Internet e Minori

Internet e minoriSecondo una ricerca IPSOS per Save the Children, il 39% dei minori si è iscritto a Facebook a 12 anni, il 32% ha dichiarato di averne 18. Uno su due conosce le regole sulla privacy (51%), ma non se ne preoccupa (57%). Tra i “disconnessi” , secondo un’elaborazione dei dati ISTAT specifici per i minori, tantissimi quelli che non hanno accesso ad altre opportunità educative e culturali: sono 269.000 i ragazzi che, oltre a non collegarsi ad Internet, non hanno mai letto un libro nell’ultimo anno, mentre 187.000 di loro non sono neppure mai andati al cinema nello stesso periodo.

Da un lato gli “on-line” e dall’altra i “disconnessi”, due facce della stessa medaglia che racconta la generazione dei “nativi digitali”. I primi sono giovanissimi – secondo una ricerca di IPSOS per Save the Children – quasi sempre connessi, anche grazie agli smartphone, usano WhatsApp (59%) e Instagram (36%), conoscono abbastanza bene le regole che governano la privacy nella Rete (51%), ma non se ne preoccupano più di tanto (57%). Vivono relazioni “virtuali” nei gruppi di conversazione sulle applicazioni di messaggistica dei loro smartphone, spesso anche con persone che non conoscono direttamente (41%): uno su quattro (24%) invia messaggi, video o foto con riferimenti sessuali a gruppi dove non conosce tutti i partecipanti e uno su tre (33%) si dà appuntamento con qualcuno conosciuto solo attraverso questi gruppi.

E poi ci sono quelli che dalla Rete sono fuori, i “disconnessi”: un’elaborazione dei dati ISTAT specifici per i minori ci dice che sono 452.000 gli adolescenti che non hanno mai  usato Internet, l’11,5% dei ragazzi  che vivono in Italia tra gli 11 e i 17 anni, con una percentuale più elevata nel Sud e nelle Isole (17,4%, 270.000). La presenza di adolescenti disconnessi è maggiore nelle famiglie che dichiarano di vivere in condizioni economiche “assolutamente insufficienti” (22,7%) o con “risorse scarse” (14,2%), mentre è estremamente ridotta in quelle che dichiarano di vivere in condizioni economiche “ottime o adeguate” (6,5%). Disconnessi da Internet, ma anche da altre opportunità educative e culturali, che li allontanano ancora di più dai loro coetanei: tra coloro che non hanno mai usato Internet sono 269.000 i ragazzi che non hanno letto nemmeno un libro nell’ultimo anno e 187.000 di loro non sono neppure mai andati al cinema nello stesso periodo.

Questa la fotografia di Save the Children –  l’Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti – che, come ogni anno, monitora il rapporto tra minori e nuove tecnologie, a pochi giorni dal Safer Internet Day 2015 (10/2/2015).

“I nuovi media rappresentano una grande opportunità per i nostri ragazzi, per la loro crescita personale e formativa. L’accesso a queste tecnologie è un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti i ragazzi, così come un’adeguata formazione nell’utilizzo di questi strumenti e la sicurezza di potersi muovere in un ambiente digitale che non nasconda rischi o pericoli”, afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. “Il rischio è quello di trovarci di fronte a dei “nuovi analfabeti”, che non hanno la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie o che non hanno le necessarie competenze per farlo. È fondamentale garantire ai nostri adolescenti il diritto all’accesso, alla formazione e alla sicurezza di queste tecnologie e le istituzioni e la scuola in primis, le famiglie e le aziende ICT devono essere più consapevoli di questa responsabilità ”.

Le attività di Save the Children

Save the Children promuove un uso consapevole di Internet e nuovi media da parte dei bambini e degli adolescenti in molti dei suoi progetti, in particolare attraverso “Generazioni Connesse” (SIC – Safer Internet Center italiano), progetto nazionale nato nel 2012 e co-finanziato dalla Commissione Europea, coordinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e realizzato in partnership con Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Polizia Postale e delle Comunicazioni, Telefono Azzurro, Cooperativa E.D.I., Movimento Difesa del Cittadino. Il SIC prevede interventi di sensibilizzazione, formazione e attività di peer-education nelle scuole, è un polo di riferimento anche per educatori e genitori, e offre inoltre due servizi per gli utenti della Rete: un servizio “hot line” che consente di segnalare la presenza on line di materiale pedopornografico, e un servizio di “help line”, in grado di fornire supporto, in particolare a bambini, adolescenti e genitori, su esperienze negative o problematiche nell’utilizzo dei nuovi media. Nell’ambito del SIC, Save the Children ha operato in circa 100 scuole in 18 regioni italiane raggiungendo in 2 anni oltre 30.000 ragazzi.

Per contrastare la povertà educativa, cioè la mancanza di opportunità formative per tanti minori, Save the Children ha lanciato la campagna di sensibilizzazione e intervento Illuminiamo il futuro, creando  11 Punti Luce in 8 regioni italiane (Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Lazio, Liguria, Piemonte, Lombardia): sono spazi ad alta densità educativa in zone prive di servizi, dove bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attività sportive, culturali e creative, tra cui laboratori per un uso appropriato di Internet e accompagnamento nell’utilizzo del computer per lo studio e i compiti, e nei casi di particolari condizioni accertate di povertà, viene predisposta una dote educativa individuale volta ad esempio l’acquisto di libri e materiale scolastico, l’iscrizione a un corso di musica, sportivo, di informatica, o la fornitura di un pc, la partecipazione ad un campo estivo o altre attività educative. Sono circa 1.800 i bambini che nel 2014 hanno frequentano i Punti Luce aperti da Save the Children in Italia. La previsione è di supportarne 4000 entro il 2015, assegnando 1.000 doti educative e di aprire ulteriori Punti Luce.

 La ricerca IPSOS integrale è scaricabile alla pagina: www.savethechildren.it/pubblicazioni