YouTube cade sotto la scure della censura pachistana. Ieri un tribunale di Lahore aveva ordinato la chiusura del social network che aveva lanciato un concorso per vignette su Maometto; oggi l’Authority per le telecomunicazioni ha ordinato la sospensione dell’accesso a YouTube per contenere la diffusione di materiale “blasfemo”.
In Pakistan, Paese musulmano, è vietato rappresentare in qualsiasi forma il Profeta. La sospensione di  YouTube è a tempo indeterminato. Era già successo nel 2007, quando l’intenzione di Islamabad era di impedire la visone di video non-islamici.
L’Authority ha prima tentato di bloccare circa 450 indirizzi, ma poichè i video si diffondevano troppo rapidamente, ha disposto la chiusura totale. Sulla vicenda si è pronunciato anche il ministero degli Esteri pachistano, ha detto il portavoce Abdul Basit. “Cose di questo tipo non aiutano a promuovere l’armonia interconfessionale nel mondo: ci siano opposti in passato e continueremo a opporci”.

Quando la religione diventa un’arma per controllare i popoli…

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