Beth Ditto, lesbica, grassa, femminista e spietata. Una non-divina, meravigliosamente estrema

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Lei si chiama Beth Ditto, e da quando è comparsa sulle scene è diventata un’icona, una non-eroina che fronteggia le divette senza arte nè parte che affollano riviste, tv e cinema… divette senza un’occupazione precisa, se non quella di far parlare delle loro cazzate (vedi Paris Hilton).
Beth è una cantante. E’ la leader del gruppo The Gossip, ha una voce imponente come la sua “stazza”.
E’ grassa e se ne frega di cosa pensa la gente e senza problemi esibisce il suo corpo. E’ apparsa senza veli sulla copertina di Love, una rivista inglese.

E’ lesbica, femminista, senza censure e politicamente impegnata ed esprime le sue opinioni sulla sua rubrica settimanale, sul quotidiano The Guardian.

Recentemente ha affermato:

«Io devo molto alle riot girl (movimento americano punk degli Anni 90). È grazie a quello che hanno fatto loro se io oggi posso comparire su una copertina. Quello che facciamo noi adesso è preparare il terreno per le ragazze che in futuro vorranno fare musica, nella speranza che siano giudicate per la loro musica e non per il loro aspetto. Per far parte del mondo dello spettacolo bisogna essere tutte magre, carine, e rispecchiare un certo stereotipo… Be’ anche questo cambierà, è ovvio. Magari ci vorranno altri 20 anni, ma prima o poi succederà»

Beth è un fenomeno esplosivo, che si batte contro l’omofobia e le taglie “zero”… zero come il cervello delle oche… c’è molto in Beth… un’artista innovativa da scoprire e seguire, decisamente interessante, nella musica di questo ultimo decennio che troppo spesso è stata vittima di gruppi o solisti/e insignificanti e commerciali.

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Gianni Leone, fondatore

Essere antipatico è una vocazione.
Non pretendo di dire la “verità” ma almeno limito le “stronzate” cosa che non riesce alla maggior parte degli “Italioti”…
Ho sentito una chiamata… come una voce… quasi una visione mistica, prendere vita dal fango dei pensieri altrui, dall’idiozia “melmosa” e collettiva, dalla superficialità dei vuoti a perdere, dall’indifferenza dei molti, dall’apparente ed insignificante “sensibilità” dei frequentatori dei social, dalle battaglie fatte dietro uno schermo e con un click…
HO deciso di scrivere una rubrica, cattiva, anzi cattivissima ed antipatica: GLI ITALIOTI…E ALTRI “IOTI”…
Non vi preoccupate sputo su tutti, compreso me stesso… nessuna distinzione…

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