Lo Studio Prima Linea, come nasce “La tartaruga rossa”

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Il nostro studio, che ha uffici sia a Parigi sia ad Angoulême, di solito si dedica alla realizzazione dei propri film, lungometraggi e cortometraggi della Prima Linea Productions. Tuttavia, il progetto La tartaruga rossa di Michael Dudok de Wit, che nell’estate 2010 ci svela Pascal Caucheteux di Why Not, ci entusiasma immediatamente. Guardando l’animatic e i fotogrammi di riferimento a colori disegnati da Michael Dudok de Wit, abbiamo la convinzione di trovarci di fronte a un progetto eccezionale. Evidenza che si rafforza ancora di più quando incontriamo Michael. Dunque, proponiamo di farci carico della costruzione del film con una struttura di lavoro per noi inconsueta, basata su una piccola squadra che lavora più a lungo del solito e un’organizzazione che permetta al regista di supervisionare in modo diretto gli animatori e gli scenografi. La visita del signor Suzuki nel nostro studio è per noi un vero e proprio evento.
Per definire il grado di esigenza artistica, per adattarsi al metodo di lavoro di Michael e per essere in grado di precisare un costo minimo ragionevole, le società di produzione, Studio Ghibli, Wild Bunch e Why Not ci accordano una fase di prove che inizia nel gennaio 2011 nello studio parigino dove Michael si reca ogni giorno. La tecnica individuata in questo stadio è un disegno tradizionale realizzato su carta. I piani delle sessioni di testing servono come riferimento: stile dell’animazione, aspetto del tratto, scelta degli strumenti, elaborazione dell’immagine nel compositing, eccetera. Devono anche servire a convalidare le quote che intendiamo tenere. Esaminiamo a lungo la strutturazione dei team insieme a Michael, abituato fino a quel momento a lavorare da solo o con una squadra molto piccola. Questa fase gli permette dunque di misurare con precisione quello che, in ciascuna tappa del processo, potrà ancora essere modificato e quello che invece non potrà più essere cambiato nella lavorazione di un lungometraggio.
Il lavoro di finalizzazione di Michael sull’animatic induce Pascal Caucheteux a proporre il concorso di un co-sceneggiatore. L’incontro con Pascale Ferran è fruttuoso.
Nel settembre 2011, i 5 piani delle sessioni di testing sono conclusi e nel gennaio 2012, l’animatic è ultimato. In autunno organizziamo per Michael una visita ad Angoulême (dove progettiamo di installare la lavorazione di La tartaruga rossa) in occasione di una festa organizzata dalle squadre del film allora in fase di realizzazione, Loulou, l’incroyable secret.
Durante la visita, riusciamo a suscitare l’interesse di Michael per la tecnica tradizionale di animazione disegnata su schermo tattile così come viene impiegata per Loulou, l’incroyable secret. E così Michael riparte per Londra con una tavoletta Cintiq per delle prove per le quali lo assisteremo a distanza via Skype.
La produzione viene avviata nel luglio 2013, inizialmente con un piccolissimo gruppo di artisti scelti con la massima cura. I layout delle scenografie possono cominciare, malgrado il disegno della vegetazione, che Michael non ritiene ancora essere abbastanza solido in base alle sue prime ricerche, richieda ulteriori sviluppi, come pure il personaggio della donna. Poi si passa all’animazione con l’arrivo di Jean Christophe Lie che entusiasma in modo particolare Michael. Abbiamo un’altra occasione per scoprire fin dove si spinge il perfezionismo di Michael e come il suo sguardo arrivi ad abbracciare l’intera totalità degli elementi del film, fino nei dettagli più sottili.
Bisogna aggiungere all’elenco delle peculiarità del progetto, l’elevatissimo numero di effetti speciali del film che interagiscono a vari livelli con l’animazione, tra cui numerose onde, risacche, tempeste che hanno ritmi e intensità accuratamente dosati a seconda dei momenti del racconto, e al contrario il ridotto numero di inquadrature del film, 651 per l’esattezza contro circa il migliaio abituale, che hanno quindi una lunghezza media importante, al di sopra dei 7 secondi. Per le zattere e le tartarughe vanno realizzati dei modelli in 3D che devono servire come base dei disegni agli animatori. E si fa strada l’idea dell’utilità di un video di riferimento per gli animatori, dal momento che ogni minimo movimento deve essere ragionato e nulla, né la piega di un indumento né un’ondulazione dei capelli, deve essere lasciato al caso.
Michael desidera che il lavoro di ciascuno sia condiviso dall’intera squadra e dunque organizziamo una proiezione settimanale di tutti gli elementi approvati nel corso della settimana, che si rivelerà presto un rituale importante per l’intero team. La produzione trova finalmente la sua velocità di crociera, sotto la guida di un capitano sempre coinvolto e attento al lavoro di tutti.
Con una certa regolarità, arriva un gruppo di tre documentaristi olandesi per filmare uomini e donne all’opera insieme a Michael, in vista della realizzazione di un documentario che testimonierà dal vivo il clima intimo di questo lavoro di lungo corso.
Nel 2015, durante il Festival di Annecy, una presentazione del “making of” permette a Michael di alzare il velo su La tartaruga rossa in una sala piena di spettatori commossi dalla presentazione delicata che fa della sua creazione, partendo dalla sua origine tra le mura dello Studio Ghibli.
Nel maggio 2015, l’équipe del compositing è a Marcinelle, in Belgio, dove sarà raggiunta qualche settimana più tardi dal team di realizzazione e dagli altri artisti che si occupano di finalizzare i disegni dell’animazione, delle ombre e degli effetti speciali.
Il compositore della colonna sonora del film, Laurent Perez del Mar, viene confermato. Si avvicina la data del montaggio definitivo e ci sono da sviluppare molte partiture musicali.
Novembre 2015 arriva in fretta, ma tutto è pronto per il montaggio finale. La maggior parte dei quasi cento collaboratori che sono stati necessari alla lavorazione del film ha quindi concluso il lavoro. Davanti si apre l’ultimo capitolo prima di quello dell’uscita del film: quello della post-produzione, che riguarda in primo luogo la creazione della banda sonora, effetti, ambienti e presenza dei personaggi, che vengono realizzati negli auditorium di Piste Rouge. È anche il momento della rifinitura dell’immagine per mezzo del colour grading digitale da Mikros e della registrazione delle musiche definitive prima del missaggio finale previsto per l’inizio del 2016.
Questa bella avventura giunge a termine, ma riserverà ancora molte gioie, vedrete! Finalmente concluso, il film si rivela agli occhi di coloro che lo hanno accompagnato come quanto meno all’altezza dell’intensità che il suo «autore-creatore-disegnatore-regista» ha saputo infondergli.

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