Marina Crescenti la bionda del noir e Luc Merenda vanno a briglia sciolte…

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Marina Crescenti è un’ottima scrittrice che ha sempre privilegiato nei suoi libri l’omicidio a tinte noir anni 70.
Luc Merenda un attore che il pubblico italiano ha amato e seguito come pochi altri, nonostante sia francese, forse per il suo indiscutibile charme o forse per un cognome italianissimo.
Tutto è cominciato per un libro precedente della bionda scrittrice, un testo che tiene svegli dal titolo esaustivo è troppo sangue anche per me.

Un omicidio avvenuto a Pescara. Dove l’omicida usa bisturi che sembrerebbe risalire al periodo della guerra. E deposita nel ventre delle vittime una miniatura di Barbie, smembra i corpi, nasconde i macabri ritagli. Le indagini sono affidate al commissario Narducci, chiamato anche Luc per una certa somiglianza con Luc Merenda. Il volto duro ma statuario di Merenda compare in copertina aprendo il cuore a migliaia di fan italiani del noir e poliziottesco che fremono, Luc non lo hanno mai dimenticato, non si può.

Dal loro incontro è nato un libro intervista bellissimo. Luc Merenda A briglia sciolte. Marina crescenti attraverso un testo di facile lettura ma veramente sagace riesce, attraverso un intervista botta e risposta profonda e ironica insieme, a toccare tantissime tematiche. Si staglia gigantesco un identikit del bel francese che qualsiasi donna ha sognato e qualsiasi uomo ha invidiato.
Luc merenda non poteva non essere un personaggio già di suo dai suoi primordi, di ottimi natali con una madre ineffabile perché coraggiosa e indomita, santa e guerriera e un padre costruttore futurista, geniale e fuori dagli schemi e persino una nonna accanita vincitrice al tavolo verde.

Vivace e precoce , trascorre un’infanzia dorata ad Aghadir dove riesce persino a far un prova di coraggio contro un montone infuriato in tradizione marocchina, e ha solo 12 anni. Viso scolpito e ciuffo ribelle, dopo un ritorno alla città più traumatico e borghese, un’adolescenza e giovinezza inquieta e errabonda complice il suo incredibile viso scolpito moderno e spietato che lo fa diventare controvoglia un modello fotografico a New York, il fisico proporzionato e atletico fanno il resto. Potere della fotogenia arriva il primo film in Brasile OSS 117 prend des vacances, dove è un tenebroso agente Cia nella seconda guerra mondiale. Farà circa 50 apparizioni tra film e film tv è l’inizio di una potente carriera.
Marina Crescenti diviene lei stessa una commissaria e fa un interrogatorio ma dolcissimo, fermo, allegro e materno all’attore. Moltissime son le italiane che avrebbero voluto coccolare, ed essere protette da Luc, il tutto Sfrecciando a cento allora su una Porsche con una pistola nascosta nel cruscotto. Potere del fascino fisico e non solo fisico, nel libro Merenda appare un cervello complesso e affilato.
Non è un caso che Fernando Di Leo cineasta cult di Tarantino e non solo abbia fatto dell’attore una sua icona assoluta con ben quattro film (persino Tarantino prenderà Luc nel cast di una sua produzione, in quanto suo fan) Tinto Brass ha saputo in Action (un film d’arte veramente interessante sul mondo del cinema), guardare dentro Luc il suo rimpianto di essere considerato da tutti un corpo da preda. Alain Delon è da sempre un francese troppo elegante e completamente privo di ironia agli occhi del maschio italico. Luc è stato da subito invece amato come un’icona di velocità e carisma, aggressività e ironia. Il super uomo da fumetto che si cala nella realtà dei mortali. Anche in film comico grotteschi e campioni d’incasso come Cattivi Pensieri, I Pompieri o Superfantozzi: Tognazzi, Banfi e Villaggio, i tre numeri uno della comicità italiana, nei film han dovuto ricorrere a Luc per parere più brutti e goffi. Bellone scavezzacollo che tutte le mogli dei miliardari sognano con Tognazzi, colonnello inflessibile a tratti sadico con il mitico Banfi e infine biblico Adamo, brizzolato ma super sexy, che fa apparire Paolo Villaggio nudo ancor più tondo un fumetto di Fellini al confronto con la sua statuarietà.

Leggendo il bellissimo testo della Crescenti si capisce quanto Luc somigli ai suoi personaggi e come susciti nella feroce gente di cinema ammirazione e invidia. La bellezza Merenda pare averla sempre addomesticata e tollerata con semplicità da subito, c’era …punto. Tanti colleghi paiono aver cercato di non farlo emergere da subito; Delon o Steve Mac Queen nei primi film paiono forse mettergli velatamente i bastoni tra le ruote, ma è difficile fermare una porsche che arriva dove deve arrivare.
Luc uomo pare deciso e impavido ma come tutti gli artisti pieno di buchi neri dietro un sorriso smagliante. Sfaccettato come un diamante: carattere coriaceo e competitivo ma anche un generoso: un puro di cuore. Appaiono almeno dieci Luc nel libro e tutti ugualmente suggestivi per il lettore. Uno nessuno centomila vale sempre per gli artisti di razza Pirandello docet.
La Crescenti arriva dolcemente ad esplorare rabbie e disillusioni di un uomo che è sempre stato considerato bellissimo tra le bellissime. Ornella Muti, Edwige Fenech, Zeudy Araya, persino Milva e chissà se le Divine si accorsero di cosa attanagliava nell’interiore l’attore professionalissimo e “super-figo”, un novello Tyrone Power dei feroci e liberi anni 70. Luc si muoveva artisticamente tra macchine guidate pericolosamente sparatorie e drammi morbosi e sensuali. Bellezza e ferocia queste erano le due componenti fisse di quasi tutti i suoi personaggi ma dietro Marina Crescenti ha trovato tanta sensibilità: un uomo che ama l’arte, che ama gli amici, il fantasma della mamma ineffabile e luminosa insomma a tratti indecifrabile, ma anche un uomo provocatorio e dissacrante. Petto villoso e atletico, ma nessun pelo sulla lingua sui colleghi e sull’Italia talvolta difficile da capire e da assecondare.
Il mondo del cinema emerge in tutta la sua folle ferocia e creatività, decine di attori vengono dipinti in delle spruzzate di acquerelli mirabili, tanto che un cinefilo anni 70 può solo cadere in visibilio nella lettura.
Un viaggio a Cinecittà negli anni settanta il libro è un biglietto per un bellissimo film sul cinema nel cinema narrato da un protagonista acuto e sentore per niente schiavo delle sue glorie passate ma concentrato sull’essenza del vivere un po’ gigione e anche un po’ filosofo (il testo è prodotto da BloodBuster una meravigliosa realtà milanese per tutti gli affetti da cinefilia patologica e collezionistica)
Il cinema è lontano? ma neanche tanto… per i suoi fan Luc è sempre Luc; magia dell’invenzione di Monsieur Lumierè. Recentemente parlando con la moglie di un altro attore bellissimo degli Anni 70 internazionale e ormai anche lui mito, io accenno a Luc Merenda e mi dice solo “ero innamorata di lui”. Ovvio che l’attore a questo punto non posso dire chi sia, non alimentiamo altre gelosie….

Marina Crescenti ha realizzato un atto di amore per il cinema dei 70, un cinema libero fatto da gente libera di testa, un libro che non può mancare a chi vuol guardare dietro la sagoma dei cartelloni del mitico Nick Ezard.

Mia vita a briglie sciolte, La

 

1 COMMENT

  1. Sono di parte, ma non posso resistere. Antonello il tuo pezzo è bellissimo, ti faccio una montagna di complimenti. Marina

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