Gioco d’azzardo patologico. DPA pubblica linee guida

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dipendenza giocoIl Dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri ha pubblicato le linee guida sul gioco d`azzardo patologico, per la prevenzione, la cura e la riabilitazione. Si tratta, infatti – sottolinea il Dpa – “è una dipendenza patologica e quindi, una vera e propria malattia neuro psicobiologia del cervello con conseguenze sanitarie e sociali che necessità di diagnosi, cura e riabilitazione precoci”, e “sempre di più il fenomeno si sta espandendo”.
Le nuove linee pubblicate hanno “un approccio multidisciplinare che permettono di evidenziare sia gli aspetti neurobiologici, sia quelli psico-comportamentali, sociali e finanziari che stanno alla base del gioco d`azzardo patologico”, spiega il Dpa. In questo contesto si colloca la pubblicazione scientifica da titolo “Gambling – Gioco d`azzardo problematico e patologico: inquadramento generale, meccanismi fisio-patologici, vulnerabilità, evidenze scientifiche per la prevenzione, cura e riabilitazione. Un manuale per i Dipartimenti delle Dipendenze” a cura del Dipartimento Politiche Antidroga con il patrocinio delle Nazioni Unite (Unicri), della Federazione nazionale dell`ordine dei medici, della Società italiana dei medici di medicina generale, dell`ordine nazionale degli psicologi, degli ordini e associazioni degli assistenti sociali, degli infermieri e degli educatori.
Il gioco d’azzardo “patologico” così come evidenziato nella pubblicazione “è una dipendenza patologica e quindi, una vera e propria malattia neuro psicobiologia del cervello con conseguenze sanitarie e sociali che necessità di diagnosi, cura e riabilitazione precoci”. “Sempre di più il fenomeno si sta espandendo”, sottolinea il Dipartimento delle politiche antidroga, che ha attivato, in collaborazione anche con il ministero della Salute e i Monopoli di Stato, “un nuovo progetto per fornire elementi e supporti alle varie organizzazioni impegnate, per fronteggiare meglio il problema”.
Il manuale tra l`altro approfondisce “il concetto di malattia del gioco d’azzardo patologico e del suo andamento spesso cronico”, che si manifesta di frequente nelle persone con carattere “impulsivo e compulsivo”, caratterizzate cioè da deficit del controllo comportamentale volontario che le induce ripetutamente a giocare nonostante il rischio di conseguenze negative e le ingenti perdite monetarie. Nella pubblicazione, innovativa e unica nel suo genere, si sono approfonditi inoltre non solo gli aspetti epidemiologici del fenomeno, ma anche tutti i vari aspetti del gioco d’azzardo patologico, focalizzando soprattutto sulle sue cause e sugli aspetti neurofisiologici al fine di far comprendere nel dettaglio i fattori di vulnerabilità (genetici, famigliari, sociali ed ambientali) e i processi che portano a sviluppare tale patologia. “Tutto questo – sottolinea il Dpa – per fornire elementi conoscitivi anche alle campagne di prevenzione e per poter controllare la esuberante pubblicità che in questi mesi sta raggiungendo sempre più persone.
“E` importante ricordare a tutte le persone che soffrono di questa malattia – ha dichiarato il capo Dpa Giovanni Serpelloni – che il gioco d`azzardo patologico, con le giuste terapie e supporti, è una malattia sicuramente prevenibile, curabile e guaribile”. E “devono sapere, inoltre, che questi problemi sono sicuramente superabili sia con un percorso professionale, ma anche contestualmente con un percorso umano che ha, e deve avere, come primum movens, la speranza del paziente che da una patologia di questo genere si può guarire ridando fiducia, dignità, qualità di vita e benessere a se stessi e alla propria famiglia”.
“E` necessario quindi – conclude il capo del Dpa- mettere in campo strategie e linee d`azione che dovranno essere indirizzate, da un lato, a informare e formare gli operatori del settore socio-sanitario (dipartimenti delle Dipendenze) sulla base delle moderne evidenze scientifiche in nostro possesso; dall`altro, alle istituzioni cui competono le attività di controllo e regolamentazione a livello centrale e territoriale”.

fonte: aduc

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