Il Codice Hitch – Antonello Altamura

MondoRaro e L’Alchimista presentano il Codice Hitch, di Antonello Altamura, che sarà pubblicato a breve nella nuova collana: “Full Moon”.

Quali enigmi nasconde la filmografia del regista inglese divenuto il “dominatore incontrastato di Hollywood”?

Quali elementi lo hanno reso uno spin doctor generativo di cloni, mode e miti che, muovendo dalla terra di Poe, hanno gelato il sangue alle platee dell’intero pianeta?

In tanti hanno provato a indagare i segreti di bottega del “Maestro del brivido”, ma pochi son riusciti a scalfire la maschera impenetrabile del gentleman nell’atto di perfezionare trappole infallibili per un pubblico ogni volta un più disincantato.

A quasi 4 decenni dalla sua morte, il mito di Hitchcock continua ad ipnotizzare.

Il libro ricostruisce alcuni back stage degli anni Quaranta Cinquanta e Sessanta, ma rivela anche dei retroscena inediti, che permettono al lettore di “avvicinare” un uomo schivo quanto affascinante e a tratti inconoscibile: un vero “poeta dell’inquietudine”.
Nel “Codice Hitch “ – privo di sensazionalismo – vengono analizzate esperienze private poco note del maestro, filtrate dalle metafore artistiche che connotano il suo cinema, come la bellezza pura e spirituale e l’orrore della follia omicida, il gioco della seduzione e il baratro dell’aggressività umana, l’amore per il lusso e la resa all’avidità, il potere del glamour e lo scatenamento cieco della follia.
Sullo sfondo luccicante della “fabbrica dei sogni” di Hollywood si snoda un thriller ininterrotto nel quale Alfred Hitchcock assume la veste di “papa nero” in lotta contro i suoi antagonisti consustanziali: il “gota” delle majors padrone dell’industria cinematografica più importante del mondo.

Questo libro mette a nudo gli aspetti più umani degli attori che hanno dato volto, corpo e voce alle pulsioni inconfessabili che si agitavano nel profondo della complessa personalità dell’autore. Ed ecco il nostro immaginario collettivo restituire intatte le icone delle nevrosi che vi abitano: il sorriso ambiguo di Cary Grant, la fragilità di Anthony Perkins, la depersonalizzazione di Kim Novak, la spirituale luminosità di Ingrid Bergmann e le loro vite captate dal mentore che modella sul viso di ciascuno una “maschera” tremendamente aderente che il pubblico non riuscirà più a dimenticare.
Hollywood viene dunque considerata non solo come “fabbrica dei sogni”, ma anche come “tritacarne” di personalità e vite al contempo.

Questo libro vuole riannodare con un fil rouge unitario i due poli opposti della filosofia esistenziale che traspare dalle opere del cineasta: tensione verso un ideale di bellezza assoluto in compresenza del rischio di scivolare nella vertigine dell’omicidio.

Un libro per chi ama il cinema, ma anche per chi non ha paura di addentrarsi nelle zone d’ombra più inquietanti dell’animo umano e aprire con una sola chiave più porte di “oscure” stanze antiche.