Quattro chiacchiere con Luc Merenda: frutto proibito del cinema Italiano

Intervistare un mito come Luc Merenda è stata una bellissima esperienza: gentile, vero, di gran classe, spontaneo ed al tempo stesso profondo, un puro, nonostante sia ancora la star dei sogni dei cinefili nostalgici di tutta Italia e non solo.
La sua bellezza mascolina ha fatto epoca, anzi lui stesso ha creato un tipologia maschile con la sua fisicità: capelli lunghi e lisci, viso scavato, zigomo forte, fianchi stretti, spalle atletiche, sorriso sardonico e occhi di brace sotto folte foreste di ciglia scure.
I suoi film son tutti dei cult come i suoi personaggi; scolpiti e dinamici, forti e ironici a volte anche polemici. Chissà tra tutti questi ruoli cosa è spuntato di questo incredibile attore, forse qualche confessione in chiave artistica attuata dalla sua incredibile poliedricità d’attore…
Luc Merenda sicuramente è fra gli interpreti che più hanno influenzato il poliziesco ma non solo, tra film d’arte e commedie, film sperimentali e pochade, la sua carriera contiene molto davvero, per chi ne conoscesse solo una parte consiglio di leggere il bellissimo libro A briglia sciolte. Perché? Per far un viaggio di solo andata nei magici 70 seduti in una Porsche alla cui guida spericolata col ciuffo all’aria c’è lui: Luc Merenda.

Luc cosa l’ ha spinta a voler parlare della sua incredibile vita in una biografia italiana? lei che è stato un bel misterioso del cinema, forse nostalgia dell’Italia’?
La Nostalgia dell’Italia è enorme. Sentivo cose strane quando ho scoperto l’Italia mi son sentito come in Marocco a casa, i profumi, i colori, il calore della gente. Mi pare di essere andato in Italia per riscoprire il Marocco (dove l’attore ha vissuto l’infanzia con la famiglia)

Lei ha lavorato con donne importantissime per il cinema italiano da Ornella Muti a Zeudy Araya, dalla Fenech a Milva, Valentina Cortese, Daryl Haddon, Ursula Andress con quale di queste le piacerebbe fare una serata di ricordi e risate?
La tua domanda è solo un’offesa a quelle fanciulle divine, è impossibile fare una scelta, diciamo che son sette come i giorni della settimana e farei un miscuglio di tutte queste creature fuori del comune .Per creare una DEA SUPREMA.

Lei è diventato un’icona con di Leo nel mondo del noir ma ha veramente arricchito il cinema italiano di personaggi pieni di carisma ci può dire un personaggio che le piacerebbe riprendere tipo trent’anni dopo per farlo rivivere e approfondire?
Son domande complicate e se devo rispondere non rispetto tutti registi con cui ho lavorato, né umanamente ne professionalmente .Nick Hezard e il Conto è chiuso .Son due casi in cui il soggetto stupendo di per sé è arricchito da dei cast incredibili ai massimi livelli di grandezza umana e professionale.

Oggi se le chiedessero di interpretare un vecchio cattivo, brutto e malvagio, come è successo ad Alida Valli che da bellissima ragazza prima star italiana a Hollywood, dopo in un certi ruoli della sua carriera dopo i 50 anni interpretava senza problemi donne anziane e cattive, la intrigherebbe?
Brutto?Bruttmondò vuoi dire? Ride…(lo chiamavano anche così il nostro l’attore nei settanta)
Quando ho girato Il Conto è chiuso il personaggio era così bruttissimo, terribilissimo, distruttivisissimo sai io italianizzo le parole sempre…(ride). Per cui un personaggio così avendolo fatto da più giovane mi piacerebbe interpretarlo anche adesso con l’esperienza in più che ho adesso

Di cattiveria?

Vai a sapere…

Lei è di ottimi natali sia sua madre che suo padre li descrive con grande ammirazione, creativi, puri anticonformisti chi dei due ha amato meno la sua scelta di intraprendere la carriera del cinema?
Mia madre, temeva che sarei affogato in questo oceano tumultusoso. Mia madre era una specie di Madre Teresa. Invece mio padre essendo totalmente artista e non poteva che divertirsi della mia carriera che avrebbe potuto fare anche lui. Mio padre era talmente creativo: dipingeva, scriveva, creava moda tirava fuori diec i idee al giorno e poi le realizzava. Lui si divertiva molto della mia scelta, che poi non è stata una scelta, ma il cinema stesso che mi ha scelto. ( vedi articolo)

L’ambiente del cinema pare essere fortemente competitivo ai suoi tempi, dal suo libro lo si evince, lei ha spaziato tra Francia e Italia è più duro l’ambiente del cinema francese o quello del cinema italiano?
In Italia c’è una generosità e un’ accoglienza incredibile nei confronti di stranieri e oriundi. In Francia dove ho lavorato in cinema e in televisione c’è una invidia tremenda anche di piccoli nomi verso quelli più grandi, molto molto forte. La luce di Roma mi ha fatto sentire a casa mia da subito e questa luce l’ho sentita anche nei film.
in Francia magari le donne ti guardavano e si si davano la gomitata” ecco Merenda “in Italia se ti ammirano ti vengono a conoscere volentieri, ti vogliono parlare. La gente ha una gentilezza non una gelosia verso l’attore. Un’aria sana si respira in Italia, ecco, non di mediocrità ;la veracità del mondo del cinema in Italia si traduce in gentilezza. Poi la cinematografia è sempre stata incredibile e anche le superstar come Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio o Enrico Maria Salerno non avevano bisogno di giocare a far le Superstar mai, per essere davvero delle superstar.

Marina Crescenti descrive un Luc Merenda forte, competitivo indistruttibile ma estremamente romantico, idealista. Ci dice un film che ha visto e che le ha toccato l’anima e magari l’ha fatta piangere?
Sto riflettendo ma è molto difficile rispondere perché sono tanti i film, oggi ti darei un nome domani te ne darei un altro. Ho pianto anche sicuramente per due o tre film, perché il mio stato d’animo era lo stesso del film. Ma non lo ricordo..

La ringraziamo per la squisita disponibilità
Grazie a te Antonello