PASSATO, PRESENTE E PUNTO DI VISTA: IL MONDO DEL RAPPORTO DEI CASTLEMAN

The Wife - Production & Publicity Stills 09.11.16 sc 3 CASTLEMAN HOME- BEDROOM Joe and Joan talk on phone with Arvid Engdahl intercut between rooms PRODUCTION OFFICE Suite 6, 1st Floor, Alexander Stephen House, 91 Holmfauld Rd, Glasgow, G51 4RY Tel: 0141 428 3776 credit Graeme Hunter Pictures, Sunnybank Cottages. 117 Waterside Rd, Carmunnock, Glasgow. U.K. G76 9DU. t. 01416444564 m. 07811946280 e. [email protected]"

Sebbene ambientato negli Stati Uniti e a Stoccolma, la maggior parte della produzione di THE WIFE – VIVERE NELL’OMBRA è avvenuta in realtà nella città scozzese di Glasgow, che si dimostrata essere un luogo eccellente per molte recenti produzioni.

“È il quarto film che giriamo a Glasgow”, afferma la produttrice Claudia Bluemhuber. “Abbiamo fatto UNDER THE SKIN, LE DUE VIE DEL DESTINO – THE RAILWAY MAN, e quest’anno due film, CHURCHILL e THE WIFE – VIVERE NELL’OMBRA. La nostra esperienza è stata davvero buona, le troupe, il supporto ottenuto sono eccezionali. Ha funzionato molto bene”.

“Quando si girano questo genere di film, si cerca dove è possibile di ottenere i migliori vantaggi per la produzione”, aggiunge il produttore Piers Tempest, “e in realtà Glasgow ha tutto. Ha due sedi imponenti, utili per le cerimonie del Premio Nobel, e ha un Concorde, il che è fantastico perché il film è ambientato a metà degli anni ’90 e il Concorde era iconico in quel periodo”.

“La Scozia nell’autunno 2016 rimarrà per sempre un bellissimo ricordo per me”, ha detto Runge. “In un certo senso, l’ho sentita come una seconda casa. È stato assolutamente meraviglioso, non solo per la troupe, per le location molto belle, ma anche per le circostanze e le situazioni di questa produzione che sono state per me sorprendenti”.

Per quanto riguarda l’aspetto visivo – il look and feel – del film, girare facendo in modo che sembrasse un altro luogo, non è stata l’unica sfida entusiasmante secondo lo scenografo Mark Leese: ricreare i periodi storici in modo autentico era vitale. La storia si svolge seguendo varie linee temporali, spesso in flashback, e in tre diverse città, rendendo la produzione impegnativa.

“La cosa interessante è che non ci sono location all’interno della sceneggiatura che siano effettivamente nel Regno Unito o in Scozia, ma abbiamo girato la maggior parte del progetto a Glasgow e dintorni”, ha affermato. “È stata una sfida eccitante. Abbiamo dovuto ricreare la New York degli anni ’50, il Connecticut degli anni ’90 e ’60 e Stoccolma degli anni ’90. Penso che una delle sfide più ardue sia stata quella di ricreare le cerimonie e i banchetti del Nobel, che sono imponenti e costosi, con un budget limitato e vincoli di tempo. Penso che abbiamo fatto un buon lavoro ma è stata una bella sfida”.

“È una questione di autenticità, di quanto si sia influenzati dalla realtà e dal desiderio di fedeltà a un periodo storico, di come studiarlo con attenzione per poterlo ricreare. A volte abbiamo provato a replicare fedelmente alcune cose, altre abbiamo tenuto a mente l’autenticità come guida generale per poi realizzare ciò che volevamo”.

I costumi del film sono splendidi ma anche veri, e come per la scenografia, la costumista Trisha Biggar voleva trasmettere il senso di autenticità. “Una delle sfide quando si lavora su un film d’epoca è la ricerca”, ha detto.

“È un aspetto sempre molto interessante e in questo caso lo è stato particolarmente perché le mie ricerche si riferivano a paesi e anni diversi. Molto spesso capita che ciò che veniva indossato in America e ciò che veniva indossato in Gran Bretagna non sia lo stesso né quello in voga a Stoccolma negli anni ’90. Anche gli abiti americani degli anni ’50 erano molto diversi dagli abiti britannici dello stesso periodo. È sempre difficile catturare l’essenza di un periodo”.

Allo stesso modo, secondo Charlotte Hayward, hair and make-up designer, tempi e città diverse hanno comportato la necessità di creare stili estetici molto diversi. “Probabilmente una delle difficoltà maggiore incontrate è stata quella riguardante il matrimonio negli anni ’50 con i due personaggi più giovani poiché era necessario che il loro aspetto fosse coerente e credibile con quello degli stessi personaggi in età matura. Dovevamo essere certi di quello che stavamo facendo, che stavamo ottenendo l’aspetto corretto per ciascun periodo”.

Il produttore Piers Tempest spera che il film, che ha come nucleo centrale un rapporto così complesso, possa essere profondamente apprezzato dal pubblico. “È una relazione molto reale, le persone si sentiranno molto coinvolte da quel rapporto, si spera che la gente troverà tratti caratteriali a cui potranno relazionarsi e rapportarsi e si sentiranno veramente coinvolti dalla storia. Penso che sia il miglior uso del cinema quando riesci a conoscere completamente un personaggio”, dice.

“Penso sia un film molto emozionante”, aggiunge il regista, “un film con un grande cuore, in cui puoi sentire l’odore del cambiamento di persone che cercano di trovare la loro strada nella vita; per me è una sorta di miracolo quando vedi attori che, in un certo senso, ti mostrano il loro cuore come se fossi il pubblico”.