Ancora un editore contro la deforestazione in Indonesia

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Questa volta si tratta dell’americana HarperCollins Publishers, che ha deciso di escludere le forniture dai due giganti cartari indonesiani, APP e APRIL, responsabili della distruzione di vaste aree forestali in Indonesia. L’impresa ha inoltre annunciato una più vasta politica di acquisti cartari a deforestazione zero. L’annuncio da parte della HarperCollins segue un analogo impegno della Disney.

Nei mesi precedenti, anche Hachette Book Group, Pearson, e Simon & Schuster, hanno adottato politiche volte a escludere l’acquisto di carta legata alla perdita delle foreste pluviali indonesiane.

Asia Pulp and Paper (APP) e Asia Pacific Resources International (APRIL) producono circa l’80 per cento della carta e della cellulosa indonesiane, e sono i principali produttori globali di MTH e di polpa di acacia. Entrambe le imprese sono responsabili della massiccia distruzione delle foreste, e del sequestro di terre delle comunità forestali dalle loro terre. La distruzione dell’habitat da parte di queste imprese sta minacciando di estinzione la tigre di Sumatra, di cui restano ormai poche centinaia di esemplari.

Due anni fa, il Rainforest Action Network (RAN) aveva commissionato test indipendenti delle fibre della carta, che avevano rivelato la presenza di prodotti legati alla deforestazione in Indonesia, nei libri pubblicati da quasi tutti i più noti editori americani.

In particolare, il RAN aveva rilevato in alcuni libri della HarperCollins la presenza di fibre miste di latifoglie tropicali (tropicali mixed hardwood, o MTH). Dopo la pubblicazione dei risultati, la HarperCollins  si è impegnata ad una policy interna che “vieta il rifornimento da foreste pluviali tropicali indonesiane, da foreste primarie o da foreste minacciate, per la produzione dei propri libri, ed ha avviato un programma di analisi a campione delle fibre di carta dei propri libri di fibril al fine di garantire che i propri prodotti siano privi di fibra di latifoglie tropicali.”

“Tutti i primi dieci editori degli Stati Uniti riconoscono ora che i propri clienti non vogliono libri stampati su carta che proviene dalla distruzione delle foreste pluviali. Si tratta di una svolta in un settore che solo due anni fa era legato a doppio file all’impiego carte di origine controversa”, ha dichiarato Robin Averbeck, del Rainforest Action Network,  – gli editori americani inviano così un forte e chiaro messaggio a cartiere come la Asia Pulp and Paper e la APRIL: gli acquirenti di carta vogliono ora la certezza che non ci siano legami con la deiforetazione”.

La conversione delle foreste pluviali e torbiere in piantagioni (sia per la produzione di carta che di olio di palma) è una delle principali cause di rilascio di emissioni di carbonio, tanto che l’ Indonesia è ora divenuta il terzo più emettitore mondiale, dopo gli Stati Uniti e la Cina. Si stima che circa l’ottanta per cento delle sue emissioni provengono dalla conversione delle torbiere e delle altre foreste naturali.

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