Quattro chiacchiere con i Phantomatica… voglia di live

Cosa vi ha spinto verso la musica?
Ognuno di noi può avere la sua personale motivazione ma credo che un elemento comune sia la voglia di evadere da una realtà sempre più imbruttita dagli eventi, la musica è e deve essere una scarica di adrenalina e di emozioni positive, quindi è un ottimo rimedio naturale a tutto questo.

Quali sono i lati positivi e quelli negativi nell’essere musicisti?
La nostra esperienza come musicisti è per ora molto blanda quindi è difficile rispondere però posso dire con assoluta certezza che il giorno che troverò un aspetto negativo allora sarà meglio smettere e fare altro.

Raccontateci un po’ del vostro percorso artistico…
Abbiamo iniziato nel 2008 suonando cover come la maggior parte delle band appena nate, passavamo a suonare da “Come Togheter” dei Beatles a “Master of Puppets” dei Metallica, dopo breve tempo abbiamo deciso di scrivere le nostre prime canzoni lavorando per trovare una identità e quello è stato un periodo molto complesso durato anni.
Per noi non si è trattato di dire “ehi siamo un gruppo punk, tiriamo fuori un riff e facciamo questa cavolo di nuova canzone!”. La diversità di generi musicali che ci appassiona e che ci ha segnato sin dagli inizi con le cover doveva essere il nostro marchio di fabbrica e non è per niente facile creare una buona ricetta mescolando ingredienti contrastanti tra loro anche se ad un’attenta analisi lo sono meno di quanto sembri.
Comunque nel giro di qualche anno di prove su prove siamo arrivati a produrre il primo EP nel 2014 con cui, grazie ad una collaborazione, abbiamo avuto l’opportunità di andare a San Pietroburgo nel maggio 2015 ad aprire per i Guano Apes, dopo questa esperienza ci siamo messi subito al lavoro per dar vita al nostro primo album, un lungo processo durato ben due anni!
In tutto questo tempo l’attività live è stata sempre molto esigua, purtroppo la musica inedita nella nostra zona è stata massacrata soprattutto dai tributi, per farci conoscere e stare qualche volta in più sopra un palco abbiamo partecipato a qualche concorso, ma arrivare primi per la giuria e poi scivolare terzi e perdere (cosa capitata più di una volta) solo perché non ho portato tanti amici/parenti a votare per me (per farlo avrebbero dovuto pagare un biglietto o comprare un paio di birre) è veramente esecrabile.

Cos’è la musica per voi?
Riprendo in parte quello che ho detto all’inizio cioè che la musica è una scarica di adrenalina ed un susseguirsi di emozioni, ma aggiungo che è anche un mezzo molto potente per unire le persone più disparate, sarò sicuramente la milionesima persona che fa questa affermazione!

Parliamo di Look Closer: come nasce?
Vorrei poter raccontare una storia interessante ma non ce l’ho, Look Closer è nato giorno dopo giorno un pezzettino alla volta, nemmeno le canzoni che lo compongono erano state programmate sin dall’inizio e gli arrangiamenti di alcuni brani sono stati stravolti in corso d’opera, non avevamo un’ idea ben precisa di cosa poterci aspettare alla fine anche perché lavorare con un personaggio vulcanico come Fabio De Sanctis (che ci ha aiutato pure nella produzione e non finiremo mai di ringraziare) è stato come essere continuamente in balia delle onde,. L’unica cosa di cui eravamo certi era che volevamo confezionare della buona musica e questo credo siamo riusciti a farlo pur essendo un album autoprodotto e con pochissimi mezzi a disposizione.

Progetti futuri?
Non guardiamo troppo oltre, quindi nel breve termine posso dire suonare live, suonare live e ancora suonare live, è ora che la gente inizi a conoscere i Phantomatica ai concerti e non solo in un video di youtube o in mp3 sul cellulare, perché è nel live che si vede il vero valore di una band e si trovano nuovi fan.