I medici non possono ignorare le richieste dei malati terminali che non vogliono che la loro vita venga prolungata grazie ai farmaci. E’ questa la nuova regola emessa dall’ordine dei medici britannici Gmc, secondo il quale i dottori non devono iniziare o continuare una terapia volta a prolungare la vita di un malato terminale – alimentazione artificiale inclusa – se questi non lo vuole.
I medici, aggiunge il Gmc, sono chiamati inoltre a rispettare le ‘indicazioni fornite in anticipo’ e i ‘testamenti biologici’ dei pazienti senza permettere alla propria fede religiosa e alle proprie credenze di interferire.
Nonostante offra nuove regole e linee guida su come i medici si devono comportare con i pazienti malati terminali, il documento del Gmc non offre alcuna indicazione sul suicidio assistito. L’ordine dei medici consiglia infatti ai medici i cui pazienti vorrebbero attivamente porre fine alla loro vita di spiegare loro che il suicidio assistito resta una pratica illegale.
‘Il paziente decide se e quale opzione accettare, tra quelle delineate dal medico. Ha anche il diritto di accettare o rifiutare un’opzione per una ragione che al medico puo’ sembrare irrazionale, o per nessuna ragione alcuna’, si legge nel documento. Le nuove regole si applicano soltanto nel caso dei pazienti mentalmente in grado di decidere.

fonte aduc

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