gli scrittori di strada – tratta da “HOMELESS IN MY SOUL”

homeless-in-my-soulgli scrittori di strada si fanno masticare dalla vita
a volte vomitare
gli scrittori di strada si fanno ferire dalla vita
freneticamente a volte lentamente
gli scrittori di strada non fantasticano sulla vita
gli scrittori di strada sono vulnerabili
a volte ingenui
altre arroganti
altre ancora stupidi
gli scrittori di strada mangiano la vita
a volte a piccoli e a volte a grandi morsi
gli scrittori di strada non hanno futuro
ma un passato

nel tempo deserto e abbandonato della disperata umanità
gli scrittori di strada
tra i silenti pensieri
sono indifferenti all’unguentato lamento della superficialità
è un fatto alla fine tutti moriamo
ma troppi sono nati morti o muoiono prima della fine

(gli scrittori di strada – tratta da “HOMELESS IN MY SOUL”)

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Gianni Leone, fondatore
Essere antipatico è una vocazione. Non pretendo di dire la “verità” ma almeno limito le “stronzate” cosa che non riesce alla maggior parte degli “Italioti”… Ho sentito una chiamata… come una voce… quasi una visione mistica, prendere vita dal fango dei pensieri altrui, dall’idiozia “melmosa” e collettiva, dalla superficialità dei vuoti a perdere, dall’indifferenza dei molti, dall’apparente ed insignificante “sensibilità” dei frequentatori dei social, dalle battaglie fatte dietro uno schermo e con un click… HO deciso di scrivere una rubrica, cattiva, anzi cattivissima ed antipatica: GLI ITALIOTI...E ALTRI "IOTI"... Non vi preoccupate sputo su tutti, compreso me stesso… nessuna distinzione…