Evi Evan

Formula arcaica, intraducibile, eco di quei riti dionisiaci che sono la cifra forse più autentica dell’anima greca e mediterranea: Evì Evàn è un antichissimo brindisi alla vita. E da dieci anni anche il nome di una originale band italo-greca definita da Internazionale (maggio 2012) il “riferimento del rebetiko nel nostro Paese”.

Rebetico: altra formula che per sua natura non è possibile costringere in una definizione univoca. Musica urbana – anzi suburbana – ma anche rappresentazione di una umanità eternamente sconfitta ed eternamente viva e vitale, il rebetiko si codifica agli inizi del ‘900 in modi molto simili al blues in Nordamerica e al tango in Argentina. Ma con tratti unici, a partire dalle sue forme musicali: che sono il libero e creativo incontro di oriente e occidente, con echi che viaggiano da Bisanzio all’India, dai canti della Grecia arcaica alle scale (maqam) persiani.

La band è composta da quattro musicisti polistrumentisti che, ora singolarmente ora insieme, hanno collaborato con Moni Ovadia, Vinicio Caposela, Daniele Sepe, Nour Eddine Fatty.

Oltre che la stampa ellenica (Eleutheros Tipos e Music Paper, per citare un paio di testate) e la radiotelevisione nazionale greca ERT3, degli Evì Evàn si sono più volte occupati anche i maggiori media italiani. Tra gli altri: Il Corriere della Sera, Il Corriere del Mezzogiorno, La Repubblica, Il Fatto quotidiano, Internazionale, Pagina99, Il Manifesto, Il Resto del Carlino, Rai Radio 2, Radio Popolare, Radio Città futura, AnsaMed, Radio Onda rossa, Mutinity radio San Francisco, Rai Mediterraneo, Rai3, La7.

La band ha prodotto quattro album: “Rebetiko”(2008), “Fuori Luogo”(2011), “Rebetiki Diadromì – Itinerario Rebetiko”(2014) a cui hanno partecipato anche Vinicio Capossela, Daniele Sepe, Moni Ovadia, Sopfia Labropolou e Nikos Nikolopoulos, “O’ Meraklis” (2017) a cui hanno partecipato Gabriele Coen, Marina Mulopulos e Sofia Labropoulou.

Gli Evì Evàn hanno lavorato con Moni Ovadia e Antun Blazevitc negli spettacoli teatrali “Progetto Odissea” e “Lo zingaro felice”. Invitati a numerosi festival, negli ultimi due anni hanno partecipato anche: all’inaugurazione del Festival della Letteratura alla basilica di Massenzio di Roma, al festival Adriatico di Ancona, al festival Il libro possibile a Polignano a Mare, alla Primavera musicale all’Auditorium di Roma, al festival etnico di Civitavecchia, al festival Di Voci e di Suoni a Palazzo Farnese di Caprarola, al festival “MythosLogos” a Lerici, al festival “Mediterraneo insieme” di Nardò, al fes-tival “Paleariza” 2015, festival “Musica delle Tradizioni” al Teatro Comunale di Vicenza;, al Festival “Ethnos” 2015 a Napoli, al Festival “Umbrialibri 2015, al “Radioeuropa. La festa di Radio3 Rai” 2015 all’Abbazia di San Pietro a Perugia, al Film Festival “Terre di confine” di Asuni a Oristano, al Popoli Pop Cult Festival 2016 di Baganra di Romagna, al Suoni mobili 2016 di Lissone a Milano, Suoni mobili Monza 2017; La ghironda, Ostuni 2017; Segreti d’autore, Cilento 2017; Bologna fest, 2017; Kantunwinka 2017, Polignano a Mare.

Composizione
Dimitris Kotsiouros: bouzouki, cumbus saz
Georgios Strimpakos: voce, baglamas
Valerio Mileto: chitarra, oud
Stefano Albarello: qanun, oud