Il mondo di Eva Robin’s… oltre l’Eden

Eva Robin’s è la primadonna di un pubblico che farebbe venire gli incubi a Freud? Non credo… perché da vicino il suo viso di angelo è ancora più luminoso. Negli anni questa bolognese impavida e solo apparentemente indolente comincia da giovinetta col cinema e poi da celebrata cover girl transgender di giornali come Playboy, Playmen, Photo, Max, diviene un personaggio Tv scandaloso e seducente. Dopo le trasmissioni Araba Fenice, Matrioska, Primadonna è davvero lanciata: tantissime ospitate, interviste e tanto Jet set.
Ma mentre tante colleghe televisive finiscono nel dimenticatoio o nel mondo delle vendite dei materassi e degli accessori in orari improbabili, lei studia sodo, umile e decisa; in una decina di anni viene incoronata come una attrice di richiamo e d’arte, ed eccelle nel mondo forse più difficile dei sottomondi dello spettacolo: il Teatro.
Uno scrittore non può rimanere indifferente al percorso di un bambino grazioso, che si chiamava Roberto:
Il timido adolescente delicato di viso ma fragilino che in quel di Bologna fine settanta diventa una bionda misteriosa dal volto alla Eva Kant e dagli occhi di cerbiatto con un leggero e sublime strabismo di Venere che rende ancora più venusiano un viso tra l’angelico e il noir. Un mix, Eva, a cui gli uomini non vogliono rinunciare, ma pare neppure le donne.
Dario Argento in Tenebre la trasfigura nella ragazza del trauma. Una inquietante e seducente giovinetta che domina dei ragazzi su una spiaggia e come una strega li punisce anche fisicamente.
Il maestro mondiale dell’Horror vide in Eva (ancora Coatti) del fuoco sotto la cenere?
La bionda che tutti vorrebbero incontrare segretamente nella silenzio di un ristoro alpino deserto, vanta oggi un vasto repertorio teatrale tra la controcultura politica e il classico.
Questa incredibile creatura è nata con il cinema e con la carta stampata tra il sexy e la cronaca, dal rotocalco all’eco dei quotidiani fin dall’inizio sono tutti appuntiti sulla sua bellezza seminatrice di dubbi sessuali nei moralisti più segretamente assatanati, ma nelle interviste domina la dialettica forbita e spietata della divina creatura.

Oggi il suo flessuoso corpo da mannequinn passa nei teatri più importanti di Italia con Todo sobre mi madre di Almodovar (suo fan) al il Frigo di Copì da Il Mercante di venezia, al Il giardino dei Ciliegi, ma anche la televisione non si stanca mai del suo fascino suadente ed ipnotico e spesso la chiama sulle sue poltrone, dove la sua voce dispensa consigli tra l’ironico, l’ erotico e l’esistenzialismo.
Se Jane Fonda sul suo essere in forma costruì un impero, nel mondo di Eva è scontato essere desiderabile sempre… Il suo volto continua a creare vertigini cardiache quando la telecamera la scruta. Nel cinema è passata in film internazionali. Dopo Argento un altro maestro del cinema la vuole è Damiano Damiani questa volta accanto a Elliott Guolt in un ruolo autobiografico una Musa ambigua… il film è lo splendido Gioco al massacro, poi è lei la chiave nel film belga Mascara di Patrick Konrad accanto a star mondiali come Charlotte Rampling e Sarrazin dove eccelle in un ruolo tragica e incantevole diva di un Music Hall che diventa un teatro di morte… Ancora bellezza che cela il pericolo nei suoi personaggi.
Persino Alessandro Benvenuti la vede ne La voce umana di Cocteau (del suo pigmalione il grande regista Andrea Adriatico) e le cuce un film commedia romantico sull’incredibile carisma dolce ma feroce di Eva il film è Belle al bar, la pellicola diviene campione d’incassi e il film diviene la rivelazione e la liberazione sessuale/sentimentale del 1994/95. Tempi in cui Guadagnino forse non chiamava nemmeno se stesso col suo nome. Da allora i ruoli di Eva in cinema e in televisione diventano un poco cloni di questo grande successo anche se col suo fascino e professionismo li cesella sempre in modo diverso e abbagliante.
Alla Robin’s che vive tra opere pittoriche, teatro, tournee, copioni e gatti, pare non sia mai interessato diventare un simbolo politico tipo Luxuria, forse Eva vuol essere semplicemente e disperatamente una Musa per esteti e creativi, dunque vive lavora sodo, lotta per far arte ; il suo esempio è già forse una vita politica.
Creare, ispirare, recitare dipingere (è anche pittrice: inquietante e dotata di grandi estri e rapide sintesi) questo è il mondo rarefatto e tagliente di Eva
La tribuna politica non si addice proprio al suo fascino sofisticato ma al contempo solare. Dal vivo spesso l’attrice svela la soave ragazza della porta accanto, ebbene la vedete un’artista dell’estetica come lei a litigare con un politicante sudato e super retribuito? Dato l’intelletto a Eva basterebbe una battuta per mettere in difficoltà il sudato arraffone di turno ma questo non è cinema non è teatro, non è pittura, è solo il meschino mondo dei così detti normali.