Tre attori teatrali sono stati arrestati e tenuti in custodia cautelare dalla polizia di Rangoon con l’accusa di aver messo in scena uno spettacolo ‘politicamente motivato’. Secondo quanto riferito dai media birmani in esilio, Chaw Ei Thein, nota artista della scena birmana, Htein Lin e un altro ragazzo non ancora identificato avevano inscenato la vendita di medicinali tradizionali prezzandoli secondo un sistema monetario obsoleto. La polizia quindi, dopo aver raggiunto i tre presso le loro abitazioni, li ha messi in stato di arresto. Dopo ‘quattro giorni di interrogatori ininterrotti’, come riferito dall’agenzia birmana ‘Irrawaddy’, i tre sarebbero stati rilasciati con l’avvertimento di non ripetere mai più la performance in pubblico.
Non è la prima volta che le autorità di sicurezza si scagliano contro rappresentazioni teatrali, mostre di pittura o fotografiche. Da sempre spettacoli ed esposizioni vengono tenute in case private o piccole gallerie e sempre soggette alle dure leggi della censura.
Dal 1962, anno della salita al potere dei generali, ogni forma d’arte e d’espressione nell’ex-Birmania è stata sempre oggetto della censura. Un particolare ufficio del ministero dell’Informazione, noto come il ‘consiglio della censura’, decide cosa può e cosa non può essere di pubblico dominio.

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