Luciana, è un piacere averti su MondoRaro. Chi è stato il primo a notare la tua voce?
Mia madre, è morta giovane poverina. In casa mia cantavano tutti,  quasi come lirici, dilettanti lirici. Mia madre  era un angelo, mi accompagnava da Malavicina ai vari concorsi. Purtroppo in paese c’era un solo autista e questo autista appena ci mettevamo in macchina “scoreggiava” dall’inizio alla fine del viaggio. Delle puzze incredibili…. Un tormento [ride] ma era l’unico… Da piccola lo sapevo già a dieci anni della voce, perché partecipavo ai concorsi già a Campogalliani ed a Busseto.
Ho studiato con una impostazione dei fiati lirica, ma cantavo il blues senza saperlo. Io non lo sapevo cosa era il blues, ma cantavo così d’istinto. A quei tempi non avevamo la televisione in casa la comprò, poi mio padre la comprò a rate. Ovviamente poi mi son documentata ampiamente sul blues,  ma all’inizio cantavo semplicemente a modo mio… che era il blues l’ho scoperto al festival di Castrocaro dove vinsi nel 65. In seguito, nel ’66 partecipai a San Remo di diritto quale vincitrice di Castrocaro, con il brano “Dipendesse da me”. Oggi abbasso le tonalità, la corda vocale è il più piccolo muscolo, va allenato. A volte l’ho trascurato. Facendo più cinema e teatro.

Del mondo dello spettacolo chi ti ha riconosciuto “la patente” di grande voce davvero e in che occasione?
Quando  vinsi Castrocaro nel 65  con “Come ti vorrei” l’impatto con i colleghi non è stato carino. Ho sentito gelosie per la voce soprattutto. Dopo di me ai vari eventi nessuno voleva cantare, ci sarà stato un perché? Claudio Villa era in sala quella sera e lui si che era un big, mi ha subito amato per la mia voce. C’erano 15mila iscritti, ed io ho vinto su una rosa di 35. Quell’anno non è arrivato neanche Mino Reitano in finale ma uscì Pettenati.  Non era facile certo, ma vinsi. Ravera  l’organizzatore era un grande. Claudio era in sala e mi fece tanti complimenti divenne il mio padrino artistico. Mi incoraggiò sempre, amava il bel canto.
Vincenzo Buonassisi del Corriere della Sera, fu lui che mi disse “tu  canti il blues”… cantavo a modo mio, ma era tipo il canto degli schiavi neri nelle piantagioni, poi certo mi son documentata.

Cosa vorresti dire al pubblico giovane della tua nuova canzone di “Terra”?
Molti giovani non sanno che son cantante, lo sanno i loro genitori. Sai il “lallala”, della canzone l’ho inventata io d’istinto. Invento come i neri, son come una nera di una volta.

All’epoca ti paragonarono anche ad Aretha Franklin come voce, non male direi….
Che bambina eri ?

Una casinista, vivace molto solare, molto ardita, dicevo tutto quello che pensavo. Cosa che feci pure all’inizio della carriera, ero troppo naif, spontanea, è sbagliatissimo, insomma  ho chiuso la stalla quando i bui erano dentro .

La tua fisicità ti ha aiutato a farti riconoscere o ti è stata da ostacolo, all’inizio?
Mah caro Antonello, in alcune trasmissioni dei registi non mi hanno voluto, trasmissioni anche  grosse, di punta. Pensa che son nata sottopeso, era il forcipe, ha tribolato tanto, la mia cara mamma che è morta giovane, aveva fatto la mondina da giovane.

Mina  può piacere o non piacere ma in alcuni toni e estensione vi ricordate. L’hai conosciuta?
Si io lavorato con mina nel ’67 avevano fatto Serata. Lei cantava e poi  cantavo io, con  un gruppo all’Ariston, e lei quando son caduta quella sera s’è data da fare, è stata molto carina. Si molto carina, grande come persona anche. Peccato non averla più incontrata, è una vera.

Con i tuoi chiletti hai sempre avuto un viso dolce, chi ha curato la tua immagine?
Solo i gay, poi… All’inizio nessuno, io frequentavo molto i locali gay, avevo tanti amici mi accettavano, mi stimavano per come ero. Poi ci sono antipatici e angeli come sempre. Feci un primo cabaret di travestiti nel ’79, pensa che lungimirante… Col tempo mi aiutò Artemio, un grande stilista che faceva i costumi ad Amanda Lear. Ecco gli addetti ai lavori gay, mi prendevano per il mio talento, per loro bastava. Ho mostrato a Platinette da Costanzo la busta del disco, dove vestivo come lei 30 anni fa.

Per Playman Playgirl hai fatto la playmate, il fotografo delle dive Frontoni ti ha fotografato anche sexy e di te disse “Ho fotografato anche Luciana Turina, pesantina già allora, ma con un viso d’angelo”, lo ricordi?
Non si vedeva niente però erano ironiche. Avevo girato dei film con Ursula Andress, lei era molto amica di Angelo e scattò subito stima e simpatia, era davvero era un maestro del nudo, faceva immaginare e non si vedere tutto, molto sexy. Che risate, mi ricordo i suoi due aiuti per incerottarmi le tette, faticarono tanto…

Il tuo nuovo singolo “Terra” ce ne parli?
Per caso mi cerca Moreno Rossi tramite facebook e ci  iamo scambiati i numeri, tra le tante canzoni che mi ha proposto, ho scelto il pezzo “Terra”.
Per me è un ottimo autore. Una persona educata, dotata di talento e di parola.

Terra, lo si deve ascoltare più volte per apprezzarla davvero, cosa ti aspetti da questo singolo?
Vorrei far sentire che so cantare, non ho una multinazionale dietro come la Sony, ma ho voluto far questo pezzo lo stesso per ricominciare.

Gli addetti ai lavori per avere un’artista come te, oggi come fanno  per proporti, manifestazioni, serate, feste di piazza?
Con facebook… chi mi cerca, mi cerca mi trova.
Sai conto molto su di un libro dove racconto la mia vita esilerante un po’ magica e un po’ tragica.

Hai lavorato tanto con grandi colonne della comicità come  Pippo Franco, Ciccio e Franco, Lando Buzzanca. Chi è stato più solidale con te gli uomini o le donne?
Le donne non mi amano come gli uomini… non tutte… ho ricevuto più solidarietà dagli uomini.

Fellini ti cercò per Fellini Satyricon, quale il rapporto con lui?
Fu gentilissimo, ma lui mi voleva spogliare in Fellini Satyricon. Dovevo fare la maga, la bellissima maga Oenothea, condannata da un vecchio e bruttissimo stregone. Io tremavo, avevo dei complessi, poi la parte la diede a una magrissima Donyale Lun (fotomodella icona di Dali). Mi venne a vedere  in alcuni spettacoli al Piccolo del Brancaccio. Forse, capì che non son divertente se non mi sento a mio agio. Ma fu gentilissimo, mi fece tanti complimenti.

Secondo me, sei una delle ultime voci veramente nere nel panorama musicale italianoo, cosa vuoi dire ai lettori ed alle lettrici che seguono MondoRaro?

Che sono una cantante, anche se ho girato 38 film. Sono sincera, vorrei lavorare sia nel cinema, sia nella musica, dove posso ancora dare molto. Spero che “Terra” sia ascoltato e mi aiuti ad andare avanti.

Luciana, tu sei stata un pilastro della comicità al femminile, ci hai fatto tanto divertire con la tua verve incredibile, ci regali un racconto divertente, una cosa buffa che ti è capitata.
Antonello, dovevo avere diciotto anni ed ero così disperata per la mia linea (pesavo 129 chili), che volevo trovare un fidanzato ad ogni costo. Un giorno tornai a casa dai miei genitori, con un ragazzo albino, a cui probabilmente piacevo, a me però non piaceva; ma pur di rimediare alla situazione… Insomma, lo presentai ai miei genitori. Mio padre cominciò a squadrarci, eravamo davvero una strana coppia. Impaziente dissi a mio padre d’impulso: “Beh… io mi fidanzo”. Mio padre guardandomi come se fossi pazza, si alzò e mi urlò “Vada… VADA AL VIA IL CUUUL”

Grazie Luciana,  la tua voce è tutta da ascoltare, è unica, come la tua personalità. E’ un onore ospitarti tra le pagine di MondoRaro
Grazie Antonello grazie a voi.

 

Luciana Turina – Terra – Una produzione Ghiro Records di David Marchetti. Scritta da Moreno Rossi. Regia Massimiliano Zeuli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here