Ho solo 43 anni, però non dimentico che i miei antenati erano degli immigrati. Erano poveri e con le “pezze al culo”. Ricordo mio zio morto nelle miniere in Belgio. Ricordo i loro racconti, la povertà, la fatica, l’indifferenza, gli insulti, il lavorare come “schiavi”. Ricordo quando mi raccontavano che venivano chiamati “i negri” d’Europa.

Stiamo diventando una società senza passato e forse, senza futuro.

Non so, in tutta sincerità quale sia la cosa giusta da fare con l’immigrazione, ma penso che il rispetto per la vita umana dovrebbe essere inviolabile, e l’utilizzo del caso Aquarius, da tutte le parti, per me non è molto dissimile dai fanatici che usano i “martiri” per le bombe.

Sono sempre gli “ultimi” a farne le spese. Sono sempre gli “ultimi”… sempre ultimi.

 

 

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