Ricevo e pubblico un’interessante lettera di un insegnante di Anzio (Roma).

Caro direttore, nel leggere il magazine, ripercorro con la mente le innumerevoli angherie che subisco dal 2004 da parte di un dirigente e della sua vice nella scuola media Falcone di Anzio (Roma).
Senza entrare nel merito delle questioni, perchè sarebbe troppo lungo, ti riferisco soltanto che ho subito una denuncia infondata, del DS, con indagini della procura della Repubblica poichè denunciato per mancato possesso del titolo di studio. La Procura ha archiviato il caso perchè il fatto non sussiste. In seguito ha richiesto una visita ispettiva per lo stesso motivo, che gli si è rivolta come un boomerang, poichè le relazioni ispettive gli hanno dato torto. Ancora dopo ha emesso nei miei confronti un provvedimento di esonero sindacale pretestuoso, pur di allontanarmi dalla scuola e favorire una collega. Sono stato riammesso solo dopo un mese, quando il Ministero si è accorto che non esisteva nessun esonero nei miei confronti: ma ormai avevo perso ogni possibilità di ottenere un incarico come funzione strumentale o referente. Ma non basta, con i numeri della mia carta d’identità ha autenticato una mia accettazione di candidatura al consiglio d’istituto, apponendovi lui stesso la mia firma. Attualmene è sotto processo per falso ideologico e rischia una condanna ai sensi dell’art.479 del c.p.
Ogni giorno mi manda una lettera di addebito per cose pretestuose o inesistenti. La cosa che più mi angoscia è che la Direzione Regionale del Lazio, sino ad oggi non ha voluto mai adottare provvedimenti nei confronti del Dirigente, nè tantomeno su mia richiesta ha ritenuto concedermi il trasferimento d’ufficio in altra sede.
Ti ho scritto, perchè ormai sono giunto alle soglie della pensione, ma se riuscissimo a sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso articoli sui principali quotidiani, attaccando proprio i Direttori degli USR, principali responsabili, ed il Ministro, forse potremmo evitare sofferenze ad altri colleghi perseguitati da simili situazioni.

Un cordiale saluto.
M.D.F.