Il Calciatore Invisibile

Il documentario è realizzato con il supporto economico di un Crowdfunding su Produzioni dal Basso e con il sostegno di Toscana Film Commission, Livorno Film Commission, Regione Toscana e Comune di Livorno.

Il progetto si caratterizza per essere il primo documentario italiano a trattare apertamente la storia di una squadra amatoriale di calcio composta da giocatori omosessuali.

L’omosessualità nel calcio esiste ma non si vede.
Uno dei tabù più duri da abbattere riguarda il connubio tra la realtà LGBT e lo sport più amato dagli italiani: il calcio.
Perché, ancora oggi, nel 2018 non si può parlare di calciatori omosessuali?

Soggetto

Il Calciatore Invisibile racconta gioie e difficoltà di una squadra amatoriale di calcio composta da giocatori omosessuali, il REVOLUTION TEAM.

Attraverso una serie di interviste ai giocatori della squadra, il progetto si sviluppa sulle dichiarazioni e le testimonianze di numerosi personaggi di spicco che affrontano il tema di quella velata omofobia che da sempre si respira in ambito calcistico.

In principio con molta cautela, quasi in sordina e poi con maggiore consapevolezza, negli ultimi anni sono sempre più gli atleti, anche di fama mondiale, che hanno fatto coming-out, ovviamente in paesi dove i diritti civili delle minoranze sessuali sono tutelati.

Nuoto, Atletica, Tennis, Pallavolo, Rugby sono tra gli sport che comprendono atleti LGBT mentre il calcio è rimasto fino a oggi l’ultimo baluardo del maschio eterosessuale.

Il documentario racconta l’attuale stato delle cose, ricordando al pubblico la breve ma complessa lista degli episodi legati alla discriminazione, accaduti in campo, negli spogliatoi o in varie occasioni pubbliche.

Con un impianto classico, le interviste ad alcuni dei protagonisti della Serie A italiana, tra cui Alessandro Costacurta, Cesare Prandelli, il vicedirettore di Gazzetta dello Sport Andrea Di Caro, si alterneranno alle testimonianze dei ragazzi del “Revolution Team” la squadra fiorentina che, contro ogni previsione, da anni scende in campo per dimostrare al pubblico che  la propria sessualità non può e non deve rappresentare un limite per lo sport che si ama.

REGIA

Matteo Tortora è un autore, regista e montatore livornese. Da oltre dodici anni vive e lavora a Firenze. Si occupa principalmente di cinema documentaristico. E’ autore del primo mockumentary italiano a tematica gay, Ubi Tu Gaius Ego Gaia (2013) Nel 2015 ha diretto “La donna pipistrello” (documentario) e nel 2017 “Temporary Queens” (documentario). Con il “Il calciatore invisibile” chiude idealmente una trilogia che indaga a fondo nel mondo delle discriminazioni su identità e orientamento sessuale.

PRODUZIONE

La produzione de Il Calciatore Invisibile è ad opera di BLACK OAKS PICTURES, una giovane e innovativa casa di produzione cinematografica nata a Firenze nel 2013. Da anni ogni membro della Black Oaks Pictures lavora attivamente nel campo video cinematografico e svolge con passione l’attività di Producer per l’omonima casa di produzione. Progettano e realizzano il cinema del futuro con creatività, metodo ed efficacia.

INTERPRETI
REVOLUTION TEAM: Revolution Team La Revolution Soccer Team è una squadra maschile di calcio a 5 dichiaratamente gay e gay-friendly nata a Firenze nel 2008. È composta da un gruppo auto-organizzato di persone che promuovono un’attività socio-sportiva continuativa e articolata, avente come priorità la lotta contro ogni discriminazione attraverso lo sport. Ogni anno la Revolution organizza il torneo Erase the Hate – Stop omofobia e il Florence International Soccer Tournament, con il patrocinio e il contributo del Comune di Firenze.

CREW LIST

Soggetto, Sceneggiatura, Regia: Matteo Tortora

Line Producer: Andrea Rapallini

Produttore Associato: Niccolò Barletta

Direttore della fotografia: Matteo Laguni

Operatori di macchina: Mirko Rigon, Davide Castagnetti

Fonici di presa diretta: Emanuele Giunta, Mattia Calosci

Direttore di Produzione: Fortunato Valente

Post Produzione audio: Azzurra Fragale

Assistente di produzione: Bianca Baldecchi

Fotografo di scena: Federico Bezzi