 1,52 per una lunghezza totale di circa 8 metri. Essendo la curvatura un processo apparentemente semplice ma non privo di difficoltà può accadere che esso vada ripetuto per ottenere risultati soddisfacenti: da qui la reale complessità della realizzazione del vetro curvato che ne aumenta il valore aggiunto. Quella di realizzare pezzi ad hoc è non solo una mission ma una sfida sempre nuova e stimolante che richiede un’attenzione speciale e una competenza artigiana di primissimo ordine.

IL LEGNO

Per il basamento è stato utilizzato legno massello di frassino termo trattato, che ha subito un trattamento per essere reso idrorepellente, e oliato nero opaco. Il frassino è il legno europeo che ha le migliori prestazioni in termini di resistenza agli agenti atmosferici e di lavorabilità.

I dischi superiori sono realizzati con un tri-strato di abete in pannelli da 20 mm, un materiale leggero e compatto non deformabile e in grande formato per ridurre il numero di giunture.

Nel complesso, sono stati impiegati 3,7 metri cubi di legno.