I Compari

Ho il piacere di cominciare una speciale rassegna dedicata al regista Robert Altman di cui la settimana scorsa ho iniziato a vedere diversi film, e, per cominciare, questa sarà una settimana tutta dedicata a lui; dalla prossima settimana l’appuntamento sarà ogni weekend.
Come primo film ho scelto di recensire I Compari con Warren Beatty e Julie Christie.

Recensire…per un regista come Robert Altman la parola recensire, potrebbe risultare alquanto riduttiva, diciamo che ho deciso di dire la mia sul film che reputo uno dei più belli da lui diretti.
Vi dirò la verità, ho sempre avuto un rapporto difficile con il cinema di Robert Altman, e questa rassegna è un occasione speciale per conoscerlo e magari riscoprirlo, anche perché prima ancora che mi decidessi a cominciare ad approfondirlo, la classica scintilla non era ancora scoccata.
Devo dire però che grazie a questa mia decisione mi sto ricredendo su di lui, si può dire che lo sto conoscendo davvero, e questa è una cosa che mi rende molto felice.
McCabe & Mrs Miller, questo è il titolo originale de I Compari, racconta la storia di due persone che rifiutano di vendere la loro attività, una casa di tolleranza da alcuni brutti ceffi che vogliono rilevarla, e così la storia sfocerà in tragedia perché sia il primo che la seconda non vogliono cedere.
Mrs Miller che con la sua casa di tolleranza ci vive, non intende darla a quei capitalisti, l’unico che è dalla sua parte è proprio John McCabe…ma le cose non andranno come vogliono loro.
Con I Compari, Robert Altman dirige un film western dal sapore drammatico, in cui sceglie di non trincerarsi nei soliti cliché dei film western, introducendo varie soluzioni capaci di essere allo stesso tempo narrative e innovative.
La cosa sorprendente è che in un certo senso riesci ad affezionarti ai protagonisti, e devo sinceramente dirlo che la sua eroina, è una vera donna con le palle, nonostante il mestiere che fa.
Warren Beatty, ci regala un personaggio all’apparenza avido e approfittatore, che invece si dimostrerà differente da come appare la prima volta, una persona che conosce e capisce i sacrifici che gli altri fanno per mandare avanti un attività, ma non è solo questo il motivo per cui difende la casa di tolleranza: lui si è innamorato di Constance Miller, e non intende cedere a quei bastardi ciò che hanno costruito insieme.
E’ anche la storia di un uomo, che suo malgrado costruisce la sua ricchezza grazie alla sua figura di sanguinario.
Robert Altman al contrario, non disegna la figura di un uomo cattivo, potrebbe sembrarlo, ma in realtà è una persona che ci viene presentata a poco a poco, per tutta la prima parte John McCabe sembra uno scapestrato mercenario che farebbe di tutto per racimolare soldi, invece poi il cineasta americano, ne tratteggia la figura umana, e la personalità compresa la sua psicologia mettendo in risalto varie sfaccettature.
Per un Western, un ampliamento psicologico e narrativo dei personaggi è cosa alquanto inusuale e certamente innovativa.
Il film scorre velocemente, e sinceramente mi è piaciuto, grazie a una regia piuttosto attenta nel delineare dettagliatamente qualsiasi sfumatura del racconto, facendone quasi un capolavoro.
Sto imparando a voler bene a Robert Altman, si è capito dalla cura che sto avendo per questa recensione.
Comunquesia il film è consigliatissimo almeno da parte mia, se amate i western e non vi fate problemi magari potrebbe piacervi, se invece siete ancorati al western cosidetto classico, potreste storcere il naso.
Io vi assicuro che non l’ho storto.
Per me è un grande film. Punto.
Voto: 8