Immigrati lavoravano come schiavi. Arrestati in 15, vertici salentini della Tecnova

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Quindici arresti sono stati effettuati questa notte, a carico dei vertici salentini della societa’ Tecnova, la ditta spagnola che ha in appalto la costruzione di tredici parchi fotovoltaici tra le province di Lecce e Brindisi. Le ordinanze di custodia cautelare, sollecitate dalla Dda di Lecce e concesse dal gip distrettuale, riguardano i reati di associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitu’, estorsione, favoreggiamento della permanenza di immigrati in condizione di clandestinita’ e truffa aggravata ai danni dello Stato. Le misure hanno toccato nel leccese dieci persone (cinque di origine spagnola, due colombiani, una cubana, un ghanese e un marocchino), che, nella loro qualita’ di soci-amministratori e capocantiere, avrebbero assunto i lavoratori e ne avrebbero garantito la permanenza sui cantieri in una condizione di sfruttamento. Altre cinque persone sono state arrestate nel Brindisino, sempre per gli stessi motivi. A fare scattare le indagini, coordinate direttamente dal procuratore capo di Lecce Cataldo Motta, sono stati gli esposti – presentati fin dallo scorso autunno – da decine di lavoratori extracomunitari, che hanno denunciato di avere lavorato in condizioni di sfruttamento, senza alcun rispetto delle regole previste dal contratto di lavoro dei metalmeccanici. Gli operai, dal 23 marzo scorso, hanno attuato forme dure di protesta, che hanno indotto la societa’ Tecnova ad abbandonare i cantieri italiani. La Procura distrettuale antimafia di Lecce ha disposto anche il sequestro di tutti gli impianti in fase di realizzazione, delle quote societarie della Tecnova, dei mezzi e dei materiali che si trovano sui vari cantieri e nella sede brindisina della societa’.

fonte aduc

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