Prima edizione del Festival “Cervello&Cinema”: programma

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Ore 19.00 – Uno o più scienziati introducono il tema del film spiegando le più recenti acquisizioni scientifiche in materia.

Ore 19.30 – Inizio film.

Moderatori:

Viviana KASAM, presidente BrainCircleItalia.

Giancarlo COMI, direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale – INSpe e dell’Unità di Neurologia, Neurofisiologia Clinica e Neuroriabilitazione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.

Lunedì 27 marzo

Prof. Carlo Caltagirone (Università di Tor Vergata, Roma):

Ma il cinema, lo hanno inventato i neurologi?

Prof. Vittorio Gallese e Prof. Michele Guerra (Università di Parma):

Identificarsi in un film: il ruolo dei neuroni specchio

A seguire, proiezione:

Persona (I. Bergman, 85’)

Martedì 28 marzo

Prof. Alice Mado Proverbio (Università di Milano-Bicocca), Germano Manco, psicologo psicoterapeuta:

Perché il cervello ricorda meglio i cattivi

A seguire, proiezione:

Il Clan (P. Trapero, 108’)

Mercoledì 29 marzo

Prof. Alberto Priori (Ospedale San Paolo, Milano), Letizia Leocani (Ospedale San Raffaele,Milano):

Elettroshock per guarire il cervello: une terapia che sta tornando di moda

A seguire, proiezione

A Dangerous Method (D. Cronenberg, 99’)

Giovedì 30 marzo

Marco Strano (Criminologo, direttore scientifico del Lie Detection LAB di Roma)

La scienza può riconoscere il cervello che mente?

A seguire, proiezione:

L’amore bugiardo (D. Fincher, 149’)

Venerdì 31 marzo

Simona Argentieri (psicoanalista):

L’identità sessuale e cervello

A seguire, proiezione:

Ti guardo (L. Vigas, 93’)

Sabato 1 aprile

Prof. Giancarlo Comi (Ospedale San Raffele, Milano):

Il cervello plastico

A seguire, proiezione:

Go now (M.Winterbottom, 107’)

Domenica 2 aprile

Prof.ssa Marilù Gorno Tempini (Università della California, san Francisco):

I segreti della memoria

A seguire, proiezione:

Alla ricerca di Dory (A. Stanton, A. MacLane, 97’)

PROGRAMMA DETTAGLIATO

Inaugurerà il Festival, lunedì 27 marzo, in una serata da non perdere, il professor Carlo Caltagirone, direttore scientifico del IRCCS Santa Lucia di Roma, con una vera e propria provocazione per i cinefili. Sostiene infatti che il cinema non è stato inventato dai fratelli Lumière, con quel loro famoso spezzone del treno che entra nella stazione di La Ciotat, ma dai neurologi, che ben prima scattavano foto dei loro pazienti affetti da problemi motori, e le proiettavano in sequenza velocissima sullo schermo, ottenendo un effetto molto simile alla pellicola. E mostrerà alcuni di questi esperimenti cinematografici ante litteram, spiegando come fin dall’inizio neuroscienze e cinema sono legati.

A seguire, i professori Vittorio Gallese e Michele Guerra parleranno di cinema ed emozioni. Coautori del libro “Lo schermo empatico” (Raffaele Cortina Editore), che analizza il rapporto tra visione e sistema motorio, alla luce della scoperta dei neuroni-specchio, di cui Gallese è protagonista insieme al professor Giacomo Rizzolatti, ma anche degli studi in campo psicoanalitico, Gallese e Guerra parlano di “simulazione incarnata” per descrivere il rapporto tra visione e reazione fisica dello spettatore. Seguirà la proiezione del celebre film Persona” di Ingmar Bergman, un capolavoro assoluto che infrange i limiti della rappresentazione cinematografica nel rapporto di progressiva simbiosi e vampirizzazione reciproca delle protagoniste.

La seconda serata, martedì 28 marzo, è dedicata alla cattiveria, e vedrà come relatrice Alice Mado Proverbio della Università di Milano-Bicocca, la cui ricerca riguarda i processi per cui il cervello ricorda meglio le facce dei cattivi, e in generale le informazioni negative, forse perché sono più rilevanti per la propria sopravvivenza (così è sempre stato sin dagli albori della storia dell’umanità), con lo scopo di difendersi da potenziali offensori o nemici (appartenenti ad altri clan), o da persone che si erano già macchiate di varie colpe, o da persone potenzialmente pericolose. Oltre all’aspetto fisico, grande rilevanza è data dalla mente umana alle qualità morali di una persona che vengono rappresentate (sotto-forma di un pregiudizio negativo) nella corteccia prefrontale mediale sinistra, tanto più attiva quanto più il personaggio viene descritto come immorale o socialmente pericoloso. Insieme a Mado Proverbio, Germano Manco, psicologo psicoterapeuta, parlerà di come il diventare cattivi corrisponda, più che ad un fattore ontologico, ad un processo adattativo che massimizza i vantaggi o quantomeno minimizza gli svantaggi, nell’economia psichica del singolo individuo.

Il film che segue la conferenza, Il Clan, di Pablo Trapero, parla di un gruppo di cattivi per eccellenza: una famiglia argentina dedita ai rapimenti di persone facoltose, con premeditata uccisione dell’ostaggio una volta incassato il riscatto. È una storia crudele, basata su una vicenda reale, che affronta il problema del male e della connivenza al male con assoluta maestria.

Mercoledì 29 marzo, uno straordinario film di David Cronenberg, A Dangerous Method, che racconta gli albori della psicanalisi come alternativa all’elettoroshock, apre al dibattito sulle nuove terapie per curare alcune malattie neurodegenerative, basate sulla stimolazione neurotranscranica con corrente diretta, una forma non invasiva e perfezionata di elettroshock, che si sta rivelando molto utile nella cura di alcune malattie neurodegenerative, fino alla Deep Brain Stimulation, la cura più all’avanguardia per il Parkinson e i disordini del movimento, la, che consiste nell’inserire stereotassicamente un elettrodo all’interno del cervello e trasmettere così impulsi elettrici alle zone danneggiate dalla malattia. Ne parlerà il professor Alberto Priori, direttore della III Clinica Neurologica presso l’Ospedale San Paolo di Milano, insieme a Letizia Leocani, professore Associato di Neurologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e group leader clinico dell’Unità di Neurofisiologia Sperimentale e del Centro di Stimolazione Magnetica Intracerebrale (MAGICS Center) IRCCS Ospedale San Raffaele.

Serata appassionante per pubblico di ogni tipo quella di giovedì 30 marzo, dedicata alla menzogna. Il film è un classico, L’amore bugiardo, di David Fincher, storia di una incallita mentitrice che scompare per incastrare il marito con l’accusa di omicidio, salvo poi tornare a casa accusando di stupro un uomo che lei aveva sedotto. Una storia piena di colpi di scena, fino alla fine, condotta con maestria dal regista sempre sul filo della duplicità. A raccontare che cosa succede nel cervello di un bugiardo, e come si può tentare di smascherarlo, un relatore di eccezione: Marco Strano, Criminologo, direttore scientifico del Lie Detection LAB di Roma.

Le devianze sessuali sono il tema della serata di venerdì 31 marzo, con un film ambiguo e appassionante, Ti guardo opera prima del regista venezuelano Lorenzo Vigas, che ha vinto l’anno scorso il Leone d’Oro a Venezia. È la storia di un uomo apparentemente gentile e normale, in realtà voyeur pedofilo e omosessuale/omofobo. Raccontato con grande maestria, senza mai sfociare nella volgarità e nella pornografia, il film è un capolavoro psicologico. A commentarlo sarà una grande psicoanalista appassionata di cinema, Simona Argentieri, autore di un celebre libro su psicoanalisi e cinema, “Freud a Hollywood”, che parlerà di identità sessuale, un tema oggi estremamente di attualità, soprattutto nelle giovani generazioni.

Go now, in programma sabato 1 aprile, racconta senza vittimismi, anzi in modo vitale e combattivo, la storia di un giovane uomo che scopre di essere affetto da sclerosi multipla, affrontando le vicissitudini emotive legate alla scoperta della malattia, non solo per il protagonista ma anche per chi gli sta intorno a e gli vuole bene. Un film delicato, onesto, che non cade mai nel patetico, e trova anzi momenti di umorismo, allegria e anche sessualità. Sui nuovi orizzonti della terapia per la sclerosi multipla e le malattie neurodegenerative legate al sistema motorio, parlerà uno dei massimi esperto in Italia, il professor Giancarlo Comi.

E per chiudere, domenica 2 aprile, un capolavoro che non smette di divertire e commuovere, pur affrontando un tema serio e doloroso: la perdita della memoria. Alla ricerca di Dory è un film di animazione prodotto l’anno scorso dalla Pixar, campione di incassi in tutto il mondo, ma spesso considerato film per l’infanzia. E invece è basato su serie ricerche scientifiche e affronta un tema, quello di convivere con la perdita di memoria, che affligge oggi un numero sempre maggiore di persone, a causa anche dell’invecchiamento della popolazione. La coraggiosa pesciolina Dory e le creature marine che incontra sulla sua strada sono un esempio di solidarietà e accettazione che toccano il cuore e insegnano una importante lezione di umanità. Della memoria e dei suoi segreti parlerà Marilù Gorno Tempini, che dirige il laboratorio di Linguaggio e Neurobiologia presso il Memory and Aging center della prestigiosa Università della California di San Diego.

Tutte le info sul sito e sulla pagina Facebook di Brainforum.

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