Intervista a Raffaele Tedesco, a cura di Yoshito Higashi

raffaele tedescoPartiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?
Sono salito per la prima volta su un palco per cantare all’età di tre anni. Era una sorta di zecchino d’oro, organizzato dalla scuola materna del mio paese. E da quel momento non sono più sceso. Quando avevo 11 anni, ho iniziato a strimpellare la chitarra, e il pianoforte, e quasi per scherzo, ho scritto le mie prime canzoni. Una di queste “E’ arrivato Natale”, si può ascoltare nel mio nuovo album “Che mondo sei”

Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?
Credo che sia fondamentale, è una delle cose più importanti, anche se per ottenerli c’è bisogno di molto tempo, e molto lavoro. Purtroppo devo dire che oggi mi sembra di sentire sempre la stessa canzone, le stesse voci, gli stessi suoni. Si è persa l’istintività, la creatività.

Quali sono i tuoi punti di riferimento?

La mia formazione musicale la devo a Battisti, Dalla, De Crescenzo, Sting, i Qeen. Ovviamente, per ricollegarmi alla domanda precedente, cerco di dare sempre alla mia musica la mia personalità, il mio stile. Non è importante quello che fai, è importante come lo fai.

Cos’è la musica per te?
Staccarsi dalla realtà, ed entrare in un mondo magico. E’ una delle cose belle della mia vita.

Tra le tue esperienze e partecipazioni, quali ricordi con soddisfazione?
Non ce n’è una in particolare, sono state tante per fortuna!

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?
Mi auguro soltanto di avere sempre lo stesso entusiasmo, e la stessa grande passione per la musica.
Il resto si vedrà…