The Wife – Vivere nell’ombra da romanzo al cinema…

Un’avvincente storia sull’amore, sul matrimonio e sui segreti intimi si rivela in THE WIFE – VIVERE NELL’OMBRA, film acclamato dalla critica e diretto dal grande regista svedese Björn Runge.

Nel raccontare la storia di un lungo matrimonio basato sulla passione, sull’ambizione e su un enorme compromesso che alla fine, dopo molti anni, si spezza, in THE WIFE – VIVERE NELL’OMBRA troviamo un esame tenero e complesso delle relazioni di mezz’età e un affascinante sguardo sulla natura umana nelle sue molteplici forme.

Le straordinarie interpretazioni di Glenn Close e Jonathan Pryce sono supportate da un eccezionale cast internazionale.

Ambientato in parte negli anni ’90 e con flashback che rimandano ai primi anni della loro relazione iniziata negli anni ’50 e ’60, questo travolgente e intimo racconto è un adattamento dell’amatissimo romanzo di Meg Wolitzer.

Per la sceneggiatrice Jane Anderson, (GLI ANNI DEI RICORDI, OLIVE KITTERIDGE), il film ha costituito l’opportunità di raccontare, da una prospettiva unica e meno ufficiale, la storia di un matrimonio e del desiderio di affermazione e successo.

“Nel lontano 2003 ho letto l’incredibile romanzo di Meg Wolitzer intitolato THE WIFE e sono rimasta senza parole. Meg racconta una storia “rivoluzionaria” su ciò che significa essere una scrittrice. Illustra cosa vuol dire essere la moglie di un gigante della letteratura sapendo segretamente che è lei ad avere il vero talento”, spiega la Anderson.

Tuttavia, Jane Anderson riteneva che la storia avesse bisogno di alcune modifiche per adattarsi al grande schermo in modo efficace. “Quando si adatta un romanzo per il cinema, si devono apportare alcuni aggiustamenti per rendere la narrazione più drammatica, più eccitante, più brillante. Nel romanzo il premio ottenuto dallo scrittore Joe Castleman è in realtà un non ben definito premio a Helsinki, in Finlandia. Ho optato per trasformarlo in un Premio Nobel per aumentare la posta in gioco. Ho anche lavorato sul personaggio del figlio di Joe e Joan Castleman, un uomo oramai adulto e piuttosto frustrato”.

Anderson ritiene che aver avuto Glenn Close nel cast sia stato un gran colpo perché ha aggiunto un senso di grazia e leggerezza alla rappresentazione di una donna molto interessante. “Il personaggio di Joan Castleman è una donna profondamente contenuta, elegante e timida, una figura che rimane in secondo piano rispetto al brillante marito. Chi meglio di Glenn Close, attrice raffinata ed estremamente dotata, avrebbe potuto interpretare questo tipo di ruolo e dargli tutta le sfumature e il sottotesto necessari?”

Jane Anderson spera che il film favorisca e inviti al dibattito sul matrimonio, sui segreti che vi si celano e sui compromessi che si fanno. “Quando scrivo un film, mi chiedo sempre: Di cosa parlerà il pubblico quando si accenderanno le luci e usciranno dalla sala? In questo caso penso che parleranno di cosa sono i compromessi che facciamo in un matrimonio, si chiederanno se i segreti che manteniamo come coppia siano legittimi, quali sacrifici accetta una donna in quanto moglie e se un marito le mostri adeguato rispetto e amore”.