Biagio Arixi: uno scandaloso candore

Biagio Arixi è assolutamente un incontro avvincente per chi come me scrive e credo per chi ancora lo deve scoprire per il suo valore. È la sintesi fra l’Arte della scrittura (narrativa e poesia) e la mondanità a livello internazionale. La grande mondanità, la sua è quella in cui gravitavano intellettuali come Moravia e Vip del gotha dello spettacolo come Rudolf Nurejev o Lisa Minelli.
La mondanità nei settanta e negli ottanta è diversa da quella di oggi, non ex veline o prezzemolini di liti da salotto televisivo, e Biagio ha avuto anche un mentore d’eccezione, il più grande visagista del mondo, Gil Cagnè.
Cagnè oltre ad essere stato il truccatore delle star di Hollywood (Lana Turner, Ava Gardner, Bette Davis ecc..) e direttore artistico della Max Factor divenne poi il PR della mondanità col suo splendido locale il Jackie O.

Un Night dove si incontravano Sergio Leone, Scorsese, Robert De Niro oltre a tutte le star del cinema Italiano insomma un tempio di una Roma che possiamo solo immaginare.
Biagio accanto a Gil si muove nella notte e viene abbracciato dagli artisti e incoraggiato da Gil che lo presenta come poeta, il suo viso da ragazzo diviene familiare a tutti prima ancora di scrivere. “Biagio il poeta “diventerà anche uno scrittore acclamato e amato visceralmente dalle celebrità e dalla gente comune.
Poi l’astrazione della poesia emergerà in Sale quotidiano (1979), Polvere nera (1980), Diverse giovinezze (1982), Violenza immaginaria (1984), Grandine (1986), Piacevole punizione (1989), Le vie del cuore (1996), Cayba d’amor – Poesie scelte (2001) premio Poesia Camaiore Speciale Giuria 2002 e L’amore è libertà (2007).
Sia Alberto Moravia sia il grande Dario Bellezza entrambi suoi grandi amici, lodavano i suoi lavori.
Sarà la Musa della poesia che toccherà per prima però il cuore dei lettori, con la premiata raccolta Polvere nera
Maria Luisa Spaziani dirà di lui e di Polvere Nera “ La poesia di Arixi . non è di facile ricezione. Affermare una cosa simile a proposito del più chiaro e limpido dei nostri poeti potrà sembrare a dir poco strano a chi abbia letto qualche stia primizia, a chi lo veda come un liliale, quasi un naif che inutilmente, e con patetica grazia, vuole ricordarci su quali “interni di proibito” fioriscano le sue bianchissime corolle striate di malinconia.».
Poi arriva la favola celeberrima che lo fa atterrare, Il mago innamorato dove metaforizzando il problema dell’ambiente narra di Insetticida, un ridente villaggio, dove abitava Cloro, un mago che da anni
terrorizzava adulti e bambini. Egli amava a tal punto la solitudine che, grazie ad una pozione magica, oscurò il villaggio intero che dominava.
Arriva il grande pubblico per il nostro scrittore conquistato dalla fantasia, e dai sogni… le foglie secche divennero teli volanti di seta. Il libro verrà adottato in molte scuole italiano e tradotto in tutto il mondo.
Tra favole e poesie e tentazioni si divide l’estro di questo grande artista Biagio con la prosa ha toccato anche elementi roventi senza paura celebre  la sua trilogia scarlatta .Il primo libro è “figlio di un vescovo” dove si narra del figlio di un sacerdote e crea uno dei romanzi scandalo degli anni novanta.
Un prete indegno e infine spietato, dedito agli amori, al furto e all’accumulo di danaro, capace di tutto. Un romanzo scandaloso e demoniaco, dove le contraddizioni e le passioni dell’animo umano la fanno da padrone. Un vescovo padre a dir poco imperfetto. Tematiche incandescenti molto avanti per i tempi(di almeno vent’anni ).
Biagio incurante dello scandalo e dedito alla sua personale morale di artista e di uomo limpido  continua la Trilogia con Peccati scarlatti dove indaga I Vizi capitali che insidiano l´animo umano  e le dissolutezze, desideri e proibite vie dei sensi nella sua amata Sardegna, un susseguirsi di Lussuria, Ira, Gola, Superbia, Invidia, Accidia e Avarizia.
Continuerà i viaggi agli inferi dell’anima con Il riflesso storia di uno scrittore che potremmo dire perverso.
Ma arriva per Biagio la felicissima pagina della narrativa tra Fascino e Arcaismo tutto al Femminile con Strega Plebea e Donne per niente. Nel primo due storie di donne tra passioni e sortilegi, vittime del tempo che passa e del maschilismo. Con lo stupendo Strega Plebea emerge mistero e passione, in una Sardegna arcana tra oscurità e volti antichi dove si dipana la vita di una giovane alla ricerca non facile di sè stessa.