Premonitions, alla ricerca di poliziotti e chiaroveggenti

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premonition -Con personaggi forti, una trama ricca e Hopkins come protagonista, attirare attori per gli altri ruoli è stato facile. “Anthony Hopkins è stato una calamita per gli attori così siamo stati in grado di riunire un notevole cast attorno a lui”, ha detto Augsberger.“Una volta riottenuti i diritta dalla New Line abbiamo continuato a mettere sotto contratto attori come Jeffrey Dean Morgan, Abbie Cornish e Colin Farrell. È avvenuto tutto molto velocemente.”

“Quello che ha accumunato questi grandi attori è che avevano un forte punto di vista e una visione specifica dei propri personaggi”, ha detto Poyart. “Tony, Colin, Abbie e Jeffrey hanno apportato idee che esaltavano i personaggi e che funzionavano per la storia e per il film. Lavorare con gli attori allo sviluppo dei personaggi è un processo in cui, a volte, cambio punto di vista e, a volte loro si adattano a quello che penso. E’ bello quando gli attori portano delle cose che non avevo ipotizzato o pensato per una scena o per il film stesso. Essere aperti a condividere la propria visione è la cosa migliore per collaborare e lavorare insieme”.

Per il ruolo dell’agente dell’FBI Joe Merriwether, i realizzatori volevano un attore che fosse particolare ma allo stesso tempo familiare. Flynn aveva pensato a Jeffrey Dean Morgan, con il quale aveva recentemente lavorato in Red Dawn-Alba Rossa (2012). Morgan, popolare per i suoi ruoli in serie acclamate dalla critica come Magic City e Grey’s Anatomy e in film come The Possession e The Resident, “è un attore di talento”, ha detto Flynn. “Sapevo che Jeffrey avrebbe portato una vera profondità e un anima al personaggio.”

Poyart è dello stesso parere. “Jeffrey ha lavorato molto duramente ed ha curato il personaggio fin nei minimi particolari”, ha detto il regista. “E ‘un attore molto naturale, molto umano. Il che è interessante da guardare. Ha regalato molta profondità a un personaggio che è spesso considerato una sorta di cliché.” Morgan, l’agente dell’FBI che richiama il suo amico ed ex collega, il Dottor Clancy, dal suo ritiro autoimposto per farsi aiutare con un caso sconcertante di omicidi seriali, ha considerato la storia intelligente e recitare al fianco di Hopkins una esperienza fantastica.

“Prima di tutto è stato Tony Hopkins”, ha detto Morgan. “Lavorare con uno come lui è forse la cosa più grande che ogni attore possa provare. E’ stata un esperienza da brivido. Al di là di questo, conoscevo Beau e avevo già lavorato con lui. Mi sono incontrato con Afonso e mi piaceva la sua visione sul film e su come sarebbe stato. Premonitions è una sceneggiatura davvero intelligente, scritto da alcuni tra gli sceneggiatori più in gamba che possano esserci. La storia era lì. E’ già difficile trovare un’idea originale, ma questa era un’idea originale, e fa la differenza tra questo film e gli altri del genere. Mentre va avanti, ti fa pensare e provi a indovinare e cercare di capire cosa sta succedendo. Questo tipo di film non sono solo piacevoli da guardare, ma anche da girare.”

Morgan ha affermato che l’agente dell’FBI Joe Merriwether non è il “classico, pazzo agente, rinnegato dell’FBI trito e ritrito”, ma piuttosto un uomo sicuro di se, attaccato alla famiglia, dall’istinto solido e che nasconde un tragico segreto. “E’ un uomo tutto d’un pezzo che non deve per forza seguire le regole”, continua Morgan. “E’ tatuato, ha una barba trasandata, indossa i braccialetti, non segue gli schemi ma ottiene risultati, e uno di questi è proprio coinvolgendo un sensitivo come Clancy, che è interpretato da Hopkins, mentre tutti gli altri pensano che sia solo un pazzo. Non so se Joe è davvero il tipo che crede in queste cose ma John l’ha reso tale.”

Quando il film inizia, Merriwether è confuso da questa serie inspiegabile di omicidi, in cui le vittime non hanno apparentemente legami – tranne la stessa modalità della morte e la completa mancanza di prove fisiche sulla scena del crimine. “Joe è molto bravo nel suo lavoro, ma sente come se ci fosse qualcosa che non va in quello che sta accadendo”, spiega Morgan. “Questo è un tipo che insegue i serial killer da una vita, ma stavolta è diverso, c’è qualcosa in questo caso che gli entra sotto pelle e deve capirlo. Ci sono alcuni segnali che Joe percepisce, abbastanza presto, durante questi omicidi e che gli fanno capire che ha bisogno dell’aiuto di John Clancy. “

Avere Clancy nella squadra non sarebbe stato facile. Dopo la morte della figlia, Clancy si è allontanato dal lavoro e dal mondo. Il suo matrimonio era finito. Non voleva più niente a che fare con l’FBI e nemmeno utilizzare le sue capacità psichiche. “Ho detto: ‘No, non ho intenzione di prendere parte al caso’ ,” Hopkins spiega in merito a Clancy. “Interpreto un solitario e non voglio conoscere nessuno. Non voglio essere rimesso in pista dagli amici. Non sto facendo il martire, ma sono andato oltre e non mi interessa. Dico a Joe questo è quello che stai cercando e questo è quello che è, e poi mi danno il fascicolo prima che dica di essere d’accordo a lavorare con loro. Sono seduto da solo e sfoglio il fascicolo, quando la mia attenzione è colpita da un messaggio – che sembra essere preso dall’opera che sto ascoltando in quel momento. Questo tizio, chiunque sia, sapeva che avrei ascoltato quel particolare verso in quel momento.” Quando Clancy si rende conto che è alla ricerca di un chiaroveggente proprio come lui, sa che, nonostante la sua riluttanza, deve aiutarli. “Penso, ‘Mio Dio, chiunque sia questo tizio, è un genio pericoloso e debbo trovarlo’’ ha detto Hopkins.

“La sua missione è sbagliata e lo rende molto più pericoloso di un fanatico. E’ mentalmente instabile e mi rendo conto che debbo salvarlo.” Che si tratti di raggiungere Joe da parte di Clancy o che Clancy stesso decida di accettare di lavorare al caso, la motivazione di ogni personaggio è complessa. Clancy è incuriosito ed eccitato quando capisce che l’assassino è un chiaroveggente, ma è quello che intuisce su Joe e Katherine che, finalmente, lo spinge a prendere parte al caso. Allo stesso modo, per Joe, avere il supporto di Clancy non è solo una scelta per mettere fine a una sconclusionata serie di omicidi, ma si tratta anche di “un ultimo atto di amicizia” per un malato terminale.

“All’inizio del film capiamo che tra Clancy e Joe c’è un segreto non svelato, che non riusciamo a capire”, dice Poyart. “Quando il film procede, cominciamo a rivelare i segreti che li attanagliano e iniziano ad affrontare i loro problemi personali e la connessione emozionale aumenta.” Morgan spiega: “Avere con sé Clancy ha molto a che fare con il mio personaggio, volerlo aiutare e vederlo di nuovo prima di morire.” La malattia terminale di Joe è qualcosa di cui il personaggio non parla mai esplicitamente a Clancy. “Joe vuole far uscire John dal buco nero che l’ha risucchiato dopo la sua tragedia.

John è danneggiato, così Joe cerca di aiutarlo prima di morire. Joe vuole che il suo amico ritorni alla vita e dalla moglie.” Quando Merriwether si riavvicina a Clancy affronta anche lo scetticismo della sua più giovane collega, l’agente dell’FBI Katherine Cowles, interpretata da Abbie Cornish, che non crede nell’esistenza di individui con poteri psichici o abilità preveggenti. “Joe sta allevando l’agente Cowles, cercando di insegnarle ciò che sa”, ha detto Morgan. “Il mio personaggio è un bravo ragazzo e vede qualcosa in Katherine, che è molto puritana e molto legata agli schemi. Vuole aiutarla a fare carriera -non necessariamente di grado, ma nel modo in cui percepisce il lavoro, e su come poter affrontare i casi. Penso che lei consideri lavorare con Joe incredibilmente frustrante a causa dei suoi schemi, e Joe si diverte spesso per questo motivo. Ma lei inizia a capire il modo di pensare di Joe quando comincia a vedere i risultati di quello che fa.” Cornish, tra i cui film spuntano titoli come Limitless, Bright Star e il remake del 2014 di RoboCop, afferma che la personalità seria e laboriosa di Katherine l’attraeva molto. “Ero interessata alla forza e alla solidità di Katherine, alla considerazione di sé e alla sua ambizione un po’ cieca. Possiede una calma tranquilla e perseverante ed è molto attiva e professionale.”

“Durante il nostro primo incontro era molto scettica nei miei confronti,” ha detto Hopkins sull’agente Cowles e il dottor Clancy. “Pensa che i sensitivi sono dei ciarlatani e che io sono un vecchio pazzo. Poi un giorno, quando stiamo lavorando al caso e lei mi stuzzica, dicendomi che non crede in nessuna di queste cose. Ad un certo punto mi sfida a raccontarle qualcosa di sé. Così le dico esattamente quello che le è successo e che l’ha fatta crollare. Non crede nelle mie capacità psichiche fino a quando improvvisamente non riassumo tutta la sua vita in due minuti: dettagli che nessun altro essere umano poteva sapere, ma io sì. Allora le chiedo: ‘Vuoi che vada avanti?’ E lei è devastata. Ma adesso è convinta che sono la persona che può risolvere questo caso.”

Cornish ha detto che, una volta che Clancy le ha mostrato le sue doti su di lei, il suo personaggio comincia a vedere le cose diversamente. “Clancy apre il cuore e la mente di Katherine e, allo stesso tempo, ne rivela la vulnerabilità e la sensibilità”, ha detto. “Inizialmente scettica, la Katherine tutta d’un pezzo, rimane colpita dalla saggezza di Clancy e dalla sua preveggenza. Il suo cuore si apre nel mezzo di questo bellissimo e tumultuoso rapporto che si sviluppa tra loro, e alla fine, Clancy cambia lei e la sua vita.” Flynn ha affermato che la Cornish ha ottenuto l’ambito ruolo dell’agente dell’FBI Katherine Cowles, perché “è una brava attrice che ha la capacità di mostrare la forza e la vulnerabilità, lavorando in sottrazione con il suo personaggio.

Katherine si presenta come un professionista, un perfetto agente dell’FBI, ma, in realtà è ferita. Abbie ha la capacità di mostrare tutte queste emozioni e porta il pubblico dalla sua parte”. Poyart dice che la Cornish ha afferrato perfettamente la lotta interna di Katherine. “Katherine è scollegata dalle sue emozioni e, nel corso di questa storia, se ne riappropria”, ha detto il regista. “Quando inizia il film, crede che Clancy sia un ciarlatano e che Joe stia sprecando il suo tempo e considera le loro idee lontane dal suo modo di pensare e di agire.” Emozionalmente, l’agente Cowles svolge un ruolo molto forte e importante per Clancy, che ha perso la figlia pochi anni prima. Nonostante la sua amicizia con Joe e il forte sospetto che l’assassino sia anche esso un veggente, ciò che Clancy intuisce su Katherine gioca una parte determinante nella ricerca del serial killer.

“Clancy tenta di evitare Joe, ma poi tocca Katherine e allora avverte che qualcosa di brutto sta per accaderle”, dice Poyart. “Katherine è il motivo per cui Clancy prende parte al caso e, chiaramente, diventa per lui un po’ una sostituta della figlia che ha tragicamente perso. Man mano che si va avanti, vediamo che lui cerca di fare con lei quello che non era riuscito a fare con la figlia.”

La Cornish è dello stesso parere. “Il rapporto tra Katherine e Clancy rispecchia quello di un padre con la figlia, mettendone in atto tutte le dinamiche e mostrandone tutte le profondità” ha detto. “Lavorare con Anthony Hopkins è stato un momento speciale per me. La sua esperienza e la saggezza sono state preziosissime. Mi sento incredibilmente fortunata ad aver avuto l’opportunità di lavorare con Anthony e di poter imparare da lui. Costantemente ha dato un valore aggiunto ad ogni momento sul set, impegnandosi sempre. Ha preso a cuore il film e il percorso dei nostri personaggi.”

Prendendo parte al caso per proteggere Katherine, Clancy sta cercando di salvare una seconda volta sua figlia – un’emozione forte che non diminuisce, anche se sono sulle tracce dell’assassino chiaroveggente. In realtà, il senso di protezione di Clancy nei confronti di Katherine fa parte del piano elaborato dal serial killer – esattamente quello che sapeva e voleva che accadesse.

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