The Founder, gli archi dorati…

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THE FOUNDER vede nuovamente il regista John Lee Hancock a capo di un team di collaboratori con cui aveva già lavorato in film come SAVING MR. BANKS, THE BLIND SIDE e THE ROOKIE: il direttore della fotografia John Schwartzman, lo scenografo Michael Corenblith, e il costumista Daniel Orlandi. “Ci capiamo al volo, sappiamo già cosa pensa l’altro e questo fa sì che le cose procedano molto più agevolmente,” osserva Hancock.

Dopo aver collaborato con il regista in SAVING MR. BANKS e UN SOGNO, UNA VITTORIA, per il direttore della fotografia John Schwartzman questa è la terza collaborazione con John Lee Hancock. Aveva ricevuto la sceneggiatura mentre stava lavorando a JURASSIC WORLD e la storia lo aveva conquistato immediatamente. Durante la fase di progettazione e di individuazione dello stile e del tono da conferire al film, Schwartzman e Hancock hanno entrambi fatto riferimento ai film degli anni Settanta, considerato da entrambi il miglior decennio del cinema americano. Schwartzman dice: “Abbiamo optato per composizioni forti, un misurato movimento della cinepresa e inquadrature anamorfiche che permettono sia agli attori che al pubblico di spaziare nella scena piuttosto di venir guidati dal movimento della fotocamera.”

Per il look del film Schwartzman si è ispirato ad una miriade di fonti, dai dipinti di Edward Hopper al leggendario lavoro del direttore della fotografia Gordon Willis in UNA SQUILLO PER L’ISPETTORE KLUTE di Alan Pakula (1971) in cui lo spazio e l’illuminazione sottolineano il sottotesto drammatico del film. “I film di Willis e Pakula mi hanno sempre attratto, sono ben fatti senza eccessivi protagonismi. Era importante che THE FOUNDER non sembrasse eccessivamente stilizzato,” aggiunge il direttore della fotografia.

THE FOUNDER è il primo film che il nominato agli Oscar® DOP, conosciuto come uno dei pochi puristi del settore, ha girato in digitale. “Il budget del film non ci consentiva di fare diversamente”, ammette Schwartzman sebbene contento della superiore sensibilità alla luce del digitale. Schwartzman ha optato per telecamere Arri Alexa XT con lenti anamorfiche Panavision, con un rapporto di 2: 39: 1. Schwartzman ha incontrato il tecnico della Panavision Dan Sasaki, VP della Optical Engineering, per ottenere un set di “lenti imperfette” per far sì che l’immagine avesse maggiore somiglianza con quella tipica della pellicola a cui era abituato.

Michael Corenblith, venerato scenografo, è noto per la sua meticolosa attenzione ai dettagli. Due volte candidato agli Oscar® ha collaborato diverse volte con John Lee Hancock; alcuni dei film che li hanno visti lavorare insieme sono SAVING MR. BANKS, THE BLIND SIDE e ALAMO – GLI ULTIMI EROI. Avendo lavorato già a due film ambientati negli anni ’50 – SAVING MR. BANKS e L’ULTIMA TEMPESTA – Corenblith aveva a disposizione una vera e propria biblioteca di riferimento da cui trarre ispirazione. Con THE FOUNDER, così come con APOLLO 13 di Ron Howard, lo scenografo afferma di aver nuovamente potuto rivisitare quegli anni determinanti per la sua stessa vita.

“C’è una grande differenza tra l’America prima della seconda guerra mondiale e quella del dopoguerra. La visione di Kroc per l’espansione di McDonald attraverso il franchising è davvero in sintonia con quello che stava accadendo a Levittown e nei nuovi simboli e icone di quegli anni.” Questo è la tematica alla base della visione creativa dello scenografo.

Sebbene avesse a disposizione un vasto archivio di immagini per istruire al meglio i suoi collaboratori, ricreare il McDonald degli anni ’50 ha richiesto ulteriori ricerche. Ha visitato diverse volte lo storico McDonald di Downey, California, il terzo ristorante della catena ad esser stato aperto e il più antico ancora in funzione. Inaugurato il 18 agosto 1953, il ristorante ospita un museo con fotografie del tempo. Corenblith era alla ricerca di tutti i dettagli possibili per poter ricreare l’originale chiosco di hamburger aperto dai due fratelli a San Bernardino dalla forma ottagonale così come dell’iconico progetto degli archi d’oro che si innalzavano sopra un esterno piastrellato di rosso e bianco. “Ho avuto a disposizione i progetti, i manuali, molto materiale su cui lavorare e anche la grande fortuna di fare un tour all’interno dell’unico vero McDonald dal periodo. Ho scattato fotografie, preso misure, e verificato i colori in modo da poter meglio replicare gli archi dorati che nel 1950 McDonald stava per costruire ad Atlanta.

Ad occuparsi dei costumi è stato il collaboratore di Corenblith, il costumista Daniel Orlandi il quale aveva anch’egli lavorato su diversi film ambientati negli anni ’50 e ’60, tra cui SAVING MR. BANKS di Hancock. Ha creato il look di Ray Kroc, quello dei fratelli McDonald, così come delle due donne di Ray. Orlandi nota che mentre SAVING MR. BANKS è stato “un po’ più colorato,” l’idea per THE FOUNDER è stata quella di dare un aspetto “non in costume”. Volevamo che sembrasse molto reale e naturale.” Prendendo spunto da immagini d’archivio che ritraevano persone comuni degli anni ’50 piuttosto che dalle pagine di riviste di moda o di GQ, il suo metodo è stato quello di utilizzare veri vestiti del periodo, permettendo così agli attori di entrare ancor più nei propri personaggi. Il film si svolge tra i primi anni ’50 e i primi anni ’60, quindi i costumi si sono dovuti “evolvere” diventando pian piano più allegri e freschi.

La variazione ed evoluzione della palette dei colori è evidente negli abiti delle due donne di Ray, Ethel Kroc e Joan Smith. Il costumista voleva che Ethel mostrasse l’importanza che dava al suo abbigliamento e all’aspetto mentre Joan doveva apparire come una bellezza naturale. “Ray incontra per la prima volta Joan in un locale dai toni scuri e molto sofisticato; non c’è nessun colore sulla scena fino a che non appare lei in un abito rosso brillante. È come un faro luminoso.” Orlandi dice che anche il personaggio di Ray Kroc subisce una transizione, passando dagli outfit ampi e dai colori caldi del suo primo periodo degli anni ’50 ad abiti più eleganti, attillati e scuri nel periodo in cui incontra Joan Smith e inizia a fare soldi.

I fratelli McDonald indossano abiti più tradizionali, tipici della classe operaia e concepiti per essere comodi. “Pantaloni a pieghe, scarpe comode, camicia e cravatta per i due fratelli, mentre per il personale di cucina del McDonald, divise con cappelli di carta, camicie bianche e cravatte di cuoio (bolo tie).” Durante le ricerche Orlandi ha anche trovato su eBay un cappello vintage di un membro del personale di McDonald e scoprendo che l’azienda produttrice era ancora in attività, li ha contattati per produrre circa 100 cappelli McDonald del 1950.

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