Foxcatcher – Una storia americana foto3Nell’attesa di reperire tutti i finanziamenti necessari a realizzare il film, Miller ha potuto scegliere i tre attori principali molto tempo prima di iniziare le riprese e consegnare loro l’ingente quantità di materiali che aveva raccolto durante la fase di documentazione. Questa iniziativa ha consentito agli attori di avere un periodo di tempo insolitamente lungo prima di arrivare sul set per immergersi nelle vite delle persone reali che avrebbero poi incarnato, un compito che hanno preso molto seriamente. “Sei investito di una responsabilità notevole quando interpreti una persona reale, molto diversa da quella che hai nei confronti di un ruolo di finzione”, sottolinea Ruffalo. “Volevo rendere onore a Dave al meglio delle mie capacità. L’unico modo che conoscevo per riuscire a farlo era cercare ovunque tutte le informazioni disponibili su di lui. In quella fase, il mio lavoro assomiglia in modo strano a quello di un reporter o di un investigatore. Mi sono avvicinato molto a Nancy, la moglie di Dave, e ad altre persone che lo conoscevano bene, come per esempio John Giura, l’allenatore nonché uno dei migliori amici di Dave. John non solo mi ha iniziato allo stile di lotta che praticava Dave, ma è anche stato la mia bussola, la persona a cui ho sempre potuto chiedere se ero credibile nei panni di Dave in una determinata scena.”. Aggiunge Tatum: “Sapere che una storia è reale ti fa sentire particolarmente investito. Anche quando il risultato del film è buono, se tu non sei stato onesto, hai in una certa misura fallito. Penso che ciascuno di noi si sentirebbe mortificato se avesse la sensazione di aver fallito a quel livello.”.

Tatum e Ruffalo non hanno solo dovuto interpretare i loro rispettivi personaggi: hanno anche dovuto imparare la lotta, uno degli sport più impegnativi e faticosi del mondo, e per giunta fare propri gli stili particolari dei due fratelli, le loro posture, le loro mosse. Nel giugno 2012, i due attori hanno iniziato gli allenamenti separatamente sotto la guida del coreografo specializzato nella lotta Jesse Jantzen e nel mese di ottobre, all’inizio delle riprese nella zona di Pittsburgh, sono passati a svolgere insieme allenamenti regolari. Per lasciare loro quanto più tempo possibile per prepararsi, tutte le scene dei tornei sono state girate a metà dicembre e le sequenze di allenamento presenti all’inizio del film sono state girate nel gennaio 2013. Il fatto che Ruffalo avesse praticato un po’ la lotta durante gli anni del liceo si è rivelato un handicap, poiché Dave Schultz era mancino e Ruffalo ha dovuto disimparare tutto quello che sapeva e ripartire da zero, per non parlare del fatto che, a 45 anni, doveva essere convincente nei panni di un trentatreenne considerato da molti come il più grande lottatore di tutti i tempi. La preparazione fisica è stata estenuante. Commenta Tatum: “Sfido chiunque pensi che lo sport che pratica sia più duro a venire a provare la lotta. È stato il film più doloroso che io abbia mai girato. Non voglio mai più lottare in vita mia.”.

Per selezionare gli interpreti della squadra di Foxcatcher e degli altri lottatori che si vedono nel film, era essenziale che la produzione si garantisse il sostegno della comunità dei lottatori statunitensi. È un gruppo molto unito e non erano in pochi ad essere preoccupati per il tono che avrebbe adottato il film, considerando gli aspetti scandalistici della vicenda. E non si sono fatti scrupoli ad informare Mark Ruffalo che non lo ritenevano la persona ideale per incarnare Dave Schultz. Ruffalo si è presentato alla prima grande audizione a cui hanno partecipato anche alcuni dei più grandi lottatori americani, nonché alcuni dei vecchi amici di Dave. “Ero andato là solo per salutare”, ricorda Ruffalo, “ma Bennett mi ha detto: ‘Mark, vai a metterti la tenuta perché voglio vederti lottare un po’ con questi ragazzi’. A quel punto ho pensato: ‘Oh, andiamo, amico, non farmi questo’ ma ho comunque acconsentito. E all’improvviso mi sono reso conto che ero io quello che doveva fare il provino davanti a quei tizi e avevo tutto l’interesse a non fare pasticci.”. Per aumentare la pressione che già si sentiva addosso, Ruffalo ha incontrato come primo avversario un lottatore medaglia olimpionica. “Dave aveva l’abitudine di partire forte, quindi ho fatto subito una delle sue tipiche mosse, una tra quelle più spettacolari”, racconta Ruffalo. “Poi ho alzato lo sguardo e Tadaaki Happa, uno dei più grandi allenatori di lotta olimpica, mi ha fatto un cenno con la testa, che per lui è un’espressione di grande entusiasmo.”. Il “provino” di Ruffalo ha segnato una svolta nel sostegno della comunità di lottatori al film. “Da lì in avanti è stato tutto un ‘qualsiasi cosa vogliate ragazzi, di qualunque cosa abbiate bisogno, contate su di noi, crediamo nel vostro progetto”, commenta Ruffalo. “e io ho sentito di avere avuto la benedizione di coloro ai quali dovevo piacere. È stato molto importante per me.”.