Dalo, da bambino ad oggi, la musica nella mia vita

-Cosa ti ha spinto verso la musica?
In realtà è stato un incontro abbastanza naturale. Alle scuole medio ero bravissimo con il flauto per cui la professoressa mi mise a suonare la chitarra. Da li in poi non l’ho più lasciata. Iniziare a scrivere è stato un ulteriore evoluzione naturale: tornavo a casa e scrivevo su un foglio i miei pensieri. Venivano fuori già in versi. Credo sia predisposizione.

-Quali sono i lati positivi e quelli negativi nell’essere musicisti?
La cosa più bella dell’essere musicista è sicuramente la sensazione di libertà che ti da lo scrivere una melodia, un testo, una canzone. E’ una sensazione bellissima. Difficile da spiegare. Sicuramente tra gli aspetti negativi, invece, c’è il fatto che è molto difficile farsi ascoltare.

-Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico…
Dalo è nato per caso. Avevo abbandonato l’idea di avere un progetto solista per dedicarmi alla carriera di autore. Proponendo provini a diversi produttori ho incrociato la strada di Paletti. Lui mi ha fatto capire che le due cose potevano coesistere e che sarebbe stato un peccato che la mia espressione artistica più autentica venisse accantonata. Così mi ha spronato a scrivere questo disco.

-Cos’è la musica per te?
Linfa vitale. Ogni cosa ormai la vedo sotto-forma di musica. Dal mettere in moto la macchina la mattina a spedire una mail di lavoro. Dietro ad ogni cosa ci vedo una possibile espressione musicale. Mi viene naturale scrivere. Ho bisogno di tirar fuori tutti quei pensieri che fabbrico durante il giorno. Sono talmente tanti che se non li butto fuori rischio di impazzire.

-Parliamo di Ibrido: come nasce?
Come detto prima, nasce dopo aver incontrato Paletti. Il percorso è stato un bel viaggio interiore. Abbiamo lavorato sulla ricerca stilistica, sull’espressione. Prima scrivevo prevalentemente in modo tragico di cose tragiche. Paletti mi ha mostrato un altro punto di vista da perseguire. Si possono affrontare tematiche profonde in modo leggero, che non vuol dire superficiale. Sono felice di avergli dato ascolto e di aver trovato il mio modo di esprimermi.

-Progetti futuri

Nell’immediato l’obbiettivo è quello di suonare il più possibile per promuovere questo lavoro. Parallelamente sto riprendendo in mano il discorso autorale, è una strada che comunque vorrei percorrere. Sto scrivendo molto e qualche pezzo per il secondo disco è già stato steso.