Indigeni del Sud America condannano la mancata protezione delle tribù incontattate come “genocidio”

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Gli Zo’è sono una tribù molto isolata, contattata con la forza negli anni ’80. Molti di loro sono morti di malattie verso cui non avevano difese immunitarie. © Fiona Watson/Survival

29 organizzazioni indigene da tutto il Sud America si sono incontrate in Brasile per criticare i governi che non hanno saputo proteggere le vite e le terre delle tribù incontattate – una situazione che, dicono, equivale a un genocidio.

I rappresentanti delle tribù di Brasile, Colombia, Paraguay e Venezuela hanno partecipato a una grande conferenza ospitata dall’organizzazione brasiliana CTI a giugno.

La conferenza ha condannato “la crescita esponenziale” della violenza contro i popoli indigeni di tutto il continente e ha descritto la mancata protezione adeguata dei territori dei popoli indigeni incontattati come un genocidio.

Il Brasile è stato recentemente al centro delle critiche per i tagli all’agenzia degli affari indigeni, il FUNAI. Questi tagli, particolarmente quelli che riguardano le squadre di agenti che proteggono i territori degli indigeni incontattati, lasciano le tribù pericolosamente esposte alla violenza degli esterni e a malattie come l’influenza e il morbillo verso cui non hanno difese immunitarie.

Il paese si distingue per aver ricevuto due condanne penali per genocidio: entrambe per crimini contro i popoli indigeni. La convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite è stata firmata 69 anni fa, nel dicembre 1948.

Un senatore brasiliano sta proponendo al Congresso un nuovo progetto di legge – volto a tutelare i popoli incontattati – che dovrebbe riconoscere tutti gli ingressi non autorizzati nelle terre delle tribù incontattate come violazioni della “legge sul genocidio” del paese. Tuttavia gli attivisti temono che gli stretti legami dell’attuale governo con la lobby dell’agrobusiness potrebbero ostacolare gli sforzi per creare una protezione più solida.

Il senatore, Jorge Viana, è dello stato di Acre che ospita molte tribù incontattate e popoli come i Sapanawa, che furono costretti a un primo contatto nel 2014.

Tutti i popoli incontattati rischiano la catastrofe se la loro terra non sarà protetta. Survival International si batte per rendere le loro terre sicure, e dare loro la possibilità di determinare autonomamente il proprio futuro.

Fonte: www.survival.it

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