The Founder, la storia

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THE FOUNDER racconta la vera storia di Ray Kroc, un venditore dell’Illinois, e del suo incontro con Mac e Dick McDonald, che negli anni ’50 avevano avviato un’attività di vendita di hamburger nella California del Sud. Impressionato dalla velocità del sistema inventato dai due fratelli per la preparazione del cibo e dalla folla di clienti attirati dal loro chiosco a San Bernardino, Kroc vide subito il potenziale per un franchising e fece di tutto per sottrarre la società ai fratelli creando un impero miliardario. Così nacque McDonald.

Michael Keaton interpreta l’anticonformista imprenditore americano Ray Kroc, che ha trasformato McDonald da un chiosco di hamburger a San Bernardino in un impero che ad oggi conta oltre 35.000 ristoranti in tutto il mondo.

Nick Offerman e John Carroll Lynch interpretano i fratelli Dick e Mac McDonald, la cui innovativa catena di montaggio aveva conferito efficienza industriale alla preparazione del loro menù costituito da hamburger, patatine fritte, frullati e bibite. Nel dinamico periodo del dopoguerra la gente non amava perdere tempo e chiedeva tutto a gran velocità.

Laura Dern interpreta Ethel, la prima moglie di Ray Kroc, e l’attrice Linda Cardellini la seconda moglie Joan Smith, inizialmente sposata ad uno dei primi affiliati di Ray.

Nel cast figurano anche Patrick Wilson nel ruolo di Rollie Smith, proprietario di un ristorante McDonald nel Minnesota, e B. J. Novak nel ruolo di Harry Sonneborn, il mago della finanza le cui innovazioni nel settore del franchising permisero a Kroc di strappare ai due fratelli il controllo della società.

THE FOUNDER è diretto da John Lee Hancock (SAVING MR. BANKS, THE BLIND SIDE) con la sceneggiatura originale di Robert Siegel (THE WRESTLER), prodotto da Aaron Ryder della FilmNation e da Don Handfield della The Combine.

Lo staff oramai consolidato che collabora da anni con Hancock include il Direttore della Fotografia nominato agli Oscar® John Schwartzman (JURASSIC WORLD, SAVING MR. BANKS), lo scenografo Michael Corenblith (SAVING MR. BANKS, THE BLIND SIDE), il costumista Daniel Orlandi (JURASSIC WORLD, SAVING MR. BANKS) e il montatore Robert Frazen (NON DICO ALTRO, SYNECDOCHE, NEW YORK).

Siamo nel 1954, Marilyn Monroe ha appena sposato Joe DiMaggio; Elvis Presley registra “That’s All Right” e “Blue Moon of Kentucky” per i Sun Studio di Memphis; il produttore Walt Disney ha quasi completato la costruzione del suo parco divertimenti ad Anaheim in California; la comunità di Levittown è oramai popolata dalle nuove generazioni. Mentre il paese vive il boom del dopoguerra, in Illinois, il 52enne Ray Kroc lavora come commesso viaggiatore per l’azienda Prince Castle, il cui prodotto di punta è il frullatore Multimixer utilizzato dai drive-in americani per preparare i frullati.

Ray viaggia ogni giorno per tutto il Midwest nel tentativo di vendere i suoi prodotti; ad attenderlo nella loro casa di Chicago c’è sua moglie Ethel, donna devota che ha supportato il marito e le sue continue iniziative imprenditoriali per tanti anni e che ha oramai esaurito la pazienza.

L’ordine di sei Multimixers da parte di un ristorante di San Bernardino in California attira subito l’attenzione di Ray. Quale ristorante necessita di fare 30 frullati alla volta? Così decide di andare ad incontrare Dick e Mac McDonald, i proprietari dell’omonimo chiosco di hamburger. Quando vede la notevole attività che i fratelli hanno messo in piedi, la mente di Ray inizia a frullare: è certo che il sistema ideato dai due fratelli – la catena di montaggio per la preparazione dei cibi e il menù semplice ma con prodotti di alta qualità – ha il potenziale per avere successo in tutto il paese diventando una presenza costante della vita quotidiana delle famiglie americane.

Prima di diventare ristoratori, i fratelli McDonald avevano lavorato a Hollywood durante la Depressione nel settore dei trasporti per la Columbia Pictures. Ma quando scoprirono il potenziale di profitto nel settore della ristorazione, lasciarono l’attività e aprirono un chiosco di hot dog ad Arcadia. Poi aprirono il loro primo McDonald nella vicina San Bernardino, dove il loro menu di 27 portate includeva ogni cibo immaginabile. Cercando di risparmiare denaro attraverso l’efficienza, i fratelli crearono un approccio rivoluzionario che chiamarono Speedee System. Il menù tipico dei drive-in a quel tempo costituiva un affare, così i fratelli McDonald ridussero il loro menù a pochi prodotti amati dalla maggior parte delle persone: hamburger, patatine e bevande analcoliche. Anziché un drive-in preferirono aprire un ristorante walk-up, dove la gente si metteva in fila in piedi per ordinare direttamente alla casse. La cucina fu strutturata e ottimizzata per garantire massima velocità ed efficienza nella preparazione del cibo.

In un primo momento i fratelli McDonald affidarono a Ray il compito di gestire il franchising. Dopo aver visto il progetto di Dick degli archi d’oro, Kroc insistette affinché ogni ristorante fosse caratterizzato da quel simbolo facilmente riconoscibile da tutti grazie ad un alone luminoso. Così gli archi dorati luminosi divennero un simbolo iconico di Pop Art onnipresente come una bottiglia di Coca-Cola o una lattina di zuppa Campbell.

Tornato a Chicago, Ray iniziò a cercare affiliati per aprire nuove sedi di McDonald. In breve tempo, Ray Kroc aprì 13 ristoranti intorno a Chicago e nel Midwest.

Dopo anni di duro lavoro, le cose finalmente procedevano bene per l’imprenditore; fu in quel momento che incontrò la moglie di uno dei suoi nuovi affiliati Joan Smith, una giovane e attraente donna dotata di uno spirito estremamente affine al suo.

Sebbene le operazioni di franchising avessero successo, Ray subiva una forte pressione finanziaria e personale sia per la piccola parte a lui spettante da contratto, sia per la sua impazienza per la lenta espansione dell’attività e la frustrazione per le limitazioni che i fratelli McDonald imponevano sul design e sul funzionamento dei ristoranti. Ray aveva per McDonald una visione di dominazione globale del mercato e non sopportava che i due fratelli di provincia lo rallentassero.

Fu allora che Ray incontrò il mago della finanza Harry Sonneborn, che gli consigliò di pensare a McDonald come un business immobiliare piuttosto che solo un’attività di vendita di hamburger; facendo così avrebbe potuto recidere i suoi legami contrattuali con i fratelli McDonald e garantire a se stesso profitti inimmaginabili. L’idea di Harry era semplice: Ray doveva acquistare i terreni dove sarebbero stati edificati tutti i futuri ristoranti McDonald per poi concederli in locazione ai suoi affiliati. Questa operazione avrebbe tagliato fuori i fratelli McDonald poiché avevano diritto unicamente sull’interno delle mura dei ristoranti mentre avrebbe garantito a Ray ricavi costanti.

Ray mise in pratica l’intelligente e scaltra idea di Harry e incassò la maggior parte dei profitti, tagliando fuori i fratelli McDonald. Nel 1961 Ray acquistò la quota dei fratelli McDonald e diventò l’unico proprietario, presidente e amministratore delegato. Fu così che costruì l’impero di fast-food diventato leggenda.

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