Cannabis terapeutica. La produrra’ l’Istituto farmaceutico militare di Firenze

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Lo Stato produrrà marijuana a uso terapeutico. A produrla sarà l`Esercito e verrà coltivata dallo stabilimento chimico militare di Firenze. Lo scrive oggi La Stampa, spiegando che il via libera è stato dato dai ministri della Difesa e della Salute Roberta Pinotti e Beatrice Lorenzin, dopo varie polemiche e rallentamenti, e la notizia verrà ufficializzata entro settembre.
Oggi lo stabilimento fiorentino, nato con l`obiettivo di produrre medicamenti per il mondo militare, ha esteso la sua attività anche al settore civile. E ora produrrà i farmaci derivati dalla cannabis attualmente importati dall`estero a costi elevati.
Tra i ministeri della Difesa e della Salute era stato istituito un tavolo di lavoro, dove la questione è stata esaminata anche con l`istituto farmaceutico militare. Adesso sono in via di stesura i protocolli attuativi. A questo punto, non è escluso che entro il 2015 i farmaci cannabinoidi saranno già disponibili nelle farmacie italiane.

“L’Italia ha tutto ciò che serve per avviare una produzione” di farmaci cannabinoidi “a livello industriale: il centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo, che è un istituto pubblico autorizzato alla produzione di cannabis per scopi di ricerca, può inviare il materiale allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e far partire una produzione ‘made in Italy’ di cannabinoidi a fini terapeutici oggi vittime del monopolio olandese del Bedrocan”. Lo dichiarano Marco Perduca e Donatella Poretti, senatori Radicali nella XVI legislatura. “Ci fa piacere leggere che il governo Renzi intende dar seguito a un impegno preso nel gennaio 2010 da quello Berlusconi – aggiungono – relativamente alla cannabis terapeutica. Un impegno che, non senza qualche difficoltà, riuscimmo a far prendere al sottosegretario Giovanardi e il senatore Gasparri con un ordine del giorno. In Italia, pur essendo consentita la prescrizione di terapie che fanno uso di questi farmaci da 7 anni, il loro approvvigionamento è possibile, nei termini previsti dalle leggi, esclusivamente grazie all’importazione dall’estero attraverso le procedure previste dal Dm 11-2-1997 (Importazione di specialità medicinali registrate all’estero)”.
“Non esistono in commercio farmaci registrati a base di cannabinoidi, né sintetici né naturali – proseguono – e non esistono produttori italiani autorizzati di cannabis per scopi medici. Le pratiche per l’importazione di questi farmaci oggi comportano un notevole aggravio di spesa rispetto al mero prezzo del farmaco, operazione che va ripetuta dopo due mesi, e solo poche Asl forniscono la terapia in regime di Day hospital creando enormi disagi che spesso scoraggiano l’uso di queste terapie, oppure spingono i pazienti a rivolgersi al mercato illegale anche perché resta reato l’autocoltivazione”. “In attesa della definitiva conferma – aggiungono Poretti e Perduce – sperando anche che vengano cancellate le pene per chi coltiva da sé le piante, come chiede la recente disobbedienza civile di Laura Arconti, Rita Bernardini e Marco Pannella, occorre che il governo corrisponda alle richieste di malati per una pronta distribuzione dei cannabinoidi oggi disponibili su tutto il territorio nazionale. L’Associazione Luca Coscioni ha iniziato un lavoro di sensibilizzazione dei medici e farmacisti al quale speriamo presto si aggreghino gli ordini professionali competenti”.

E’ “giustissimo usare e coltivare” la marijuana a scopo terapeutico. Cosi’ l’oncologo Umberto Veronesi. “La marijuana e’ un ottimo farmaco. Siccome e’ anche uno stupefacente, si ha sempre paura ad usarlo. Invece e’ ottimo contro il dolore, contro i malesseri, contro il vomito, e’ un sedativo”. “E’ la stessa cosa – conclude Veronesi – che e’ successa con la morfina, che per anni non sono riuscito a far avere a questi poveri diavoli che soffrivano. E’ giustissimo usarla e coltivarla. Io sono anche per la liberalizzazione, ma questo e’ un altro discorso”.

fonte aduc

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