La foresta rubata della Papua Nuova Guinea

169

La Papua Nuova Guinea ospita la terza più grande distesa mondiale di foresta pluviale, ma questa è ora minacciata dal più grande furto di terra nella storia moderna, un furto esteso sul 12% della superficie del paese. Un nuovo rapporto pubblicato da Global Witness mostra come negli ultimi anni sia stato esportato legname per un valore di circa 100 milioni di dollari. Questo legname proviene dai “progetti” che il governo ha affittato nell’ambito di permessi speciali volti a favorire lo sviluppo agricolo da parte delle comunità indigene.

 Questi permessi – denominati “Special Agriculture and Business Leases” (SABLs) – sono state rilasciati su aree di foresta di proprietà di comunità indigene, e molti casi l’unico scopo reale del permesso sembra quello di abbattere alberi e portare via tronchi, senza alcuno sviluppo agricolo.

Molte comunità indigene ritengono che la loro terra sia stata data via senza neppure chiedere loro il consenso, mentre le proteste sono state brutalmente represse dall’intervento della polizia o con altre forme di intimidazione. La maggior parte permessi SABLs ha una durata di 99 anni, il che significa che la comunità è espropriata delle proprie terre in modo praticamente permanente.

“Il governo della Papua Nuova Guinea ha allegramente ignorato i diritti costituzionali dei suoi cittadini alla terra, e sta consentendo la decimazione di foreste essenziali alla salute e alla sussistenza delle comunità locali, alla protezione delle specie animali e al contenimento delle emissioni di carbonio.

Un’inchiesta ufficiale ha dimostrato come le assegnazioni SABLs siano state marcate da “diffuso abuso, frode, assenza di coordinamento tra le agenzie governative, fallimento e incompetenza dei funzionari governativi nell’assicurare il rispetto, la responsabilità e la trasparenza nel processo dei SABL”. L’inchiesta ha concluso che “gli operatori che anno acquisito interessi, hanno dirottato il processo SABL per soddisfare i propri appetiti “. A un anno dalla pubblicazione dell’inchiesta, il governo non ha intrapreso alcuna misura significativa per porre rimedio agli abusi.

La deforestazione e il prelievo di legname coperto dai permessi SABLs continua a pieno ritmo, e anzi, sono state concesse nuove autorizzazioni. Tre anni dopo l’impegno da parte del governo a rivedere i SABLs, circa il 40% dei permessi in uso non è stato neppure rivisto.

“Nonostante alcune azioni simboliche, all’inizio di quest’anno, la situazione sul terreno in Papua Nuova Guinea non migliora, anzi, peggiora. Le comunità che abitano la foresta vedono le loro vite abbattute, e uno dei principali beni del paese – le uniche foreste pluviali – distrutti nell’indifferenza del governo “, ha commentato Rick Jacobsen, di Global Witness.

Global Witness chiede al governo di PNG di mantenere immediatamente le proprie promesse:
Annullare i permessi SABLs ottenuti con l’inganno,
Fermare l’assegnazione di nuovi permessi SABLs
Accelerare una revisione indipendente e trasparente dei restanti contratti
Cancellare i permessi rilasciati in violazione alle leggi
Perseguire i funzionari e le aziende coinvolte negli abusi come indicato dall’inchiesta ufficiale

Fonte: http://www.salvaleforeste.it…

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here