Telespazzatura istituzionalizzata: tutto ebbe inizio con un bicchiere d’acqua. La TV della maleducazione, delle risse e dell’inciviltà

180

Tutto ebbe inizio con un bicchiere d’acqua e con la frase “Io ti spengo”.
Chi non ricorda la scena “scandalo” che nel 1991 sconvolse le coscienze dei telespettatori adusi ad una TV pacata e morigerata? Per chi non era la in quei momenti, brevemente, descrivo il “fattaccio”, simbolo di un modo “nuovo” di fare televisione.

Mediaset (Italia1), trasmissione: “L’Istruttoria”. Vittorio Sgarbi discute e si scambia insulti con D’Agostino; nella concitazione del battibecco Sgarbi impugna la bottiglia da mezzo litro, che era sulla scrivania dello studio televisivo, e “lancia” un buon bicchiere d’acqua in faccia all’interlocutore il quale risponde, prontamente, con un ceffone ben piazzato all’indirizzo di Sgarbi ed in tutto questo trambusto si vedeva un Ferrara, conduttore della trasmissione, incapace di gestire la prima telerissa della storia della TV Italiana.

Da allora molto è cambiato, ma solo in peggio, e la cosa più sorprendente è stato assistere a come la Politica stessa si sia adeguata prontamente a linguaggi, atteggiamenti e parole degne del più basso dei reality, con insulti, accuse reciproche, urla e mancanza di rispetto di chi, a casa, è costretto ad assistere al degrado televisivo e mediatico.
In tutto questo, come abbiamo detto, i reality hanno avuto la loro parte da leone, introducendo la novità dell’uso indiscriminato della parolaccia, delle scenate isteriche, del sesso consumato dentro “alcove” estemporanee e tutto sotto l’occhio vigile della telecamera, mettendo in piazza, ahimè, in vetrina anche il lato oscuro di ognuno di noi.

Oramai è uno status quo: turpiloquio, volgarità , minacce in diretta, urla da mercato, crisi isteriche, divorzi davanti alle telecamere di isole dei famosi, tra i partecipanti dei vari programmi i “deportati” o i “Galeotti” di turno intessono complotti, si lanciano nell’esercizio del parlar male degli altri partecipanti formando alleanze e gruppetti con modalità che ricordano molto le piccole vicende da paesino del secolo scorso; in tutto questo il “gioco” e lo show (nelle intenzioni degli autori) diventa prepotentemente la fiera del cattivo gusto e, purtroppo, diviene anche fenomeno mediatico capace di imperniarsi nel linguaggio e nel costume della società.

E’ finita la televisione spettacolo e tla elevisione informazione, quella delle grandi produzioni e dei capolavori, dei settimanali di altissima qualità , delle inchieste vere, dei confronti politici. Ora siamo stati tutti catapultati dentro spettacoli vergognosi di personaggi come “Il Mutanda”, che in diretta affronta come un gladiatore di altri tempi e con comportamenti da “Conan Il Barbaro”, l’avversario Pappalardo il quale tiene testa con fierezza e non è da meno sia come lessico che come atteggiamento.

Tutti abbiamo assistito alle strumentalizzazioni ed alle spettacolarizzazioni dei processi ove una trasmissione diventa tribunale, dove personaggi molto improbabili diventano “opinionisti esperti” e dove, specie in questo ultimo periodo, si glorifica lo squallore; beati i tempi in cui fare televisione era appannaggio di signori come Corrado Mantoni, di quando pacatezza, buon gusto ed equilibrio aiutavano a ricomporre le famiglie dopo una giornata di fatica a lavoro o a scuola.
Oggi non è più così, si usa il calcio in televisione come ai tempi degli Antichi Romani, rispolverando un vecchio detto che, oggi più che mai è validissimo: “ Panem et Circenses”, ovvero sin tanto che gli Italiani hanno da mangiare qualcosa e, contestualmente, li riempiamo di calcio in televisione, si occuperanno di litigare per le partite, per gli arbitraggi, per le prestazioni delle squadre ed allenatori e di contro, non si cureranno di altro, né dello sfascio in cui stiamo sprofondando nella nostra economia né di controllare l’operato degli amministratori del paese.
È così, signori, tutto ebbe inizio con un bicchiere d’acqua e l’evoluzione ci portò alla telespazzatura isituzionalizzata che impoverisce le masse e manda “all’ammasso” le menti del popolo televisivo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here