La seduzione della cortigiane: la scrittrice Tamara Brazzi in “Veronica e io”

La spiritualità e la meditazione orientale son presenti in Tamara Brazzi. Ci racconta di lei bambina timidissima a Torino che solo grazie ad una scuola di teatro è riuscita a sbloccarsi, da sognatrice introversa si è sempre rifugiata in primis nella scrittura. Dopo il liceo classico e gli studi di filosofia la biondissima scrittrice fa anche la modella pubblicitaria e capisce che per fare l’attrice ci vuole un ‘autostima ai limiti dell’assurdo.

A tirala fuori dal suo impasse c’è la leggenda dell’amore un libro che invia in busta chiusa alla casa editrice e viene selezionato dalla stessa casa editrice e vola al festival di Tribeca di N.Y .Il libro è la leggenda dell’ amore parla di una psicologa alternativa attiva nelle vicende d’ amore più incredibili e il testo colpisce tutti. Tamara conosce New York l’America e le arriva l’ispirazione per il suo secondo libro. “I racconti di Tamara”, edito da Umberto Soletti.

Il testo è un insieme di racconti fatto dalla scrittrice nel corso dei suoi viaggi a New York, descrizioni di persone di varie età e culture, personalità ricche di incredibili sfumature. Libri che parlano di sentimenti, situazioni paradossali e tragicomiche, ma anche di solitudini e di disillusioni. Si evince che l amore si può trovare solo in delle situazioni basiche.

E’ difficile essere donna nel mondo della scrittura?
Non sono una femminista, ma la scrittura è un mondo duro, maschilista imporsi non è facile…Se un uomo dimostra con la sua testa dieci io devo dimostrare mille. Non è facile non farsi mettere alle strette.

Il tuo ultimo lavoro, è affascinante ce ne parli?
Veronica ed io racchiude stilisticamente il concetto del romanzo storico ma è anche il lavoro di un anno di ricerca e studio all’archivio storico di Venezia.

Il 1500 è un’epoca molto lontana, ci parli dell’atmosfera e dei personaggi del romanzo?
Parlo di Veronica Franco , meretrice e cortigiana super intelligente che diventò anche colta e ricca.
Si salvò dall’inquisizione e dopo una notte con Enrico terzo di Valois aiutò persino Venezia a salvarsi dai turchi.

Ci parli delle donne dell’epoca?
Le donne non potevano scegliere la libertà se erano ricche o le chiudevano in convento per lasciare spazio ai fratelli o le facevano maritare con uomini più grandi. Le cortigiane meretrici facevano una fuga per la libertà. Da una parte il Vaticano le osteggiava ma da un’altra parte le utilizzava per correggere inclinazioni particolari dei religiosi giovani. Le meretrici oneste come la Franco erano simboli teatrali di una libertà sessuale. Una volta all’anno a Carnevale si mascheravano sontuosamente per una settimana: coinvolgevano e sconvolgevano la gente. Fu proprio la Veronica Franco un ‘amante di Tintoretto l’ha ritratta rossa di capelli. Le strade della seduzione erano strade costruite per le meretrici, per loro era un dare e avere, queste donne avevano una forza incredibile e un grande orgoglio.

Ci racconti ancora qualcosa di questa storia bellissima?

La Franco morì giovane ma si dice che usò la sua fortuna per una casa di mutuo soccorso per meretrici ma non ci sono prove storiche. A Venezia nella zona delle zattere vi era il ponte delle zitelle dove le donne sole si affacciavano per cercare marito. Io stessa per un gioco letterario mi mescolo all’interno di questa storia e mi confronto con Veronica.

Che cosa è la seduzione per la bella Tamara Brazzi?
Si può sedurre un uomo anche a venti metri di distanza.