Oltre l’intervista. Salomè: una venere ”Social Mente Pericolosa”

1822

Dicembre alle porte, mi son armato di maglioncino e ombrello dato il breve ma totalitarista inaspettato acquazzone romano che pareva ingoiare l’Urbe da un momento all’altro.

Oggi missione Venere. In una metropolitana che pare un mercato di Istanbul, arrivo a Piazza Risorgimento. Incontro la tanto nominata Venere Trasparente: Salomè da Silva. Appena uscito dalla catacomba futurista della metropolitana trovo un venticello che sembra far rinascere un sole rosso da Medioriente. Mi appare un eterno femminino bruno ma luminoso un’immagine fatta di aria e di nuvole con un sorriso fresco e timido su di un viso che pare aver già ispirato anche pittori e scrittori per le sue proporzioni .

Salomè è già arrivata, in anticipo forse per educazione o per garbo innato, tradisce una certa semplicità d’immagine infatti si presenta con un vestito blu chiaro accollatissimo con sopra un giubbino di Jeans. Appare come una giovane donna che lavora, ma il suo viso, semplicissimo è totalmente armonico da ispirare l’Eden in un bar a Piazza Risorgimento anche se le piante dietro di lei son quelle di un dehor e non di un paradiso primordiale.. Il viso della giovane Romana porta un Dna antico e grintoso. Il padre è Joao batista da Silva Calciatore di serie A che ha transitato in Italia prima nella Lazio e poi nell’Avellino fino a inizi anni novanta. Un fenomeno negli ottanta post Falcao, anche se la sua storia fu diversa. Celebre l’involontario calcio all’inguine di Maradona a questo atleta estroso e fuori da dagli schemi dalla carriera da alterne fortune ma ricordato ancora oggi dai tifosi. Agli allenamenti una volta si presentò con una mercedes pagoda nera da collezione da cui sbucò con una scimmietta in braccio.

La forza, Salomè è nascosta ma c’è, si sente, è solo celata dietro i grandi occhi da cerbiatta di un nocciola mielato che va trasformandosi in un verde oliva asseconda dell’umore come fossero dei camaleonti. L’educazione e la buona cultura si capisce che fanno parte di lei senza sofismi o preziosismi, pare molto risoluta intellettualmente parlando. Le origini di questa giovane artista l’han portata tanti anni a vivere l ’estate nella parte più storicamente greco spartana d’Italia. In quella Puglia ormai terra amata da Hollywood e Madonna e Merryl Streep per il mix greco-turco italico che contiene, ed eletta nuova costa azzurra.

Affrontiamo entrambi senza parlarne, il mite inverno romano e ci sediamo ad un tavolino esterno del bar, dove ogni passante sofferma lo sguardo su questo viso, le donne incuriosite la guardano. Salomè è una ragazza come le altre ma non è una ragazza come le altre, si è molto attraente, ma pare questo pare non importarle, forse le pesa. La pelle ha dei bagliori perlacei, lei è ritrosa e inizialmente timida, fa dei sorrisi avvolgenti che illuminano un volto la cui venusità il maquillage può solo attenuare. Una venustà a tratti gioiosa a tratti enigmaticamente tradita dall’ironia feroce e internazionale.

Della sua forza celata dietro la folta chioma bruna ma con bagliori corallo, e il corpo sottile, proporzionato e atletico. Forse solo Alberto Moravia potrebbe argomentare con un indagine su questo meraviglioso Enigma.

Ironia e bonarietà ma anche guerriera al bisogno. Io penso che solo a Roma possa esistere un femminino cosi antico e cosmopolita insieme.

Una giovane mora cordiale che potrebbe essere la figlia del dirigente del piano di sopra che chiacchera con la portiera e saluta e sorride educata a tutti, ma in lei qualche fioco bagliore fa intravedere il DNA dello spettacolo e non solo per fotogenia, lo si sente e basta.

Dunque all’amore per la cultura e per gli sport si deve aggiungere l’ eredità pugliese, l animo levantino, poi da non dimenticare il tutoraggio teutonico cioè l’educazione del patrigno, il marito della madre, Helmut Berger star austriaca celebre in tutto il mondo per la bellezza diabolica e una carriera fatta di film internazionali incredibili. Icona di Luchino Visconti ma celebrato da opere di De Sica, a Coppola, di Chabrol e Losey . Film in tutto il mondo, fascino e trasgressione gridata, tra jet set e lusso: solo un segreto tenero aveva “il bellissimo mostro del cinema “ il suo nome era Salomè .

Questa bambina bellissima e tenerissima ,ERA PAZZA PER LA COCA COLA, aveva colori caldi e italici tutt’ altro che teutonica e ricordava crescendo al grande attore la collega amica Florinda Bolkan icona di fascino degli anni 70. Lo splendore discreto da cui tentiamo di trarre dei segreti, delle emozioni e dei sogni pare essere lontano anni luce da etti di cosmesi, botox o altre diavolerie; gli atteggiamenti da vamp paiono lontanissimi da questo viso fermo nel tempo che tutti decantano. Sfaccettato e mobile come deve essere quello di un’attrice: a tratti esitante e a tratti determinato, timido e risoluto. Siamo ancora alle parole di circostanza e ai sorrisi educati ma vediamo accendere delle candele all’interno del locale. Sono le diciannove .

Mi dico che “ il rito abbia inizio”. E mi dico Esploriamo l’intelletto di questa PROFESSIONISTA dello spettacolo che alcuni dicono sia tra i visi più belli e naturali di Roma.

Salomè, tua madre attrice di Prosa e regista pose un il veto che eri bimba: mai lo spettacolo , raccontaci il cammino periglioso di una bambina che vuol diventare attrice ?
Sono sempre stata convinta della mia scelta, nonostante gli ammonimenti di mia mamma, forse ho avuto due mentori di rispetto la casting internazionale Sheila Rubin, amica di mamma, che proprio in casa colse e disse “ la stoffa artistica “ma anche il mio patrigno che da rigida star vecchio stampo mi ha incoraggiata a modo suo.

Helmut Berger attore internazionale e famosissimo per i suoi film e il suo stile di vita diciamo sulfureo ti ha cresciuto, ma che figura è stata per te ?
Dolcissimo, difficile da credere ma dolcissimo, pensa che mi fu raccontato da amici che mi parlava già dalla pancia di mia madre (ride). Essendo stato per tanti anni vicino alla mamma prima delle nozze, e poi suo marito, pensa (ride) andava persino a parlare coi i miei professori, per dirti che impegno sentiva. Per farmi ridere una volta a capodanno si infilò i gamberetti nel naso in bocca e ai lati del naso, tipo il gambero della sirenetta, era affettuoso molto e io l’ ho sempre considerato parte della mia famiglia, fino a quattro anni fa le sue telefonate in piena notte non mi stupivano. Helmut però non regala niente a nessuno e nei primissimi impegni artistici mi ricordo le sue parole inflessibili, che non ammettevano risposta ‘’tu il copione lo devi vomitare”. Tutti possono pensare a Helmut Berger come una creatura fascino genio e sregolatezza ma io l’ho vissuto nel privato come uomo , bellissimo si per carità, ma anche severo, per lui il motto era “ prima il dovere poi il piacere”, mi spingeva all’arte si, ma anche alla professionalità già giovanissima.
Sicuramente è stata bravissima mamma a non farmi mai vedere comportamenti di lui inadeguati a una bambina.

Giovanissima molti stilisti han provato ad averti come testimonial di sfilate da Lancetti a Egon Von Furstenberg . Lo ricordi?
Son state esperienze belle ma circoscritte, ero giovanissima e molto seguita dal genitore. Io ho sempre sentito la necessità di esprimermi, essendo una timida. Poi credo che la tendenza a creare uno spazio differente sia una necessità , più che un capriccio per alcuni. Io l’ho sentita da subito come una seconda natura. Ho fatto anche alcune pubblicità, mi fermarono già a quindici anni fuori da scuola per far la pubblicità della Coca cola, con Greg Jordan, da li tante pubblicità da Flector, Samsung Wave3, all’acqua minerale Boario ,..tante davvero, ma recitare per me è vivere. Dare e ricevere, dare al personaggio e ricevere dal personaggio degli spunti esistenziali per cui non ti dico quanto ho studiato, ma col piacere di farlo sempre.

Quando arrivano i primi lavori in televisione?
Arrivano con le fiction Lui e Lei per la Rai e Ho sposato uno sbirro, in entrambe protagonista di puntata. Nella prima ricordo Enrico Muti e Vittoria belvedere nella seconda il bravissimo Flavio Insinna , esperienze bellissime davvero.

Sei stata a Miss italia?
Si Antonello, ma nel contempo mi arrivò la fiction.

Una passione forte della tua vita?
Son indecisa tra la danza classica e i dolci….(risata) (la risata adamantina la trasforma per un attimo e pare una creatura fatata dei boschi) . Sicuramente però preferisco l’equitazione, amo molto i cavalli, in egual misura i cani e tutti gli animali [Regala un sorriso fresco]

Sembri una ragazza che ama leggere, sbaglio?
Amo leggere e scrivere si, ho anche scritto degli articoli e testi di canzoni per me. Leggere per me è innanzitutto sognare e viaggiare. Il colpo di fulmine l’ho avuto con l’Ulisse di Joyce …Da li ho cominciato a capire il potere delle parole che tu ben conosci. Il fascino misterico delle parole, la loro forza liberatrice e tramutatrice. Le favole, i racconti. Forse l’arte della scrittura senza arrivare alla summa letteratura è qualcosa che potrebbe veramente Salvare i giovani. Credo che il leggere e lo scrivere sia ancora oggi importantissimo per la propria evoluzione. Mi spaventano molto “i nativi digitali” per loro il “virtuale” è realtà e spero non lo diventi per tutti. Credo che creare, che sia scrittura o teatro o cinema, sia crescere, non solo culturalmente ma anche umanamente. Poi per me che son sempre stata una timida, è stata la coperta di Linus che tagliata con impegno diventa un vestito per uscire allo scoperto.

Hai una fisicità di un certo tipo, e sei sempre stata nell’ambiente del cinema cosa ne pensi del ciclone di rivolta contro Weinstein?
Penso che la gente abbia solo paura di rivolgere lo sguardo verso qualcosa di molto brutto. Delle donne parlano di cose molto pesanti che coinvolgono la propria capacità decisionale, solo un abuso di potere quando va a finire bene. Infine è un abuso fisico quello che credo spaventi e terrorizzi tutti, tanto da farlo metterlo in dubbio per reazione. Ma è doveroso parlarne, bisogna parlarne, in qualche modo è in atto un movimento internazionale che colpisce un sistema in parte malato. Quello che vedo accadere da noi, a differenza che in America e che si sta cercando chi dice la Bugia non dove sia la verità. Alcuni dicono ‘’ma perché parlano ora?’’ ma io risponderei che la verità non è mai vecchia. Poi le persone che hanno parlato di questi fatti, se veri, molto dolorosi, hanno parlato di se stesse anche in precedenza essendo per lavoro pubbliche, quindi questo non deve stupire, son persone abituate ad avere un rapporto di impatto col pubblico.

In merito a questo anche tu hai vissuto qualche brutto momento?
Si l’ho vissuto anche io. Giovanissima, una mia ex agente, per altro agenzia seria e nota, mi fissa un provino, forse ero ancora minorenne, era con un regista di cinema abbastanza giovane. La sede era posta come fosse una specie di negozio su strada. La mamma mi accompagna ma le dico di non entrare per non essere scambiata per la ragazzina attaccata alla mamma. Mia madre acconsente e mi aspetta al bar sull’angolo. Per fartela breve c’era un piano sotterraneo in quell’ambiente e li mi fecero scendere lui e un assistente che poi evidentemente andò via. A un tratto il regista mi disse che saliva a fare una telefonata. Ritornò quasi subito quando dopo un bel po’ che ero lì, da sopra sento un fragore incredibile. Era mia madre che venendo a cercarmi, dato che sotto il cell era isolato, aveva visto sigillate tutte le saracinesche e con l’aiuto del barista stava facendo il finimondo. Contrariato e aggressivo il regista salì, obbligato letteralmente da mia madre ad aprire la saracinesca. Mia madre era una leonessa fuori di sè. Io ero confusissima pensa che non mi ero neanche accorta che una volta scesa nel piano interrato qualcun altro, era salito per una telefonata e aveva chiuso le porte e abbassato le saracinesche. Poi col tempo ho pensato che sarebbe potuto anche accadere come step successivo che, mi si offrisse qualcosa da bere per stordirmi, questo non lo saprò mai, certo è che un regista dovrebbe sempre avere accanto almeno un aiuto regista…. Io dico meno male, e W la mamma …perché io ero davvero ragazzina, la mia fortuna è sempre stata l’essere molto seguita nel mio percorso artistico da una madre che questo mondo lo conosce bene. Sebbene ritengo che questo abuso del proprio potere riguardi vari settori. Ci son donne che non hanno la prontezza, ma lo steso vale anche per gli uomini, che hanno fragilità legate alla paura e subiscono il potere. Dare lezioni su casi di questo tipo mi pare assurdo, non siamo tutti uguali, ognuno fa storia a se e reagisce a suo modo. Ripeto bisogna cercare la verità non massacrare chi parla, uomo o donna che sia.

#Social Mente Pericolosa si annuncia come uno spettacolo bomba… raccontaci qualcosa…
Si volentieri , l’ho scritto a quattro mani con Francesca Berger è uno spettacolo divertentissimo che prende in giro con dei caratteri da farsa i social e loro meccanismi sociali, ma anche una cascata di dialetti delle nostre regioni e di accenti stranieri che sono la mia passione. Io penso che “passando dal selfie ognuno si sente più simile a se stesso, e all’immagine di se che vuole dare agli altri’’. Intanto si perde di vista la realtà vera, gli incontri e tutto diventa virtuale’’. Mi sento portata per la commedia in genere.

Il Cinema?
Il cinema… ho fatto delle cose, ma sento che quello che sogno arriverà…. ho fatto anche doppiaggio per Star Trek ,Battleship , Sauvages (Oliver Stone), e molti corti e lungometraggi poetici e molto belli. Ho anche rifiutato tanti ruoli , per me il cinema è troppo importante come mezzo espressivo e artistico, avrei potuto farne tanti, ma è stato meglio non farli.

Cosa vuoi dire al pubblico italiano e romano di MondoRaro?
Vi aspetto dal 12 al 17 dicembre a teatro, solo per voi sarò
#Social :-) Mente Pericolosa al Teatro Petrolini, di Roma in via Rubattino,non potete mancare.

Mi saluta con un sorriso e dice che deve scappare, Wow penso, mica male come analisi sociale post Almodovariana. Un viso cosi naturale che mi perdo a pensare che abbia solo bisogno di un regista che lo trasfiguri. Un ovale che ricorda a tratti la classicità pensosa con cui venivano ritratte certe Dee dai pittori preraffaelliti, ma è un filo più antico sembra una reincarnazione della ieratica e lunare Silvana Mangano ,indimenticabile idolo cinematografico e creatura misteriosa ma con un guizzo di Audrey Hepburn. I capelli scuri tendono al rame per esigenze sceniche, ma paiono una selva che può diventare una notte senza luna. La pelle di alabastro sotto la massa dei capelli tradisce una natura segreta, un Dna spartano e italianissimo insieme. Trapela un mistero femminile insondabile. Emerge tradizione tra idealismo e fierezza. Una giovane professionista poco incline ai compromessi. Una forza sotto l’imperturbabilità. Come un fuoco tenue una brace che lancia bagliori .
Allontanandomi da Piazza Risorgimento verso Cola di Rienzo penso e ripenso alla sua frase “la verità non è mai vecchia!”

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here